Amundi ufficializza l’acquisizione di Lyxor

Per 825 milioni di euro
di Redazione 11 Giugno 2021 - 12:50

La finalizzazione dell’operazione, annunciata ad aprile e chiusa prima del previsto, permetterà ad Amundi diventare leader europeo nel segmento ETF

Dopo l’annuncio ad aprile delle trattative, ora la partita è stata chiusa prima del previsto. Amundi, prima società di gestione del risparmio in Europa, con 1700 miliardi di euro di masse di gestione, ha reso ufficiale l’acquisizione di Lyxor per 825 milioni di euro.

AMUNDI RAFFORZA LA LEADERSHIP NEL SEGMENTO ETF

Con questa operazione la società controllata da Crédit Agricole diventa leader europeo nel segmento ETF, di cui Lyxor Asset Management è il secondo fornitore in Europa. Nata nel 1998, l’azienda francese specializzata nel risparmio gestito vanta un patrimonio in gestione di 124 miliardi di euro. La finalizzazione dell’operazione di acquisizione è prevista per la fine del 2021.

UN’OPERAZIONE IN LINEA CON LA STRATEGIA DI CREDIT AGRICOLE

L’ingresso di Lyxor nell’orbita di Amundi consentirà a quest’ultima “di rafforzare la presenza in un segmento in rapida crescita come quello degli Etf, integrando la sua offerta nella gestione attiva, in particolare in asset alternativi liquidi e soluzioni di consulenza”, commenta Amundi in una nota. La stessa sottolinea come questa acquisizione sia “pienamente in linea con la strategia del gruppo Crédit Agricole”.

PERRIER: PARIGI SEMPRE PIÙ CENTRO FINANZIARIO EUROPEO

“L’acquisizione di Lyxor accelererà lo sviluppo di Amundi, poiché rafforzerà la nostra esperienza – ha commentato Yves Perrier, Chief Executive Officer di Amundi – in particolare nell’ETF e nella gestione patrimoniale alternativa, e ci consente di accogliere team di persone altamente riconosciuti. Questa acquisizione rafforzerà ulteriormente i rapporti commerciali con il nostro partner storico Société Générale e, inoltre, permetterà di creare in Francia un leader europeo degli investimenti passivi, contribuendo così al posizionamento di Parigi come centro finanziario nel post-Brexit”.

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