Allarme Consob: “Le criptovalute minacciano il risparmio”

Blockchain nel mirino
di Fabrizio Arnhold 14 Giugno 2021 - 13:17

Per il presidente Savona bisogna “cambiare l’architettura istituzionale, fatta di norme ed enti, oggi a presidio della protezione del risparmio”. Tra i punti deboli, la tecnologia opaca

Un altro attacco alle criptomonete. Questa volta a puntare il dito è la Consob: “Le criyptocurrency sono diventate una minaccia per la tutela del risparmio ed è urgente affrontarle con regole nuove”. A lanciare l’allarme è il presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa, Paolo Savona, nel discorso annuale al mercato.

LA SOLUZIONE

Per superare il problema occorre “cambiare l’architettura istituzionale, fatta di norme ed enti, oggi a presidio della protezione del risparmio”, spiega Savona che parla del “fiume ormai in piena degli strumenti virtuali” con internet che stima dalle 4 alle 5mila cryptocurrency in circolazione e “se a esse si applica l’esperienza fatta in poco tempo dalla Consob nell’oscurare in Italia centinaia di siti web che raccoglievano illecitamente risparmio, il quadro che ne risulta appare preoccupante”.

TECNOLOGIA OPACA

Tra i punti deboli del Bitcoin e delle valute digitali, per il presidente della Consob ci sarebbe l’opacità della tecnologia, la blockchain o catena di contabilità decentrata, che è impenetrabile alle autorità di vigilanza. Savona propone di intervenire in Italia con “strutture di consultazione formale tra organi di governo e autorità indipendenti” per dare un indirizzo unitario alle scelte in materia.

IL RUOLO CENTRALE

“L’attuale sistema degli strumenti criptati si regge sulla convinzione e convenzione dominanti tra privati, che ignorano il ruolo centrale che svolge nel buon funzionamento del mercato la natura legale della moneta come unico mezzo di scambio e di liberazione dei debiti”, spiega Savona. “La volontà espressa in più sedi dalle autorità di governo di voler cogliere le opportunità delle innovazioni tecnologiche non va intesa come un’accondiscendenza verso la perdita di trasparenza del mercato, ma la volontà di un suo recupero facendo uso delle stesse innovazioni finanziarie”.

CYBERSICUREZZA BENE PUBBLICO

Per il presidente della Consob “la sicurezza delle tecniche usate resta il fianco scoperto di tutti i processi di digitalizzazione ed è perciò ragionevole considerare la cybersecurity un bene pubblico”. E se per introdurre nuove regole a livello europeo i tempi fossero lunghi, per Savona “il Paese dovrebbe provvedere autonomamente, non foss’altro per essere pronto a integrarsi nelle istituzioni comunitarie, quando esse entreranno in vigore”.

Financialounge - Telegram