Focus sui mercati

Amundi: “Con i venti di guerra sull'economia, meglio le azioni USA delle europee”

Matteo Germano, Deputy Group Chief Investment Officer di Amundi, è prudente anche sulle azioni cinesi e sulle obbligazioni High Yiled nel mondo del credito, in particolare in Europa. Privilegiare un’esposizione resiliente

di Virgilio Chelli 7 Aprile 2022 18:30
financialounge -  Amundi Azioni europee azioni usa
financialounge -  Amundi Azioni europee azioni usa

Dopo un mese di conflitto tra Russia e Ucraina la volatilità è aumentata in modo generalizzato, anche se di recente sui mercati azionari sono emersi segni di stabilizzazione. L’Europa è più esposta alla guerra per il caro energia e la prossimità geografica, con l’impatto anche sulle materie prime agricole e i metalli. Questa situazione spinge alla ricerca dei beni rifugio, la domanda di oro rimane robusta, e i rendimenti dei Treasury sono trainati dall’inflazione e dalle aspettative sui tassi.

EUROPA A RISCHIO DI RECESSIONE TECNICA


Matteo Germano, Deputy Group Chief Investment Officer, indica quattro domande cruciali per rivalutare l’orientamento degli investimenti: se sia in arrivo una recessione globale, quanto sia alta la possibilità di un errore di politica delle banche centrali, quanto è alto il rischio liquidità, e infine se i prezzi attuali rappresentino interessanti punti di ingresso. Germano preferisce escludere la prima ipotesi, ma vede l’Europa maggiormente a rischio di una recessione tecnica, mentre ritiene ‘elevato’ il rischio di un errore di politica monetaria, soprattutto da parte della Bce.

VIGILI SULLA LIQUIDITA’


L’esperto di Amundi esclude anche che esista un rischio significativo di crisi della liquidità, anche se è indispensabile rimanere vigili e costituire riserve, mentre mantiene una view prudente sulle opportunità di acquisto nell’immediato futuro. Amundi è pronta a rimodulare il rischio in chiave tattica, ma il processo di ripristino del valore degli asset è ancora incompleto e frammentato. Ma vale la pena di essere pazienti, perché un ulteriore aumento della volatilità potrebbe offrire alcuni punti di ingresso.

TASSI A LUNGA ANCORA TROPPO BASSI


In questo scenario, Germano segnala le convinzioni principali di Amundi. La prima è che i tassi a lungo termine rimangono troppo bassi in un contesto di inflazione alta e persistente, per cui continua a mantenere una posizione sostanzialmente corta di duration e la adegua in chiave tattica. Per quanto riguarda le azioni, Amundi mantiene la preferenza per i titoli Value, con una focalizzazione sui titoli di qualità da selezionare con cura.

POSIZIONE RELATIVAMENTE POSITIVA SULL’AZIONARIO USA


A livello regionale, secondo Amundi gli USA dovrebbero continuare ad avere un quadro migliore rispetto all’Europa, che corre un rischio maggiore di recessione degli utili, per cui motivo sta assumendo una posizione relativamente positiva sulle azioni americane rispetto alle europee, mentre anche l’outlook sulle azioni cinesi è più prudente per i maggiori rischi regolatori e l’estrema volatilità. Nel credito, Germano vede rischi più legati alla liquidità che ai fondamentali e segnala un atteggiamento più prudente sulle obbligazioni High Yield, in particolare in Europa, dove è possibile un ulteriore ampliamento degli spread.

MEGLIO MANTENERE LE COPERTURE


La volatilità rimane elevata, e nonostante le forti correzioni Amundi mantiene le coperture di portafoglio perché l'esito della crisi è incerto. Secondo Germano, per costruire portafogli più resistenti, gli investitori dovrebbero continuare a focalizzarsi sulle aree di diversificazione ed esplorare in un’ottica di lungo termine i titoli di Stato cinesi.

RESISTERE A TENTAZIONI AGGRESSIVE


Anche le valute potrebbero avere un ruolo nella diversificazione dei portafogli. Amundi privilegia il franco svizzero, visto la sua attrattività nelle fasi di stress dei mercati. In conclusione, l’esperto di Amundi crede sia importante resistere alla tentazione di optare per un asset allocation aggressiva, perché la visibilità è ancora troppo bassa, e ritiene utile continuare a guardare alla costruzione del portafoglio attraverso le lenti dell’inflazione e dei tassi reali, cercando al contempo le aree di resilienza.
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