Risparmi a rischio?

Libretti postali, tanti saranno chiusi in automatico: ecco cosa fare per non perdere i soldi

I titolari di libretti postali che non effettuano operazioni da più di dieci anni rischiano di vedersi azzerare il saldo, perdendo le somme depositate che vengono trasferite ad un Fondo apposito. Ci sono 180 giorni di tempo per rispondere

di Redazione 2 Maggio 2022 12:31
financialounge -  libretti postali Poste risparmio
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Dimenticarsi del proprio libretto di risparmio potrebbe costare caro. In un avviso del 23 aprile scorso, infatti, Poste Italiane ha fatto sapere che sono a rischio quelli con un saldo superiore a 100 euro e che non hanno registrato movimenti da dieci anni. Cosa si rischia? Di perdere per intero la somma depositata.

A RISCHIO LIBRETTI SENZA MOVIMENTI DA 10 ANNI


Poste Italiane sta avvisando i titolari dei libretti di risparmio dormienti: c'è tempo tempo fino al 20 ottobre 2022 per effettuare un movimento sul libretto, al fine di toglierlo dalla lista dei dormienti. Se non dovessero esserci operazioni entro la data indicata, i titolari rischiano di perdere le somme disponibili, superiori a 100 euro, che finirebbero sul Fondo apposito, istituito dalla legge di Bilancio del 2006.

COSA FARE PER NON PERDERE I SOLDI?


Chi è titolare di in libretto di risparmio in Posta, quindi, farebbe bene a controllare che dall’ultima operazione effettuata non siano passati più di 10 anni. Poste Italiane ricorda che entro la data del 21 giugno chi ha un libretto risultato dormiente al 30 novembre 2021 si dovrà recare presso gli uffici postali per farlo censire. La lista di tutti i libretti dormienti, che rischiano quindi di vedere il saldo azzerato, è disponibile sul sito di Poste Italiane, oppure si può verificarla anche chiamando il numero verde gratuito 800.00.33.22. Se non si risponde alla comunicazione di Poste entro 180 giorni, si perdono le somme depositate.

I CONTI CORRENTI DORMIENTI


La regola dei 10 anni non vale solo per libretti postali ma anche i conti e gli assegni. Nel dettaglio interessa anche assegni circolari, libretti nominativi, i certificati di deposito al portatore, i fondi di investimento e i certificati di deposito nominativi. Se non si effettuano movimenti sul conto corrente, ecco che questo rischia di finire tra quelli dormienti. Anche in questo caso, le somme depositate ma non movimentate per oltre 10 anni possono essere trasferite al Fondo Consap. E addio risparmi.
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