Focus sull'azionario

Cina, la stretta del governo è una sfida per gli investitori nel 2022

Gli esperti di CANDRIAM Jan Boudewijns e Paulo Salazar, co-responsabili Emerging Market Equities, analizzano la stretta di Pechino partita oltre un anno fa, che ha portato alla fuga dall’azionario cinese

di Virgilio Chelli 26 Dicembre 2021 14:30
financialounge -  azionario Candriam cina Jan Boudewijns Paulo Salazar
financialounge -  azionario Candriam cina Jan Boudewijns Paulo Salazar

La cancellazione di una delle più grandi IPO di sempre, Ant Finance, controllata da Alibaba, ha segnato oltre un anno fa l'inizio di un cambiamento molto importante e apparentemente sorprendente nella direzione politica di Pechino. Il governo ha utilizzato la legislazione antitrust e antimonopolio contro il settore sempre più importante di Internet, in fase di forte espansione dovuta alle basse barriere all'entrata, per ricordare alla nuova classe di multimiliardari e ad altri potenziali oppositori chi detenga veramente il comando in Cina, vale a dire il Partito comunista e il presidente Xi. Il fondatore di Alibaba Jack Ma era probabilmente l'obiettivo principale, e altri magnati di Internet hanno reagito rapidamente per dimostrare il proprio allineamento al Partito.


SPAZZATI VIA MILLE MILIARDI


Jan Boudewijns e Paulo Salazar, co-responsabili Emerging Market Equities di CANDRIAM, analizzano in questi termini le implicazioni per gli investitori degli interventi normativi del governo cinese che hanno preso di mira, tra gli altri, anche l'istruzione privata, il gioco online e il settore immobiliare. Di conseguenza, con la crescita già in rallentamento, le azioni cinesi hanno registrato uno dei peggiori anni di sempre in termini di performance, spazzando via oltre 1.000 miliardi di dollari di valore di mercato delle società quotate in Cina, con grande divergenza di rendimenti tra settori e titoli che sono stati influenzati in modi diversi da varie iniziative del governo.


LE GRANDI PREOCCUPAZIONI DI PECHINO


Secondo i due esperti di CANDRIAM le ragioni di questo "tsunami" possono essere ricercate in due grandi preoccupazioni di Pechino: la bomba demografica a orologeria e il posizionamento di Xi Jinping in vista del 20° Congresso del PCC che si terrà il prossimo anno. Il governo vuol mitigare qualsiasi potenziale minaccia alla sua agenda di "Prosperità comune". I tassi di crescita della popolazione sono scesi ai minimi dagli anni '50, facendo scattare una serie di misure, dalla politica dei "tre figli" a incentivi alle famiglie. Il governo vuol anche ridurre i costi di gestione delle famiglie, con misure per limitare il costoso "doposcuola privato", per ridurre la pressione costante sui bambini a essere performanti e mitigare l’alto costo delle abitazioni e dell'assistenza sanitaria.


LA CRESCITA POTREBBE FINIRE SOTTO IL 5%


Intanto l'economia ha rallentato, penalizzata dai problemi di debito dell'importantissimo settore immobiliare e delle amministrazioni locali e da una politica creditizia restrittiva. L'economia ha risentito anche di recenti inondazioni, di una breve ma grave carenza di energia e della tolleranza zero sul Covid, che continuerà almeno fino a dopo le Olimpiadi invernali di Pechino. Se non verranno intraprese rapidamente azioni di sostegno, secondo gli esperti di CANDRIAM la crescita dovrebbe scendere al di sotto della soglia psicologicamente sensibile del 5%.


XI VUOL DIVENTARE COME MAO E DENG


Altri nuovi fattori negativi riguardano le tensioni geopolitiche, a cominciare da Taiwan, mentre permangono gravi preoccupazioni per i diritti umani e le libertà politiche, in particolare a Hong Kong, che non hanno contribuito a migliorare l'immagine della Cina all'estero. Xi Jinping è riuscito a soffocare la maggior parte dell'opposizione e prolungare il suo mandato come leader supremo, e sta chiaramente optando per una leadership indefinita, alla stregua di Mao Zedong e Deng Xiaoping.

INVESTITORI MESSI ALLA PROVA


Nel 2021, gli investitori in Cina hanno dovuto affrontare un insolito grado di incertezza su cambiamenti politici sempre più imprevedibili e il crescente controllo del Partito a tutti i livelli. Mentre il contesto di mercato è stato generalmente deludente, secondo i due esperti di CANDRIAM la combinazione di questi venti contrari metterà alla prova il modo in cui gli investitori nazionali ed esteri si avvicinano al mercato cinese.

HANNO UN RUOLO IMPORTANTE DA SVOLGERE


Gli investitori, sottolineano in conclusione Boudewijns e Salazar, hanno la possibilità di esprimere il dissenso tramite le loro decisioni ed esercitare pressioni su Pechino affinché sviluppi un'economia e una società sostenibili. I grandi investitori istituzionali e internazionali che operano in Cina, non possono scappare ogni volta che succede qualcosa che non gli piace, ma hanno un ruolo importante da svolgere. Resta da vedere se sopravviveranno al Partito comunista cinese.
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