L'analisi

La nuova era del debito pubblico globale, da freno a motore della crescita

Garrett Melson, Portfolio strategist di Natixis IM, analizza il debito globale evidenziando il cambiamento rispetto alla politica anticiclica. Le crisi future saranno affrontate con supporto fiscale finanziato in deficit

di Virgilio Chelli 18 Novembre 2021 - 17:30
financialounge - news
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Uno dei fattori chiave della recente significativa crescita del debito pubblico globale è stata la mancanza di spesa sufficiente in passato, con la politica fiscale che ha di fatto preso il posto della politica monetaria come strumento chiave, come avvenuto per gran parte degli ultimi 40 anni. Anche la crisi finanziaria globale ha giocato un ruolo importante, dato che la risposta fiscale fu finanziata da misure di austerità, specialmente in Europa. Ma l’austerità, combinata con la sistemazione dei bilanci di famiglie e società, insieme all'invecchiamento demografico, ha contribuito alla bassa crescita, alla bassa inflazione e al basso livello dei tassi.

CAMBIAMENTO SIGNIFICATIVO DELLE POLITICHE


Parte da qui l’analisi di Garrett Melson, Portfolio strategist di Natixis Investment Managers, secondo cui l’attuale livello di debito globale evidenzia che sembra essersi concretizzato un cambiamento significativo rispetto alla politica anticiclica e che probabilmente le crisi future saranno affrontate con un marcato supporto fiscale finanziato in deficit. La confluenza di questi fattori aveva portato ad una persistente mancanza di investimenti che ha pesato ulteriormente sulla crescita negli anni precedenti la pandemia. In questo contesto, con i tassi ai minimi, le società hanno attinto a finanziamenti a basso costo. Un altro segno duraturo della grande crisi è stata la rapida espansione del debito globale negli ultimi 18 mesi in risposta alla pandemia.

IMPARATA LA LEZIONE DELLA GRANDE CRISI


Non spendere adeguatamente nella crisi finanziaria portò al rallentamento della ripresa. I governi hanno imparato la lezione e agito rapidamente per prevenire ulteriori ricadute. Come risultato diretto delle misure monetarie di emergenza, i mercati del credito sono rimasti aperti alle società che hanno raccolto fondi per evitare interruzioni produttive durante il picco della pandemia. Melson si chiede quali possano essere i rischi per l’economia globale sottolineando che non ci sono misure precise per definire un livello di debito sostenibile. La chiave è la fiducia, che dipende da molto più che il semplice rapporto debito/Pil. Inoltre, poiché la maggior parte delle economie ha fatto ricorso ai deficit per erogare supporto, si potrebbe sostenere che il non spendere abbastanza sia il rischio maggiore per la ripresa.

IL RISCHIO È NON SPENDERE ABBASTANZA


Sul fronte del debito dei governi, si è registrato un volume significativo di acquisti delle Banche centrali, mentre sul lato corporate, gli elevati saldi di cassa nei bilanci riducono il debito netto, e la solidità della crescita con il rimbalzo di ricavi e profitti ha riportato la leva finanziaria e i rapporti di copertura sui livelli del 2015. Probabilmente, secondo l’esperto di Natixis IM, il rischio maggiore negli ultimi 24 mesi è stato quello di non spendere abbastanza, non di una spesa eccessiva finanziata a debito.

DINAMICA SIMILE A QUELLA DELLA MAREA


Sembra essersi così concretizzato un cambiamento significativo rispetto alla politica fiscale anticiclica e sembra probabile che le crisi future saranno affrontate con un marcato supporto fiscale finanziato in deficit. Melson non nutre particolare timore sui livelli di debito attuali, paragonandone la dinamica a quella di una marea. Mentre il debito lordo ha continuato a crescere, il debito netto è diminuito dall'inizio della pandemia perché le società mantengono considerevoli saldi di cassa e hanno capitalizzato su massicci guadagni all'aumentare dei profitti.

UN MONDO ALLA RICERCA DI RENDIMENTO


In conclusione, l’esperto di Natixis continua a credere che siamo ancora all'inizio del ciclo in un contesto di crescita robusta, con una politica e condizioni finanziarie accomodanti. I livelli di debito sono effettivamente aumentati, ma è probabilmente legato alla ‘nuova normalità’ con un punto di partenza dei livelli di debito che cresce, non necessariamente motivo di allarme. Infine, secondo Melson rimane una carenza di beni rifugio, c'è troppa domanda dei risparmiatori globali e non abbastanza offerta, il che comporta una continua emissione di debito in un mondo alla ricerca di rendimento ovunque si possa trovare.
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