Generi alimentari e commodity agricole, un punto critico dei mercati emergenti

investimenti
di Leo Campagna 23 Giugno 2021 - 19:00

Nell’ultima panoramica dei mercati emergenti, il Team CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management spiega perché il debito emergente resta relativamente interessante, anche se associato a rischi più elevati

Lo scorso mese i mercati azionari dei Paesi emergenti hanno registrato un andamento positivo e anche la domanda di debito dei paesi in via di sviluppo, soprattutto in valuta forte, è stata sostenuta. I timori di inflazione e le preoccupazioni per un possibile inasprimento anticipato della politica monetaria negli USA si sono stemperati, pur rimanendo un tema centrale.

SPREAD SUI TITOLI DI STATO USA INTORNO AI 330 PUNTI BASE

“Quest’ultima tendenza – fa sapere nell’ultimo emreport il Team CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management – si evince, da un lato, dalle aspettative di inflazione scontate dal mercato scese in misura considerevole. Dall’altro, i titoli di Stato USA hanno addirittura reagito con un significativo calo dei rendimenti nonostante i prezzi al consumo segnalavano un rialzo più forte del previsto”. In attesa di verificare se questo sentiment di mercato relativamente tranquillo perdurerà anche in caso di ulteriori e più elevati dati sull’inflazione nei prossimi mesi, gli spread sui titoli di stato USA intorno a circa 330 punti base (+3,30%) rendono il debito emergente ancora relativamente interessante, anche se associato a rischi più elevati.

SETTORI SENSIBILI ALL’INFLAZIONE

L’analisi dei singoli settori del mercato azionario, evidenzia, in base agli andamenti dei corsi e alle valutazioni relative, che i mercati continuano a sposare la tesi delle banche centrali, secondo le quali l’aumento dell’inflazione sia temporaneo. Per esempio negli Stati Uniti i titoli dei settori sensibili all’inflazione, come le società energetiche e le materie prime, vengono scambiati a livelli così bassi come non mai rispetto al mercato complessivo. Nel caso in cui l’inflazione si rivelasse più persistente si potrebbero materializzare reazioni molto forti sui mercati, anche perché solo pochissimi portafogli sembrano essere pronti a una tale eventualità.

PREZZI DEI GENERI ALIMENTARI E DELLE MATERIE PRIME AGRICOLE

L’impressione, in ogni caso, è che l’ipotesi più probabile, in questo scenario, sia quella di una contrazione dei margini di profitto di singole aziende o settori, piuttosto che un aumento generale dei prezzi. “Suggeriamo comunque di tener sotto controllo le tendenze dei prezzi dei generi alimentari e delle materie prime agricole. Maggio ha registrato il più forte aumento mensile dei prezzi alimentari in 10 anni: ulteriori forti rialzi potrebbero causare in molti paesi emergenti considerevoli problemi sociali e interni”, spiega il Team di Raiffeisen Capital Management.

RIDISTRIBUZIONE DEI REDDITI E DELLA RICCHEZZA SOCIALE

Guardando oltre ai prossimi 3-4 trimestri, ci si interroga se sia possibile una svolta politica generale e duratura negli USA e in Europa (e anche altrove) tesa a promuovere una certa ridistribuzione dei redditi e della ricchezza sociale dall’alto verso il basso. Si tratta di un problema rilevante alla luce del fatto che negli ultimi decenni le differenze in ricchezza e reddito sono aumentate in misura significativa quasi ovunque nel mondo, con un’ulteriore accelerazione con la pandemia.

TASSI DI INFLAZIONE PERMANENTEMENTE PIU’ ALTI

“Una politica fiscale molto più attiva e le aliquote fiscali minime perseguite globalmente da applicare alle società potrebbero già essere dei precursori”, sottolineano gli esperti del Team. Resta il fatto che la concentrazione di reddito e ricchezza rappresenta una seria minaccia per il funzionamento e la sopravvivenza dell’intero sistema a causa dei suoi numerosi effetti negativi in campo economico, sociale, politico ed ecologico. “Un tale cambio di paradigma nella politica economica potrebbe tuttavia determinare tassi di inflazione permanentemente più alti”, conclude il Team di Raiffeisen Capital Management.

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