Effetto rialzo dei tassi

Il ritorno del value, in Europa le mosse della Bce faranno la differenza

I titoli value europei sono in recupero ma scambiano a multipli ancora bassi rispetto agli Usa. Ci sono aree geografiche nelle quali è più difficile trovare opportunità, ma Giappone e Cina sono da monitorare

di Virgilio Chelli 22 Febbraio 2022 19:00
financialounge -  cina giappone growth Nick Kirrage Schroders USA value
financialounge -  cina giappone growth Nick Kirrage Schroders USA value

Il dibattito sugli stili di investimento value e growth si è intensificato anche perché la sovraperformance relativa del primo ha catturato l’attenzione. In un certo senso, si tratta semplicemente della continuazione delle oscillazioni osservate l’anno scorso, ma gli investitori si chiedono cosa guidi la performance del value. Le risposte variano e indicano il contesto dei tassi di interesse, le questioni politiche, o anche specifici temi. Nick Kirrage, Co-head Global Value Team, di Schroders, sottolinea che molti acquistano sulla base dell’idea che quando i tassi salgono il value sovraperforma e, al contrario, con inflazione e tassi bassi, ci si aspettano multipli più elevati per i titoli growth. Ma è una relazione che non sempre tiene: il Giappone ha visto 30 anni di tassi incredibilmente bassi e deflazione, il value ha funzionato in modo consistente per tutto questo periodo.

CERCARE DIVERSIFICAZIONE ANCHE GEOGRAFICA


L’esperto di Schroders sottolinea che per trovare valore ci vuole diversificazione e rileva che nel value ci sono alcune aree geografiche dove è più difficile trovare opportunità: circa il 70% dell’indice MSCI World è composto da aziende USA con livelli di multipli tra i più elevati, dai quali non è facile salire ancora e generare rendimenti positivi in un orizzonte di dieci anni. Un importante recente trend segnalato da Kirrage è stata la sovraperformance del value in Europa, che dopo aver sofferto a lungo scambiano su multipli simili a quelli della parte più economica dell’azionario Usa.

LA BCE PUO’ FARE LA DIFFERENZA


L’Europa è fatta di varie economie che evolvono a ritmi diversi, molte aziende o settori sono multinazionali, come ad esempio il settore sanitario, abbastanza omogeneo a livello globale, ma un’azienda quotata in Europa potrebbe essere esposta a un contesto di finanziamento molto diverso rispetto a una società Usa, con la Bce che tenderà a rallentare l’inasprimento monetario rispetto ad altre banche centrali. È un elemento che secondo l’esperto di Schroders può fare la differenza, anche se l’importante è evitare di puntare su un singolo tipo di contesto macro.

OPPORTUNITA’ IN GIAPPONE, CINA DA MONITORARE


Un altro Paese dove secondo l’analisi di Schroders si possono trovare interessanti opportunità nel value è il Giappone, mentre un’area da monitorare è la Cina, dove alcune valutazioni sono scese dopo un 2021 difficile. Guardando ai settori, l’energetico ha registrato solide performance nel 2021, e non solo per il rialzo dei prezzi del petrolio, che non per forza implica utili maggiori. Kirrage nota che anche in tema di transizione energetica non è tutto bianco o nero, perché molte società tradizionali sono ben posizionate per essere parte della soluzione.

L’ENERGIA TRADIZIONALE SERVIRA’ NELLA TRANSIZIONE


Sarà una transizione graduale e ci sarà bisogno dell’energia tradizionale per costruire i parchi eolici e solari. Alcune aziende oil & gas stanno investendo nelle rinnovabili, ma intanto i loro business continueranno a generare utili, che possono essere usati per investire nella transizione, ma anche per ripagare gli azionisti. Indipendentemente dal prezzo del petrolio, sottolinea Kirrage, non c’è motivo di pensare che le aziende energetiche avranno basse valutazioni per sempre.

LE CONTRADDIZIONI FAVORISCONO I GESTORI ATTIVI


In conclusione, l’esperto di Schroders ritiene che da qualsiasi punto di vista si guardi ai mercati, restano sempre sfumature e non c’è una narrativa sempre valida. Ma le contraddizioni sono d’aiuto per i gestori attivi, perché implicano opportunità, dispersione e diversità di idee. La storia degli investimenti azionari insegna che bisogna mettere in discussione le narrative prevalenti, guardare oltre e capire le ragioni sottostanti l’andamento di titoli o settori. Investendo in aziende con modelli di business a lungo termine e bilanci sostenibili a prezzi ragionevoli, c’è sempre la possibilità di generare rendimenti interessanti.
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