Asset allocation

Amundi: la guerra in Ucraina penalizza l'Europa e favorisce la Cina

Secondo Amundi l’Europa dovrà trovare nuovi partner energetici e accelerare sulle rinnovabili, mentre la Cina si avvantaggia per l’indipendenza crescente dagli USA e il ruolo di diversificazione degli investimenti

di Virgilio Chelli 8 Marzo 2022 20:00
financialounge -  Amundi cina Europa investimenti Matteo Germano Monica Defend Pascal Blanqué Vincent Mortier
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Il conflitto in Ucraina avrà probabilmente un impatto negativo sulla crescita economica e anche un certo impatto sull'inflazione. La scarsa visibilità sull'evoluzione della crisi e l'elevata volatilità inducono a rimanere cauti nell’asset allocation, con un'attenzione ancora maggiore alla liquidità in un contesto di deterioramento delle condizioni finanziarie su tutta la linea, che richiede un approccio altamente selettivo su obbligazioni e azioni, con un focus sulla resilienza all'inflazione, che rimane il tema dominante.

ASSET RUSSI ORMAI NON INVESTIBILI


Sono le conclusioni cui giunge un commento di Amundi dedicato alla guerra in Ucraina che sottolinea come gli asset russi siano diventati quasi del tutto non investibili, con eccezionali flessioni sui prezzi, mentre il mercato cerca di affrontare l’incertezza. Le azioni europee hanno sofferto, anticipando le conseguenze negative della guerra sugli utili aziendali, mentre le materie prime sono salite con aumenti in molti casi a due cifre. La fuga verso i beni rifugio ha beneficiato i titoli di Stato, con i rendimenti del Tesoro USA e del Bund tedesco che tendono a diminuire.

LA CINA AFFERMA IL RUOLO GEOPOLITICO


In questo contesto, la Cina sta affermando il proprio ruolo nel quadro geopolitico, ed è passata da un iniziale ruolo passivo ad uno più strategicamente neutrale. L’analisi di Amundi, firmata da Pascal Blanqué, Monica Defend, Matteo Germano e Vincent Mortier, evidenzia come la Cina sia tra i favoriti in questo scenario, poiché il ciclo economico cinese è sempre più indipendente dagli Stati Uniti, mentre agli asset cinesi e al renminbi è riconosciuto il ruolo di diversificazione.

EUROPA LA PIÙ COLPITA


Focalizzandosi in particolare sull’Europa l'analisi di Amundi sottolinea che è stata chiaramente la più colpita dalla crisi, per i suoi legami commerciali con la Russia, e ora dovrà trovare nuovi partner con cui sostituire le importazioni di petrolio e gas, oltre ad accelerare la transizione energetica, senza causare ulteriori pressioni inflazionistiche. Le pressioni di stagflazione nel 2022-2023 possono portare a una recessione degli utili, che colpirebbe chiaramente le aziende più esposte alla Russia.

INVERSIONE DELLE POLITICHE, DALLA DIFESA AI MIGRANTI


Ma stiamo anche assistendo a una inversione di tendenza nella politica di difesa europea, che si sta dirigendo verso un forte aumento della spesa militare e un'inversione della dottrina fiscale. Nel breve termine, la Bce è bloccata dal Qe e non è in grado di portare avanti le politiche che vorrebbe. La diversificazione energetica implica un aumento dell'inflazione, mentre si affaccia Il rischio di una crisi migratoria, con i rifugiati che sfiorano già 1,5 milioni. L'Ue si aspetta che salgano a 7 milioni se il conflitto non si concluderà in tempi rapidi.

NECESSARIA ATTENZIONE ALLA LIQUIDITÀ


Il tutto richiede cautela nelle scelte di investimento e maggiore attenzione sulla liquidità. Secondo Amundi la crisi rischia di peggiorare prima che migliori e quindi rimane cauta nell’asset allocation, con una view leggermente cauta sulle azioni e neutrale sul credito con una forte selezione tra i titoli. Il credito ha registrato un sell-off tale da essere attraente in termini di valutazioni su una prospettiva di 12-18 mesi, mentre i maggiori rischi a medio termine riguardano l’andamento dei tassi e la dinamica dell'inflazione, più che la qualità del credito, che secondo Amundi rimarrà sostanzialmente stabile.

OPPORTUNITÀ NEL CREDITO


L’analisi della grand casa vede possibili opportunità selettive nel segmento High Yield mentre nell’Investment Grade, l'area del credito BBB è vista come il punto più favorevole per la resilienza all’aumento dei tassi di riferimento. Anche il debito subordinato Investment Grade ha registrato un deciso ribasso ed è in una situazione di ipervenduto.

SEGNI DI STRESS SUL MERCATO DEI TASSI USA


In conclusione Amundi si aspetta che le questioni geopolitiche diventino più difficili nel breve, mentre registra una liquidità deteriorata in tutte le principali asset class. Questo implica che la capacità del mercato di assorbire grandi ordini senza un impatto significativo sui prezzi è peggiorata su tutta la linea. Questa tendenza influisce non solo sull'azionario e sul credito, ma anche sui mercati dei tassi, dove segnali di stress cominciano ad emergere nei mercati statunitensi.
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