In linea con le stime

Inflazione Usa resta ai massimi da oltre 30 anni

I futures sui principali indici di Wall Street accelerano in territorio positivo mentre i rendimenti dei T-bond restano stabili intorno all’1,5%, cresce l’attesa per una Fed meno accomodante al meeting del 14-15

di Virgilio Chelli 10 Dicembre 2021 15:08
financialounge -  inflazione mercati USA Wall Street
financialounge -  inflazione mercati USA Wall Street

L’attesissimo dato sull’inflazione USA a novembre è uscito perfettamente in linea con il consensus di mercato: più 0,8% mese su mese e più 6,8% anno su anno, mentre il tasso core, che esclude alimentari e energia, segna un aumento dello 0,5% sul mese e del 4,9% sull’anno, anche qui allineato con le stime di mercato. Nessuna sorpresa negativa, per cui i futures sui principali indici di Wall Street sono rimasti in territorio positivo, anche se hanno limato qualcosa subito dopo l’uscita dei numeri, mentre il rendimento del T-bond a 10 anni si è portato appena sotto l’1,5% per poi recuperare. A questo punto crescono le attese per una Fed meno accomodante su tapering e tassi all’ultima riunione dell’anno in calendario il 14 e 15 dicembre.

IN ARRIVO ANCHE PRESSIONI SALARIALI


L’inflazione resta ai massimi dai lontani anni 80, il che ha indotto recentemente il capo della Fed Jay Powell ha cancellare l’aggettivo ‘temporaneo’ parlando davanti al Congresso USA, e ci si aspetta ora la conferma dell’accelerazione del tapering, vale a dire la riduzione degli acquisti di titoli, e un primo aumento dei tassi anch’esso anticipato alla prima metà del 2022.

TENSIONI SUL MERCATO DEL LAVORO


Anche perché restano le tensioni sul mercato del lavoro, che continua a migliorare con la disoccupazione scesa al 4,2% e soprattutto le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione calate ai minimi dal lontanissimo 1969, ben sotto i livelli pre-pandemia, mentre le offerte di nuovi posti di lavoro a ottobre sono schizzate a 11 milioni, il secondo dato più alto di sempre. Questo induce gli analisti a prevedere pressioni salariali, che si vanno ad aggiungere a quelle sul lato dell’offerta e ormai anche su quello della domanda.

INFLAZIONE DESTINATA A RIENTRARE NEL 2022


Gli esperti continuano però anche a pensare che l’inflazione debba lentamente rientrare nel corso del prossimo anno intorno a livelli vicini al 3%, che resta comunque elevato rispetto al passato recente pre pandemia. Praticamente tutte le voci dell’indice dei prezzi al consumo hanno contribuito all’aumento di novembre, con le spinte maggiori arrivate dal prezzo della benzina, di alimentari, e di auto e altri veicoli sia nuove che usate.
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