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Azioni: Neuberger Berman non si fida dei rally, vede rischi al ribasso

Nelle Prospettive settimanali del CIO, Erik Knutzen si aspetta più volatilità e potenzialmente rischi al ribasso, nonostante i mercati azionari viaggino ora su livelli più alti rispetto a prima della guerra in Ucraina

di Virgilio Chelli 29 Marzo 2022 19:30
financialounge -  azionario Erik Knutzen inflazione Neuberger Berman volatilità
financialounge -  azionario Erik Knutzen inflazione Neuberger Berman volatilità

I mercati azionari si sono riportati su livelli più alti rispetto alla vigilia dell’invasione russa dell’Ucraina, con l’indice azionario S&P 500 oltre il 6% sopra, a conferma del fatto che in genere gli eventi geopolitici più violenti hanno solamente un impatto di breve periodo sui mercati finanziari. Questo perché in ultima analisi le forze rilevanti per i mercati sono quelle di natura strutturale e fondamentale, e la crisi ucraina ha inasprito ulteriormente le sfide fondamentali con cui gli investitori erano già alle prese: un’inflazione elevata e problematica in un contesto di rallentamento della crescita.

PIÙ VOLATILITÀ E PIÙ RISCHI


Ma la riunione del secondo trimestre dell’Asset Allocation Committee di Neuberger Berman, la prima dall’invasione russa iniziata il 24 febbraio, è giunta alla conclusione che bisogna aspettarsi più volatilità e, potenzialmente, più rischi di ribasso. Nelle Prospettive settimanali del CIO, non a caso titolate ‘Controcorrente’, Erik Knutzen, Chief Investment Officer—Multi-Asset Class, spiega che le modifiche apportate alle view di mercato sono drastiche proprio come lo sono state, due anni fa, allo scoppio della pandemia di Covid-19.

AZIONARIO ORA SOTTOPESATO


Neuberger Berman ha adottato un importante cambio di rotta, vale a dire la decisione di declassare a “sottopeso” le prospettive a 12 mesi per i titoli azionari. La view sulle large cap statunitensi rimane inalterata, essendo già negativa per le loro valutazioni eccessive e la sensibilità ai tassi d’interesse. Le view sulle small cap e sui mercati azionari extra USA sono invece state declassate rispettivamente a “neutrale” e “sottopeso”, per cui la view sull’azionario globale nel complesso è ora decisamente più cauta.

RIALZI DEI TASSI IN ARRIVO


Knutzen spiega che l’aumento dell’inflazione richiede in genere un rialzo dei tassi e un inasprimento delle politiche delle banche centrali e ricorda che il presidente della Fed Powell ha espresso preoccupazione per la “tensione estrema” del mercato del lavoro USA. Gli hanno fatto eco altri membri della Fed, sia “falchi” che “colombe”, e anche toni analogamente aggressivi da parte della Banca centrale europea, che hanno spinto i futures sui Fed Fund a scontare sette rialzi dei tassi quest’anno, tra cui almeno uno da 50 punti base.

UN MIX PERICOLOSO


Secondo Neuberger Berman inflazione elevata, aumento dei tassi e rallentamento della crescita rappresentano potenzialmente un mix pericoloso per gli investitori azionari. Il rialzo dei tassi vuol dire multipli più bassi, minor crescita e aumento dei costi erodono ricavi e utili. Per questo secondo Knutzen è giunto il tempo di rivedere il vecchio adagio “buy-the-dip”, ovvero comprare sui ribassi di mercato, seguito negli ultimi due anni, cercando invece di navigare contro corrente rispetto ai rally dei mercati azionari e di gestire con cautela l’esposizione ai rischi.

MEGLIO IL VALUE DEL GROWTH


Neuberger Berman privilegia le esposizioni con un minor beta, con predilezione per i titoli di maggior qualità e dividend yield più elevati. I titoli growth potrebbero essere penalizzati da valutazioni relative elevate e dalla sensibilità all’aumento dei tassi, mentre un orientamento di tipo value potrebbe rivelarsi difensivo grazie a titoli di alta qualità, con elevati flussi di cassa e in grado di fornire un reddito da dividendo, attualmente disponibili a multipli piuttosto interessanti.

LA SVOLTA CHE CAMBIEREBBE LE COSE


Un “atterraggio morbido”, come quello della Fed nel 1994 e citato da Powell e dal presidente della Fed di St. Louis Bullard, spingerebbe Neuberger Berman a rivedere le posizioni, e qualsiasi segnale in tal senso, come una riduzione significativa dell’inflazione con perdite di entità trascurabile in termini di attività industriale e posti di lavoro, sarebbe positivo. Ma Knutzen avverte che stiamo camminando su un filo molto sottile. La view di un’inflazione transitoria è sempre più screditata, e un inasprimento monetario aggressivo e tale da provocare una recessione appare probabile.

CONTESTO DIFFICILE PER LE AZIONI


In conclusione, sottolinea l’esperto di Neuberger Berman, a prescindere dal recente rally del mercato, lo scenario costringa gli investitori a fare i conti con un contesto altamente incerto e potenzialmente molto difficile per l’azionario.
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