Bond Bulletin

Materie prime sempre volatili causa guerra, ma ci sono segni di stabilizzazione

Il Bond Bulletin del team Global Fixed Income, Currency and Commodities di J.P. Morgan AM, analizza le implicazioni per gli investitori obbligazionari vedendo ‘semi’ che potrebbero far crescere l’inflazione futura

di Virgilio Chelli 25 Maggio 2022 14:15
financialounge -  Bond Bulletin daily news JP Morgan AM obbligazionario
financialounge -  Bond Bulletin daily news JP Morgan AM obbligazionario

Le perduranti difficoltà del mercato delle materie prime provocate dalla guerra in Ucraina sono ‘semi’ che potrebbero far crescere l’inflazione in futuro. Un’estensione del conflitto porterà a notevoli rincari del grano, con effetti a catena per l’inflazione mondiale. Gli investitori devono tenere sotto stretta osservazione le autorità, impegnate a trovare un equilibrio tra il sostegno a popolazioni già in grosse difficoltà e il contenimento delle spinte inflazionistiche. La volatilità dei mercati dovrebbe rimanere elevata, ma il ripristino della correlazione negativa tra duration e attivi rischiosi indica che questi mercati potrebbero essere in via di stabilizzazione.

I SEMI DELL’INFLAZIONE FUTURA


Sono le indicazioni per gli investitori obbligazionari del Bond Bulletin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, secondo cui il costo crescente dei fertilizzanti indica che i semi della futura inflazione sono già stati sparsi, dando a governi e banche centrali un altro grattacapo sul fronte del carovita. L’invasione russa dell’Ucraina è la principale causa dei rincari alimentari globali di quest’anno. Prima della guerra, Russia e Ucraina contribuivano per quasi il 30% alla produzione mondiale di grano, ma ora almeno il 20% dei terreni coltivabili dell’Ucraina non è più utilizzabile mentre il blocco dei porti ha fatto perdere più del 60% delle esportazioni di grano.

PRODUZIONE DI GRANO COMPROMESSA


In prospettiva, sottolinea il team di J.P. Morgan AM, la produzione di grano sembra ulteriormente compromessa dai rincari dei fertilizzanti, i cui costi di produzione stanno salendo anche per il rialzo dei prezzi del gas naturale. Questo potrebbe alla fine spingere ancora più al rialzo i prezzi alimentari, creando particolari difficoltà ai Paesi Emergenti. Crescenti preoccupazioni sulla sicurezza alimentare hanno già spinto alcuni governi a contromisure, come l’India, che ha proibito le esportazioni di grano per garantire l’approvvigionamento nazionale, mentre nel resto dell’Asia e in Medio Oriente, i governi potrebbero mettere in campo altri interventi, che potrebbero però accentuare le spinte inflazionistiche.

IMPATTO SULLE ECONOMIE EMERGENTI


La possibilità di rincari alimentari associata a successivi sussidi pubblici produce ricadute a catena per le banche centrali di tutto il mondo. Per contenere l’inflazione, molte ad eccezione della Cina hanno già previsto strette monetarie. La maggiore emissione di debito potrebbe costringerle a ulteriori strette, spingendo i rendimenti obbligazionari verso ulteriori rialzi. Anche le valute potrebbero avere ripercussioni sui mercati delle materie prime e sui Paesi Emergenti. J. P. Morgan AM nota che il dollaro ha toccato massimi da molti anni accentuando la pressione sulle economie emergenti, facendo salire il costo del debito estero e delle importazioni di materie prime.

SEGNI TECNICI DI STABILIZZAZIONE


Con le autorità impegnate a combattere il carovita, gli investitori si sono sentiti in qualche modo rassicurati dall’iniziale ripristino delle tradizionali correlazioni di mercato. Storicamente, gli attivi rischiosi hanno una correlazione negativa con la duration, per cui quando si accentua l’avversione al rischio un portafoglio diversificato viene in qualche modo tutelato da un rally della duration. Per gran parte del 2022 questa dinamica è diventata positiva inferendo un duro colpo ai rendimenti, ma fortunatamente, si scorgono i primi segnali di ripristino della correlazione negativa. C’è la sensazione, sottolinea in conclusione J.P. Morgan AM, che i mercati obbligazionari comincino a ritrovare un po’ di stabilità.
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