Il punto

GAM: la sbandata delle azioni asiatiche è rientrata, ma serve un movimento duraturo

Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM SGR, analizza le tensioni dovute a guerra in Ucraina e virus in Asia, poi rientrate sulle provvidenziali parole delle autorità cinesi che hanno ridato fiato al mercato

di Virgilio Chelli 18 Marzo 2022 18:30
financialounge -  Asia azionario GAM Massimo De Palma Russia
financialounge -  Asia azionario GAM Massimo De Palma Russia

Secondo il consueto sondaggio mensile di Bloomberg, le paure provocate dalla guerra in Ucraina, dall’impennata dei prezzi delle materie prime e dal cambio di politica monetaria delle banche centrali stanno facendo salire la tensione sui mercati. Gli strategist hanno tagliato sensibilmente le stime sulla performance dell’azionario europeo per fine anno. Un’inflazione più alta e prolungata nel tempo e la contemporanea revisione al ribasso della crescita economica in molte aree rendono più complessa la situazione.

TENSIONI TRA PECHINO E WASHINGTON


In un commento sui mercati finanziari, Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM SGR, sottolinea che la guerra e la nuova accelerazione dei contagi da coronavirus potrebbero inoltre causare ulteriori carenze di approvvigionamento di materie prime, peggiorando le prospettive già precarie. Sono anche riemerse le tensioni tra Pechino e Washington, mentre le speranze di vedere la Cina in un ruolo di mediazione tra Russia e Ucraina sono sembrate svanire per i sospetti americani di un possibile sostegno alla causa russa.

TIMORE DI SANZIONI ANCHE SU PECHINO


De Palma osserva che Pechino, dopo aver dichiarato come priva di fondamento l’accusa, ha ribadito la necessità di massima moderazione e comprensione delle legittime preoccupazioni di tutte le parti, avallando implicitamente i timori della Russia per l’allargamento a Est della Nato. Il mercato ha reagito negativamente, temendo possibili sanzioni economiche estese anche alla Cina e la cancellazione delle società cinesi dai listini americani.

IMPATTO BRUTALE SUI MERCATI ASIATICI


L’accelerazione al ribasso dei listini asiatici è stata brutale, l’Hang Seng è arrivato a perdere oltre il 24% da inizio anno e circa il 40% dai massimi del 2021. Ma le autorità cinesi, consapevoli che un mercato azionario in caduta libera avrebbe compromesso il raggiungimento degli obiettivi economici, hanno agito in maniera decisa. L’intervento concertato è stato propiziato dalla riunione del Comitato per la Stabilità Finanziaria e lo Sviluppo, guidato dal vicepremier Liu He, responsabile anche della politica economica.

RASSICURAZIONI DELLE AUTORITÀ CINESI


Il Comitato intende rilanciare l’economia, assicurare la stabilità dei mercati, supportare le quotazioni azionarie all’estero, ridurre i rischi del settore immobiliare e completare rapidamente il giro di vite sulle Big Tech. Yi Gang, governatore della banca centrale cinese, ha aggiunto che aiuterà l’implementazione delle politiche, supportando le compagnie assicurative che intenderanno aumentare gli investimenti in azioni.

L’INVERSIONE DI ROTTA DEVE CONSOLIDARSI


I mercati hanno reagito invertendo la rotta in modo veemente, i titoli che erano stati più penalizzati hanno segnato rialzi in molti casi a due cifre. Ma, sottolinea in conclusione De Palma, per rendere duraturo il movimento al rialzo e non catalogarlo come un semplice rimbalzo tecnico è però necessario che le parole si trasformino in fatti concreti, in modo da far ritrovare fiducia agli investitori e far invertire stabilmente la rotta ai listini.
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