Cedole in crescita dell'8%

AllianzGI: "Dividendi azionari europei in aumento nel 2022"

L’AllianzGI Dividend Study, l’osservatorio di Allianz Global Investors sulla distribuzione dei dividendi azionari europei, conferma che le aziende mirano a distribuzioni costanti, e talvolta persino in aumento

di Leo Campagna 25 Gennaio 2022 19:00
financialounge -  AllianzGI AllianzGI Dividend Study cedole Hans-Jörg Naumer Jörg de Vries-Hippen
financialounge -  AllianzGI AllianzGI Dividend Study cedole Hans-Jörg Naumer Jörg de Vries-Hippen

Dopo aver distribuito in dividendi la cifra record di 378 miliardi di euro nel 2021, le società dell’indice azionario europeo MSCI Europe quest’anno dovrebbero rafforzare ulteriormente l’importo delle cedole di circa l’8%, portando il controvalore complessivo a quota 410 miliardi. È la previsione che emerge dall’AllianzGI Dividend Study, l’osservatorio annuale di Allianz Global Investors sulla distribuzione dei dividendi delle aziende europee.

UNA RIPRESA A V DEI DIVIDENDI VERSATI


“L’anno scorso i dividendi versati hanno evidenziato una ripresa a V ed hanno ripreso il trend degli anni precedenti alla pandemia. Nel 2022 prevediamo che questa tendenza al rialzo proseguirà” spiega Jörg de Vries-Hippen, CIO Equity Europe presso Allianz Global Investors. Le aziende che hanno distribuito dividendi l’anno scorso si sono impegnate nell’offrire di nuovo di più ai loro azionisti dopo le sfide dell'anno della pandemia. “È una conferma di come la dividend policy di molte società si proponga distribuzioni costanti e, talvolta, persino in aumento costante”, sostiene de Vries-Hippen.

INCREMENTO MEDIO DEI DIVIDENDI DELL’8% PER IL 2022


L’incremento medio dei dividendi dell’8% per il 2022, è il frutto di differenti tassi di incremento nei diversi listini del Vecchio Continente. AllianzGI prevede infatti un aumento del 10-13% nelle principali economie europee (tra cui Germania, Francia, Italia) con punte anche del 15% o anche del 20% per la Spagna, che ha superato le ondate epidemiche degli ultimi mesi relativamente bene. Al contrario l’aumento dovrebbe attestarsi in media al 4% in Gran Bretagna dove, secondo de Vries-Hippen, le conseguenze della Brexit sull’economia britannica dovrebbero influire anche sulla distribuzione ai soci dei profitti aziendali.

UN SOSTANZIALE CONTRIBUTO AI RENDIMENTI AZIONARI


“Mentre la ripresa dalla crisi causata dalla pandemia si sta progressivamente espandendo nel mondo, i dividendi continuano a offrire un sostanziale contributo ai rendimenti azionari, soprattutto in Europa,” commenta Hans-Jörg Naumer, Head of Global Capital Markets & Thematic Research e autore dell’AllianzGI Dividend Study 2022. Sebbene il dividend yield europeo (rapporto tra importo delle azioni e controvalore del mercato azionario) sia diminuito durante l’anno della pandemia, nel 2021 si è attestato attorno al 2,5%. Si tratta di un livello che risulta decisamente più elevato rispetto ai rendimenti nominali di molte obbligazioni e soprattutto di molti titoli di stato che offrono un rendimento negativo o poco al di sopra dello zero.

L’IMPORTANZA DEI DIVIDENDI IN UN’OTTICA DI LUNGO PERIODO


Naumer sottolinea soprattutto l’importanza dei dividendi in un’ottica di lungo periodo. I dividendi, infatti, consentono di stabilizzare molti portafogli, soprattutto negli anni di andamento negativo delle quotazioni: grazie ai loro flussi gli investitori possono compensare in toto o in parte le perdite accusate dai prezzi delle azioni. “Nei periodi caratterizzati da disruption e da cambiamenti, i dividendi mostrano un grado di affidabilità che è molto apprezzato dagli investitori” riferisce il manager.

MINORE VOLATILITÀ PER LE AZIONI CHE VERSANO DIVIDENDI


In base ai calcoli di AllianzGI, la volatilità media delle azioni delle società che versano dividendi risulta significativamente inferiore a quella delle azioni di società che non pagano dividendi: si tratta di una differenza di oltre 10 punti percentuali per tutto il mercato azionario europeo. “In Europa l’utilizzo strutturale dei dividendi è più consolidato rispetto agli Stati Uniti o all’Asia. Tra il 1976 e la fine del 2021 i flussi cedolari hanno rappresentato circa il 34% del rendimento azionario complessivo” conclude Head of Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors.
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