Outlook 2022

Capital Group, ecco come investire con più inflazione e meno crescita

Lo scenario post pandemia propone banche centrali meno tolleranti sull’inflazione, a partire dalla Fed, e rallentamento della crescita. La leadership azionaria resta ancorata al tech, ma il reddito fisso non va trascurato

di Virgilio Chelli 19 Gennaio 2022 14:29
financialounge -  asset allocation Capital Group daily news Flavio Carpenzano Matteo Astolfi mercati outlook 2022
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Il 2022 propone uno scenario sostanzialmente invariato rispetto a prima della pandemia, con il potenziale azionario concentrato in un ristretto numero di titoli, soprattutto USA, focalizzati sulla tecnologia, che beneficiano dell'e-commerce, del cloud computing e dei media interattivi. Ma gli investitori dovranno tener conto dei rischi legati alla fase finale di un lungo mercato rialzista, dalla tensione tra inflazione e deflazione, al rallentamento della crescita globale soprattutto in Cina, alla graduale riduzione dello stimolo monetario, alle valutazioni generalmente elevate sia di azioni che obbligazioni, fino all'immobiliare.

NESSUN RITORNO AGLI ANNI '70


Capital Group, in una tavola rotonda virtuale sulle prospettive del nuovo anno per le principali asset a cura di Matteo Astolfi, Managing Director, di Martyn Hole, Investment Director e Flavio Carpenzano, Investment Director per il reddito fisso, indica comunque che il contesto è ideale per investimenti selettivi basati sulla ricerca bottom up con interessanti opportunità di investimento in tutto il mondo. L’inflazione potrebbe rimanere elevata nel 2022, ma non implica un ritorno agli anni 70, alimentata da forte domanda, politica espansiva, carenze di manodopera e strozzature delle catene di approvvigionamento. Capital Group sottolinea che un'inflazione modesta e stabile dovrebbe aiutare le economie ad adattarsi allo shock pandemico e le aziende a migliorare la redditività, tenendo conto che periodi di inflazione moderatamente più alta hanno generalmente fornito solidi rendimenti sia alle azioni che ai bond.

AZIONARIO SEMPRE TRAINATO DALLA RIVOLUZIONE DIGITALE


Per quanto riguarda in particolare le prospettive per l’azionario, Martyn Hole sottolinea l’importanza del potere di determinazione dei prezzi per proteggere i margini di profitto. L'aumento dei costi si protrarrà nei prossimi mesi diventando il principale rischio nel 2022, per cui Capital Group ricerca società come Netflix, che grazie a una serie di successi come "Squid Game"ha potuto aumentare i canoni quattro volte negli ultimi 10 anni. Tra le società che vantano questo potere, Hole cita aziende che forniscono servizi essenziali, come i giganti della sanità Pfizer e UnitedHealth Group, società di beni di consumo con forte identità di brand, come Coca-Cola, imprese attive in settori con dinamiche di domanda e offerta favorevoli, come i produttori di semiconduttori TSMC e ASML, e aziende che servono clienti relativamente insensibili alle variazioni di prezzo, come i titoli del lusso LVMH e Kering.

ANCHE LA OLD ECONOMY SI STA ADEGUANDO


Altro punto fermo sottolineato da Capital Group è la dimensione globale della rivoluzione digitale, andata ben oltre il territorio dei colossi tecnologici statunitensi, con opportunità non ancora pienamente comprese dal mercato. La spesa globale per la trasformazione digitale dovrebbe aumentare dai 1.300 miliardi di dollari del 2020 ai 2.400 miliardi del 2024, le aziende della "old economy" stanno investendo in tecnologia per reinventare il business con l'automazione, le vendite online e l'apprendimento automatico. Home Depot e Williams Sonoma hanno integrato i punti vendita fisici con la presenza sul web, L'Oréal e il produttore di elettrodomestici cinese Midea Group in Cina hanno incrementato la digitalizzazione. Non tutti quelli che optano per la trasformazione digitale avranno la meglio nel lungo termine, per cui è essenziale comprendere appieno la strategia digitale di un'azienda e le sue prospettive di successo.

REDDITO FISSO E SCENARIO DI SLOWFLATION


Passando all’obbligazionario, Flavio Carpenzano ha sottolineato che le banche centrali, a cominciare dalla FED, sono diventate più ‘falco’ a fronte del maggiore rischio di inflazione, con l'attenzione che si sta spostando dal taper e dai rialzi dei tassi in arrivo al Quantitative Tightening che consiste nel non rinnovare il portafoglio dei titoli acquistati man mano che vengono a scadenza. Ma le obbligazioni restano una componente importante di portafoglio anche in quello definito dall’esperto di Capital Group uno scenario di slowflation, vale a dire crescita che rallenta con inflazione in aumento e politiche monetarie che iniziano a normalizzarsi più velocemente di quanto atteso. Il mercato dei Treasury USA dice che tassi aumentano ma nel lungo termine non arriveranno molto in alto. Il risultato in USA sarà un appiattimento della curva, mentre in Europa Carpenzano si aspetta un irripidimento.

MEGLIO GLI HIGH YIELD DELL’INVESTMENT GRADE


Per quanto riguarda i vari segmenti, Capital Group preferisce sovrappesare l’High Yield rispetto all’Investment Grade, per la maggior protezione offerta in termini di duration e la migliorata qualità degli emittenti, dopo la ‘pioggia’ di fallen angels, gli angeli caduti in termini di rating a causa delle incertezze e dei timori legati alla pandemia, che ha determinato un aumento della concentrazione di questi titoli nella fascia BB, di qualità superiore. Anche in Cina l’esperto di Capital Group vede opportunità ma prevalentemente nei governativi, supportati da crescita e inflazione più basse, mentre sottopesa il credito, soprattutto HY.

PENALIZZATO IL DEBITO SOVRANO PERIFERICO DELL’EUROZONA


Per quanto riguarda infine l’obbligazionario europeo, secondo Capital Group l’aumento graduale dei tassi core e l’esaurimento del PEPP della Bce alla fine avrà un impatto negativo sui titoli periferici del debito sovrano, come i Btp. Carpenzano ha osservato che si tratta di una situazione anomala, con un mercato che continuerà a essere guidato da fattori tecnici, anche se la crescita economica resta forte in Italia, perché meno acquisti della Bce creeranno un allargamento degli spread non solo per l’Italia ma per tutta la periferia dell’Eurozona.
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