Caro energia

BlueBay: le tensioni su gas e Russia spaventano più del Covid

In Europa non c'è grande timore per un lockdown che faccia deragliare la ripresa. Il tema chiave, soprattutto in Usa, è l'aumento dell'inflazione ed eventuale tapering

di Virgilio Chelli 21 Novembre 2021 15:00
financialounge -  BlueBay Covid energia inflazione Mark Dowding tassi
financialounge -  BlueBay Covid energia inflazione Mark Dowding tassi

Le infezioni da Covid-19 hanno accelerato in tutta Europa, spingendo alcuni governi a nuove restrizioni, ma non dovrebbero essere di vasta portata, ed è improbabile che il percorso di ripresa possa deragliare. Negli ultimi due mesi, nel Regno Unito i casi di Covid-19 sono aumentati notevolmente per poi stabilizzarsi, mentre la recente accelerazione nell’Ue, anche se può sembrare preoccupante, se inserita in contesto lo risulta molto meno. Stiamo tutti imparando a convivere con il Covid-19, e sembra che i vaccini e i recenti richiami stiano giocando un ruolo importante nel mitigarlo. Per gli investitori indica che resta corretto affermare che ci stiamo lasciando la pandemia alle spalle.

TENSIONI A EST RISCHIO PIU’ CONCRETO


Lo sottolinea nella sua "settimana dei mercati" Mark Dowding, CIO di BlueBay, secondo cui grazie ai vaccini non dobbiamo temere la quarta ondata, mentre un rischio più concreto per i mercati può venire dalla situazione di Russia e Ucraina, dopo lo stanziamento di truppe russe, data anche la dipendenza dell’Europa dal gas di Putin e un’Amministrazione Usa che probabilmente avrà poco interesse ad andare oltre nuove sanzioni. Dowding ricorda che l’8 dicembre segnerà il 30° anniversario della fine dell’URSS, e forse Putin si guadagnerà un posto nella storia come il leader che l’ha ricostruita, anche se nel complesso il Presidente russo sembra non abbia fretta di agire.

IL CARO ENERGIA PESERA’ SUI CONSUMI NELLA UE


Questa situazione al momento serve solo a spingere ancor più in alto i prezzi di petrolio e gas, il che potrebbe fa apparire attraenti rublo e asset russi, se non per il rischio geopolitico. Gli accordi per porre fine all’uso del carbone siglati alla Cop26 servono solo ad aumentare la domanda di gas, mentre la capacità aggiuntiva di nucleare e rinnovabili richiederà tempo. Secondo l’esperto di BlueBay è probabile che i costi dell’energia peseranno sui consumatori europei, con una spinta sulle richieste salariali. Con l’inflazione destinata a rimanere elevata nel 2022, i sindacati ritengono necessari aumenti salariali a due cifre, con possibili forti pressioni sociali.

LA FED POTREBBE ESSERE RIMASTA INDIETRO


Negli Stati Uniti, i prezzi del gas non sono così preoccupanti e le mosse di Biden per aprire le riserve strategiche possono per ora aiutare a tenerli sotto controllo. Ma l’inflazione sta diventando una questione sempre più politica, e nella Fed si registra preoccupazione di poter essere rimasta indietro. Intanto le i consumi restano in buona salute. Nell’ultima settimana, i rendimenti dei bond sono stati leggermente più bassi, guidati dalla zona euro, ma nel Regno Unito sono superiori al consenso, sembrando evidenziare che la Bank of England dovrà presto inasprire la politica.

IL DOLLARO FORTE PUO’ CONTINUARE


Le valute hanno attirato maggiormente l’attenzione degli investitori, con il dollaro a nuovi massimi contro euro e yen. Dowding è incline a spiegare la forza del dollaro con la relativa sovra-performance dell’economia Usa, e pensa che possa continuare fino a fine anno. In USA inoltre ulteriori dati robusti su occupazione e inflazione a dicembre possano portare a revisioni delle previsioni della Fed e a un’accelerazione del tapering, che a questo punto dovrebbe finire già a marzo. La BCE è più colomba, con la quarta ondata che le offre tutte le scuse necessarie.

VERSO UN BLACK FRIDAY CON MENO SCONTI


Guardando avanti, Dowding consiglia di guardare al Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti e ai dati delle vendite del Black Friday, anche se quest’anno potrebbe essere un po’ diverso con sconti molto meno generosi e conseguente ridotta euforia nei negozi. Intanto si continuano ad attendere notizie sulla scelta di Biden per la Presidenza della Fed. I timori d’inflazione sembrano danneggiare le possibilità di una nomina di Lael Brainard, ma se ciò accadesse secondo l’esperto di BlueBay si potrebbe avere un impatto positivo sugli asset a rischio, un dollaro un po’ più debole e una curva dei rendimenti più ripida. In ogni caso, il livello assoluto dei rendimenti non dovrebbe subire grandi cambiamenti, almeno sulla parte lunga della curva.

RENDIMENTI USA ANCORA IN SALITA


Dowding continua a credere che i rendimenti USA saliranno notevolmente fino a fine anno, anche per la combinazione di dati positivi, atteggiamento più ‘da falco’ della Fed e minor liquidità, soprattutto se il percorso per il primo rialzo dei tassi venisse anticipato alla prima metà del 2022. Per quanto riguarda la quarta ondata, secondo Dowding i vaccini offrono la risposta, e non i lockdown. Un’accelerazione dei contagi potrebbe portare anzi a un aumento delle vaccinazioni, con una dinamica auto-correttiva.
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