Robeco: come costruire un portafoglio a prova di cambiamento climatico

Asset allocation
di Virgilio Chelli 28 Luglio 2021 - 7:50

Masja Zandbergen, Head of Sustainability Integration di Robeco, affronta le riserve, le considerazioni e le sfide poste dalla decarbonizzazione dei portafogli

I cambiamenti climatici sono il problema, le emissioni zero l’obiettivo e la decarbonizzazione lo strumento, ma non mancano ostacoli sul percorso. Decarbonizzare un portafoglio di investimenti significa ridurne l’intensità di carbonio inserendo società a basse emissioni o impegnate a limitarle. Come per la performance finanziaria, i progressi richiedono continue verifiche rispetto a precisi parametri. A fare da riferimento possono essere indici specifici o anche standard interni, come la data specifica in cui si misura il progresso del portafoglio su base annua. La quantità di emissioni è irrilevante, quello che conta è iniziare a misurare.

SOTTOVALUTATE LE EMISSIONI DEI CONSUMATORI

Lo sostiene Masja Zandbergen, Responsabile Sustainability Integration di Robeco in un commento dedicato alla decarbonizzazione di portafoglio, osservando che gran parte delle emissioni non viene riportata e l’effettiva performance sottovalutata. Oggi rendicontazioni aziendali e misurazioni degli investitori si basano sui processi di produzione indicati da Scope 1 e sull’energia utilizzata per alimentarli, come da Scope 2, ma le emissioni di Scope 3 prodotte dai consumatori vengono sottovalutate in tutti i settori. Altre strategie stimano le emissioni future con tecniche di previsione esclusive e modelli di terzi, che aiutano a prevedere il grado di preparazione al clima delle aziende e la loro performance climatica.

GARANTIRE PORTAFOGLI A PROVA DI CLIMA

L’obiettivo finale, sottolinea l’esperta di Robeco, è garantire ai clienti dei portafogli a prova di clima, riducendo l’esposizione al rischio di carbonio e verificando che siano preparati ad affrontare il cambiamento. Un compito estremamente complesso, cui si aggiunge il fatto che decarbonizzazione del portafoglio e integrazione ESG non necessariamente si sovrappongono, perché la seconda considera una vasta gamma di fattori ed è in grado di associarli all’analisi finanziaria, con l’obiettivo di valutare i rischi futuri, misurare la performance finanziaria e giungere a decisioni di investimento più consapevoli.

OBIETTIVI NON SOLO FINANZIARI

La decisione di un investitore di decarbonizzare il proprio portafoglio non è sempre basata su obiettivi puramente finanziari, e spesso nasce dalla volontà di investire in aziende a impatto positivo, che evitano di contribuire ai cambiamenti climatici e al danno ambientale. Canalizzando il capitale in aziende impegnate a ridurre le emissioni, e sottraendolo alle società più inquinanti, si accelera la transizione verso un’economia globale carbon-free. Ma vendere le obbligazioni di società ad elevate emissioni non ha effetto immediato sull’economia reale, e per produrre risultati su scala mondiale servono grandi pool di investitori che puntino i piedi, rifiutandosi di detenere debito di aziende altamente inquinanti.

DIRITTO DI VOTO E ENGAGEMENT

Secondo Robeco, questo è l’unico modo per fare aumentare i costi di finanziamento e velocizzare il cambiamento. Ma negando i finanziamenti si danneggiano molte società che puntano alla transizione, e che hanno bisogno di capitale per portarla a termine, mentre alcune delle aziende più inquinanti dispongono di grande liquidità e non cercano nuovo capitale. L’esperta di Robeco sottolinea che per accelerare la transizione gli investitori dispongono di una serie di strumenti, come il diritto di voto e l’engagement attivo, anche a livello governativo.

PIÙ CAPACITÀ DI ATTRARRE INVESTIMENTI

È controproducente, rileva in conclusione Masja Zandbergen, obbligare alcune industrie a decarbonizzare se si consente ad altre di abbattere le foreste o se si offrono incentivi volti a proteggere le società più inquinanti. Per questo, i leader mondiali devono capire che le loro politiche in materia di decarbonizzazione incideranno sulla capacità dei rispettivi Paesi di attrarre business internazionale, investimenti esteri e finanziamenti sotto forma di titoli di Stato.

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