Capital Group: attenzione all’inflazione, ma il rialzo dei tassi è ancora lontano

L'analisi
di Virgilio Chelli 20 Luglio 2021 - 7:50

Ritchie Tuazon, fixed income portfolio manager di Capital Group, vede una Fed costretta a diventare un po’ più aggressiva nella riduzione degli acquisti, ma per la prima mossa sui tassi manca ancora molto

Negli ultimi due mesi i rendimenti del Tesoro Usa hanno offerto un interessante paradosso con la scadenza a 10 anni e i tassi di pareggio sui TIPS sulla stessa scadenza in calo anche se l’inflazione ha sorpreso al rialzo, mettendo a segno gli aumenti più forti da diversi decenni. Nonostante le sorprese al rialzo, i rendimenti dei Treasury e i breakeven dei TIPS si sono abbassati, sulla spinta di due aspettative: la prima è che le letture di inflazione elevate sono probabilmente transitorie, e la seconda che la Fed sarebbe più propensa a cambiare la sua posizione politica se l’inflazione iniziasse a correre troppo.

SCENARIO PIÙ AGGRESSIVO

Ritchie Tuazon, fixed income portfolio manager di Capital Group, mette in dubbio entrambe le ipotesi, ma esprime l’opinione che, anche tenendo conto di questo scenario più aggressivo, i rialzi dei tassi sono ancora lontani di almeno un anno. Secondo Tuazon la Fed probabilmente implementerà completamente il suo programma di riduzione degli asset prima di alzare i tassi, seguendo il playbook già scritto dopo la crisi finanziaria globale, dichiaratamente la sequenza preferita per rimuovere l’accomodamento. Lo stesso Powell ha stressato che le discussioni iniziate all’interno del Fomc erano legate agli acquisti di asset, non ai rialzi dei tassi.

RIALZI DEI TASSI PREMATURI

L’esperto di Capital Group pensa che l’uscita dalla politica di reflazione e la valutazione di più imminenti rialzi dei tassi possano essere prematuri per alcune ragioni, tra cui il fatto che la Fed sta ancora aggiungendo enormi quantità di liquidità mentre il tapering non è ancora iniziato, mentre i rialzi dei tassi, anche se spostati in avanti, sono probabilmente lontani almeno 12-18 mesi. Tuazon spiega che la Fed avrà bisogno di aggiustare gli acquisti prima di considerare l’aumento dei tassi, lasciando correre ancora un po’ le aspettative di inflazione in un ambiente che rimane di abbondante liquidità.

PIÙ RISCHI AL RIALZO CHE AL RIBASSO

Guardando alle componenti sottostanti dell’indice che misura l’inflazione, Tuazon ritiene che il rischio di rialzo superi il rischio di ribasso di ciò che è prezzato. Dati i bassi punti di partenza e gli effetti base mensili, secondo l’esperto di Capital Group non ci vorrà molto per vedere tassi d’inflazione core molto alti su base annua nei prossimi 12 mesi, e anche in uno scenario benevolo, in cui l’aumento mensile si ammorbidisce al trend pre-pandemico, l’inflazione core annua rimarrà probabilmente sopra il 3% fino alla tarda primavera del 2022.

VERSO LIVELLI DA PRIMI ANNI ’90

Nello scenario più probabile, in cui le pressioni inflazionistiche si attenuano più gradualmente nei prossimi mesi, secondo Tuazon ciò potrebbe tradursi in un tasso core annuo fino al 5% nel prossimo anno, a livelli che non si vedevano dai primi anni ’90. Alcune categorie di beni, come auto e camion usati, mobili ed elettronica, continueranno probabilmente a vedere prezzi più alti a causa dei continui squilibri tra domanda e offerta. Di conseguenza, conclude l’analisi di Capital Group, l’inflazione dei prezzi dei beni potrebbe continuare ad alimentare il tasso core.

 

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