Il punto

Emergenti e crisi ucraina: bene l'America Latina, impatti su Est Europa e Turchia

Amundi spiega in una video call l’impatto molto diversificato della guerra in Ucraina sui mercati emergenti, che avevano aperto l’anno con ottime prospettive ora in parte compromesse. Ben posizionata anche l’India oltre al Medio Oriente

di Redazione 16 Marzo 2022 18:00
financialounge -  Amundi Monica Defend Russia Ucraina Yerlan Syzdykov
financialounge -  Amundi Monica Defend Russia Ucraina Yerlan Syzdykov

I mercati emergenti erano entrati nel 2022 sulla scorta di attese positive da parte degli investitori, non solo sul versante azionario ma soprattutto su quello di debito e valute, in quanto molti paesi avevano già iniziato la normalizzazione monetaria appena avviata in USA e UE e si presentavano al nuovo anno con conti con l’estero solidi, in grado di assorbire l’impatto di tassi americani più elevati e di un dollaro forte. Poi l’invasione russa dell’Ucraina ha cambiato lo scenario, che oggi presenta vincitori e vinti. Tra i primi un’America Latina lontana dal conflitto e ricca di commodity, ma anche un’India la cui storia di crescita rimane intatta, tra i secondi soprattutto le economie dell’Est Europa e la Turchia.

NOTE POSITIVE DALLA CINA


È l’indicazione che arriva da una video call di Amundi sulla situazione Russia-Ucraina che ha visto come speaker Monica Defend, head dell’Amundi Institute e Yerlan Syzdykov, Global head of Emerging Markets di Amundi. La discussione è partita dalla nota positiva appena arrivata dalla Cina, impegnata a supportare la stabilità dei mercati e molto ben accolta dagli investitori. Ma, ha sottolineato Defend, restano sul tavolo motivi di preoccupazione, legati alla volatilità, con la Cina sotto i riflettori anche per il ritorno dei lockdown anti Covid.

CONDIZIONI IN GENERALE SFIDANTI


Syzdykov ha sottolineato che comunque la Cina sembra supportare la soluzione del conflitto, come mostra la discussione a Roma tra rappresentanti di Washington e Pechino, definita un passo costruttivo che ha evidenziato il ruolo supportivo di una Cina non interessata a destabilizzare scambi e commercio globale. Anche dalle parti direttamente in causa vengono segnali di progressi. Per i Mercati Emergenti le condizioni restano comunque sfidanti, e richiedono un approccio tattico molto selettivo. Sul reddito fisso gli spread si sono allargati significativamente, mentre l’azionario emergente si è mostrato più resiliente, con un calo complessivo del 14% da inizio anno per l’universo nel suo complesso.

L’AMERICA LATINA PERFORMA BENE


Ma gli esperti di Amundi hanno tracciato un quadro molto diversificato, con le azioni dell’America Latina in progresso del 10% sempre da inizio anno, un Medio Oriente che tiene bene spinto dai prezzi degli energetici in salita. Penalizzate invece le valute dell’Est Europa, mentre quelle sudamericane riflettono il buon momento delle commodity. In generale, la liquidità si è contratta “ma non è sparita”. La Russia è ovviamente nella posizione più difficile, visto che si parla di default, anche se secondo Amundi non dovrebbe portare a un contagio globale, essendo stato ormai sostanzialmente prezzato.

LIQUIDITÀ SCOMPARSA IN RUSSIA


La liquidità è quasi inesistente in questa fase in Russia. In generale, Defend ritiene difficile stabilire il livello di sofferenza che verrà inflitto alle economie, anche perché la durata della guerra resta sconosciuta. Le Banche Centrali continuano a giocare un ruolo importante, ma sono alle prese con il dilemma tra controllo dell’inflazione e mantenimento di condizioni favorevoli alla crescita. Il rischio principale resta l’impatto del caro energia su crescita e inflazione.

EST EUROPA A RISCHIO


In ogni caso, sottolineano gli esperti di Amundi, non tutti i Mercati Emergenti sono impattati negativamente. Vanno peggio quelli più vicini al conflitto, come l’Est Europa, messo sotto pressione dalla guerra con i suoi milioni di rifugiati. In particolare risultano penalizzate le economie di Ungheria, Romania e Polonia. Anche gli importatori netti di oil & gas, concentrati in Asia, soffriranno, come ad esempio la Turchia, mentre per altri l’impatto sarà limitato. Per quanto riguarda la Cina, molti asset sono diventati a buon mercato e Amundi vede opportunità perché saranno supportati dal governo con la politica fiscale, monetaria e anche con interventi diretti sul mercato, per cui la situazione resta costruttiva.

GIUDIZIO POSITIVO ANCHE SULL’INDIA


In generale, l’approccio di Amundi ai Mercati Emergenti resta cauto e selettivo, sia sul debito che sulle azioni, con importanti differenze regionali, con maggior esposizione all’America Latina che grazie alla commodity è considerata il top pick. Ma pure in India resta intatta la storia di crescita, anche perché come la Cina sui prodotti energetici e sui metalli è in grado di spuntare dalla Russia prezzi scontati rispetto a quelli prevalenti sui mercati globali. Sul forex, il renminbi è visto solido, mentre continua l’accumulo di riserve valutarie, mentre si impone grande cautela sulle valute dell’Est Europa, tutte a rischio. Anche la posizione della Turchia è difficile per i noti problemi di conti con l’estero e la dipendenza energetica.
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