L'analisi

Amundi: “I piani pensionistici a prestazione definita si trovano in un circolo vizioso”

Gestire l'equilibrio tra aumento del rischio, generazione di flussi di cassa adeguati e conservazione della base patrimoniale diventa sempre più complesso

di Leo Campagna 9 Dicembre 2021 14:33
financialounge -  Amundi pensione
financialounge -  Amundi pensione

Invecchiamento demografico, aumento dell’inflazione, rigida regolamentazione, e calo dei tassi di interesse. Sono i quattro fattori che hanno gravemente danneggiato la sostenibilità finanziaria delle pensioni a prestazione definita. Cioè dei fondi pensione i cui versamenti vengono periodicamente adeguati dai lavoratori al fine di costituire una rendita di ammontare predeterminato.

UNA NUOVA RICERCA CREATE-RESEARCH E AMUNDI


A rivelarlo è una nuova ricerca pubblicata da CREATE-Research e Amundi, che ha coinvolto 152 piani pensionistici a prestazione definita in 17 mercati in Europa che gestiscono collettivamente asset per 2.100 miliardi di euro. "I piani pensionistici a prestazione definita si trovano in un circolo vizioso: non possono permettersi di assumere dei rischi in presenza di deficit persistenti in un piano che si approssima alla scadenza, ma non possono ridurre i deficit senza assumersi dei rischi. Il drammatico calo dei tassi di interesse nell'ultimo decennio ha peggiorato le cose”, fanno sapere gli esperti di Amundi.

UN PROBLEMA ULTERIORMENTE AGGRAVATO DALLA PANDEMIA


Un problema ulteriormente aggravato dalla pandemia come sottolineato dal 48% dei soggetti coinvolti nell’indagine. Alla luce del fatto che i bassi tassi di interesse, positivi per la ripresa economica, hanno reso le pensioni insostenibili dal punto di vista economico, è necessario proteggere i portafogli dall'inflazione guardando anche verso gli asset reali. Occorre infatti trovare un equilibrio tra tre obiettivi contrastanti: incrementare i rendimenti per migliorare il coefficiente di finanziamento, ridurre il rischio rispetto alle passività e aumentare i flussi di cassa a mano a mano che un numero crescente di iscritti va in pensione.

SUDDIVIDERE I PORTAFOGLI IN TRE CATEGORIE


Tradotto in pratica significa suddividere i portafogli in tre categorie. Nella prima, figurano le azioni e, in particolare, quelle globali (citate dal 63% degli intervistati), quelle dei mercati emergenti (57%) e le azioni europee (43%). Nella seconda categoria, invece, trovano spazio il reddito fisso europeo e quello dei mercati emergenti, preferiti a quello statunitense, considerato troppo costoso.

GLI ATTIVI CROSS-ASSET


Nella terza categoria, quella relativa agli attivi “cross-asset”, le preferenze degli intervistati sono, nell’ordine, infrastrutture (59%), real estate (56%) e private equity (48%). “Evidenziano rendimenti simili a quelli delle azioni e caratteristiche comparabili alle obbligazioni: consentono di realizzare una crescita del capitale per mitigare i disavanzi del piano, generano un reddito regolare per il pagamento delle pensioni, e forniscono una protezione dall'inflazione”, spiegano i manager di Amundi.

LA SELEZIONE DEI GESTORI ESTERNI


In questo nuovo contesto post-pandemico, la selezione dei gestori esterni è ora influenzata da una serie di nuovi criteri, più articolati e suddivisi in tre categorie. “La prima categoria si concentra sugli aspetti ESG e una più ampia competenza tematica. Gli intervistati citano la capacità di integrazione dei criteri ESG (76%) e l’investimento tematico in generale (50%) come fondamentali per l'assegnazione di nuovi mandati”, riferiscono i professionisti di Amundi.

L’ASSET ALLOCATION TATTICA


La seconda categoria è incentrata sulla generazione di liquidità necessaria alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche (63%), e su una conoscenza approfondita dell’investimento orientato alla gestione dei rischi dell’attivo e del passivo del fondo pensione (52%). L’ultima categoria poggia sulla conoscenza approfondita della gestione della liquidità in un periodo di elevata volatilità e sulla capacità di trarre vantaggio nell’asset allocation tattica in risposta alle correlazioni tra classi di attività nel tempo.
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