Outlook 2022

Neuberger Berman: come investire per domare l'inflazione

Gli esperti della grande casa vedono inflazione più elevata e tassi in adeguamento, economie più politicizzate, titoli ciclici avvantaggiati, dividendi più importanti. Serviranno flessibilità e temi alternativi

di Virgilio Chelli 3 Dicembre 2021 18:00
financialounge -  Anthony D. Tutrone Brad Tank Erik L. Knutzen inflazione Joseph V. Amato Neuberger Berman Suzanne F. Peck
financialounge -  Anthony D. Tutrone Brad Tank Erik L. Knutzen inflazione Joseph V. Amato Neuberger Berman Suzanne F. Peck

Nel ciclo attuale stiamo passando dalla fase di ripresa ad una intermedia. Nonostante il ciclo precedente, il più lungo della storia, si sia concluso solo per lo shock esogeno della pandemia, la volontà delle autorità fiscali e monetarie di sostenere l’economia sembra addirittura più evidente. L’inflazione e le criticità delle filiere produttive potrebbero determinare un aumento della volatilità di economie e mercati, ma potrebbe profilarsi un’altra espansione di lunga durata. E’ la prima indicazione I responsabili delle piattaforme di investimento di Neuberger Berman che hanno individuato 10 temi che possono guidare le decisioni di investimento nel 2022, discussi dai CIO della casa d’investimento: Joseph V. Amato, President and CIO - equities, Erik l. Knutzen, Multi-Asset Class, Suzanne F. Peck, Private Wealth Management, Brad Tank, Fixed Income, e Anthony D. Tutrone, Alternatives.

INFLAZIONE PIÙ ELEVATA E PROBLEMATICA


Il nuovo ciclo sarà caratterizzato da inflazione più elevata e più problematica, dopo 40 anni di declino stiamo apparentemente assistendo ad un’inversione di tendenza, dovuta alle nuove priorità delle banche centrali, al riorientamento strategico della Cina, alla transizione energetica, alle pressioni sulle filiere produttive e al crescente potere contrattuale dei lavoratori. La tendenza verso un’inflazione da aumento dei costi e da vincoli dell’offerta rappresenterà probabilmente la nuova sfida delle banche centrali, le cui scelte, secondo gli esperti di Neuberger Berman, sono destinate a generare volatilità sui mercati nel 2022.

POLITICA SEMPRE PIÙ CENTRALE


Il riorientamento strategico cinese, che favorisce obiettivi sociali come la “prosperità comune” e la “circolazione interna” rispetto alla pura crescita, non è un fatto isolato, perché le autorità politiche e monetarie di tutto il mondo dispongono di maggiori strumenti e capacità, e di maggiore libertà, per guidare l’economia verso obiettivi climatici, di uguaglianza sociale, geopolitici e di sicurezza. Ciò comporterà verosimilmente un aumento delle imposte, secondo Neuberger Berman, ma anche maggiori squilibri tra domanda e offerta e un aumento di inflazione e volatilità.

RISCHIOSO IGNORARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO


La COP 26 e l’agenda europea Fit for 55 hanno dato un’ulteriore spinta al tema “Net Zero” che diventa sempre più mainstream L’Unione Europea ha fissato uno standard piuttosto aggressivo e, cosa altrettanto importante, anche il settore privato procede con decisione, tanto che gli impegni assunti e i piani messi a punto dalle imprese a sostegno dell’obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 e le adesioni alle iniziative per il suo raggiungimento rappresentano una scelta radicale. Secondo gli esperti di Neuberger Berman sarà sempre più incauto ignorare i rischi legati al clima e alle politiche di contrasto al cambiamento nei portafogli.

LO SCENARIO DEGLI SPREAD CREDITIZI


Secondo Neuberger Berman, nel 2022 assisteremo a un aumento dei rendimenti obbligazionari e ad un ampliamento degli spread, e la ricerca di reddito a breve o con duration nulla resterà la massima priorità. Ma le probabilità di un cambiamento drastico o di gravi problemi legati al credito appaiono piuttosto remote, perché si sta sviluppando uno scenario obbligazionario più tattico. A fronte di tassi bassi ma in aumento e spread ridotti, gli investitori probabilmente cercheranno fonti di reddito meno correlate, che potranno essere integrate con posizionamenti più tattici orientati verso mercati interessanti di piccole dimensioni, che vanno dal credito a breve duration, ai loan e alle collateralized loan obligation, fino alle obbligazioni cinesi e alle corporate ibride europee.

NELL’AZIONARIO FAVORITI CICLICI E VALUE


Sul versante azionario, secondo gli esperti di Neuberger Berman i temi reflazionistici favoriranno alcune aree geografiche e i titoli value e ciclici rispetto a quelli growth, le società di piccole dimensioni rispetto a quelle maggiori, e i mercati non statunitensi. Questo modello è stato interrotto dopo i massimi toccati dai rendimenti dei Treasury a marzo 2021, ma potrebbe riaffermarsi quando i rendimenti torneranno a crescere, soprattutto si accompagnerà un indebolimento del dollaro. Uno scenario che sarebbe favorevole per i Mercati Emergenti, ma i forti ostacoli presenti inducono a favorire soltanto alcune opportunità specifiche, come le principali società dei settori dell’innovazione indiani. In questo quadro aumenta l’importanza dei dividendi, che potrebbero offrire maggior affidabilità. In uno scenario inflazionistico, con tassi bassi ma in aumento, il reddito azionario è anche un modo per ridurre la duration e assumere un’esposizione tattica attraverso titoli a valutazioni relativamente interessanti.

GUARDARE AGLI INVESTIMENTI ALTERNATIVI


Quindi l’investitore può guardare agli investimenti alternativi, che offrono un menù più ricco di strumenti di diversificazione non tradizionali, facendo ricorso a strategie liquide e illiquide e a classi di attivi in grado di mitigare l’impatto dell’inflazione transitoria e secolare, come materie prime e immobiliare. Anche il retail può sfruttare quest’opportunità grazie alla maggiore accessibilità ai prodotti di Private Equity e di Private Debt.

IMPORTANZA DEL RISCHIO DI ESECUZIONE


Infine, gli esperti di Neuberger Berman sottolineano che il successo sarà determinato dal rischio di esecuzione e non dal rischio di mercato. Oggi il private equity presenta valutazioni elevate, ma se può essere un fattore determinante per i rendimenti di lungo termine dei mercati quotati, non è poi così vero nei Private Markets, dal venture capital ai buyout. Oggi il deal medio è composto per oltre il 50% da equity, e il suo potenziale rendimento dipende dall’efficacia dei miglioramenti operativi e strategici apportati dal gestore e dalle operazioni di fusione e acquisizione condotte.
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