Tra value a sconto e growth più cari le riaperture premiano i ciclici

Idee di investimento
di Leo Campagna 31 Maggio 2021 - 15:06

Il focus è sui titoli che non hanno ancora prezzato i benefici della ripartenza e che hanno mantenuto un potere relativo di formazione dei prezzi. Interessanti l’healthcare in Cina e acciaio e costruzioni negli Stati Uniti

VALUE A SCONTO, GROWTH PIÙ CARI

Nel mezzo, tra growth e value, ci sono aziende che generano crescita ben sopra la media, con solidi fondamentali e multipli ragionevoli, vale a dire titoli di alta qualità. Qualità come il potere dei prezzi, le barriere all’entrata o i forti vantaggi competitivi portano a una maggiore prevedibilità dei guadagni, creando valore per gli azionisti. “Sono titoli che vanno tenuti a lungo in portafoglio e chi li vende troppo presto rischia di lasciare sul tavolo il valore che queste aziende di qualità possono generare”, riferisce nell’articolo “Azioni, tra crescita e valore meglio scegliere la qualitàBrian Bandsma, Portfolio Manager di Vontobel. Oggi il mercato è consapevole che le attività ad alta intensità di capitale con domanda e prezzi volatili non sono un buon investimento e che le aziende si sono sempre più evolute verso modelli di manutenzione, servizi e abbonamento, meno sensibili al ciclo economico. I titoli value sono spesso a sconto perché i futuri flussi di cassa non sono previsti in crescita e possono anche peggiorare, mentre i titoli growth sono più cari perché considerati più resilienti nelle crisi.

BENI IMMATERIALI SEMPRE PIÙ “PESANTI”

La crescita dei beni immateriali ha reso sempre più complesso determinare il valore intrinseco di un’azienda. Nell’azionario statunitense la proporzione di asset intangibili rispetto a quelli tangibili è aumentata del 40%. Gli asset intangibili, come il marchio, la fedeltà dei clienti e la ricerca e sviluppo, sono valutati oggi in modo non omogeneo dalle regole contabili, ma con la tecnologia sempre più pervasiva è probabile che diventino la componente maggiore delle attività di molte aziende. Un quadro classico value-growth, che separa i titoli in base a metriche di valutazione che non catturano completamente il modo in cui un’azienda crea valore, come spiega nell’articolo “Azionario, i megatrend cancellano il confine tra value e growthNisha Thakrar, Specialista di Capital Group, non è utile agli investitori che cercano vincitori a lungo termine.

PREFERITI I TITOLI CICLICI E VALUE

Per quanto riguarda l’azionario statunitense, il team del team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management, continua a prediligere i titoli ciclici e value, che dovrebbero continuare a beneficiare delle riaperture e della forte ripresa. L’azionario value statunitense dovrebbe sovraperformare quello growth, considerato il gap nelle valutazioni e la relazione con i rendimenti reali. Il team nota inoltre che negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tra campagne vaccinali e riaperture, è continuata la buona gestione dell’emergenza e il peggio sembra essere ormai alle spalle. All’estremo opposto, come illustrato nell’articolo “Il problema sta nel prezzo (P), non negli utili (E)”, l’India sta vivendo una catastrofica escalation dei contagi da Covid-19 dopo la comparsa di una nuova variante, anche se il mercato ha preservato la sua resilienza.

I TITOLI AZIONARI EUROPEI BENEFICIARI DELLA RIPRESA

Nell’articolo “L’Europa riapre, ecco le azioni favorite (e scontate) secondo Credit Suisse”, gli esperti della casa elvetica si sono concentrati su titoli non solo destinati a beneficiare dalle riaperture, ma che non riflettono ancora questo beneficio in termini di valutazioni. Credit Suisse cita in particolare ABF, Adecco, Assa Abloy, Brenntag, Easyjet, Heineken, Informa, ING, BNP Paribas, e Smurfit Kappa e propone in una tabella la lista completa dei titoli europei esposti al tema della riapertura post pandemia. Inoltre, gli analisti di Credit Suisse segnalano BT, Brenntag, Compass, Heineken e Smurfit Kappa come aziende che hanno mantenuto un potere relativo di formazione dei prezzi.

VALUTAZIONI ATTRAENTI PER LE AZIONI UK

Richard Colwell, di Columbia Threadneedle Investments, nell’articolo “Azionario britannico attraente, ma sarà un lento recupero”, sostiene che le società globali quotate a Londra presentano rapporti prezzo/utili decisamente inferiori alle concorrenti straniere, il che ha spinto a livelli record le fusioni e acquisizioni. Colwell cita tra gli esempi recenti Aggreko, RSA, G4S, William Hill e Signature Aviation e si attende il proseguimento delle aggregazioni. L’avversione degli investitori esteri nei confronti del mercato britannico si è attenuata mentre paradossalmente gli investitori britannici preferiscono acquistare azioni growth globali, senza realizzare che, come già avvenuto nel periodo 2000-2007, il Regno Unito è in grado di sovraperformare gli Stati Uniti.

NEGLI USA FOCUS SU ACCIAIO E COSTRUZIONI

Guardando alla domanda di acciaio, l’allocazione verso le infrastrutture “tradizionali” come ponti e autostrade può sembrare, secondo Günther Schmitt, Responsabile azionario mercati sviluppati di Raiffeisen Capital Management, insoddisfacente, ma diverse altre componenti possono favorire il consumo incrementale di acciaio, come i veicoli elettrici, le infrastrutture energetiche, alloggi e scuole pubbliche e altri interventi come la modernizzazione dei trasporti e delle ferrovie Amtrak. Inoltre, rileva nell’articolo “I piani infrastrutturali di Usa e Ue aprono opportunità per gli investitori” l’esperto di Raiffeisen Capital Management, le aziende specializzate in tecnologia dell’acqua, semiconduttori e apparecchiature per telecomunicazioni guadagneranno dal piano Biden, così come le aziende nel campo delle energie rinnovabili e quelle industriali che si concentrano sul miglioramento delle infrastrutture di rete elettrica. Nell’Unione Europea invece il focus è sul Next Generation EU, più focalizzato sulla sostenibilità, sulla transizione verde, che assorbirà almeno il 37% delle risorse, e sulla trasformazione digitale, a cui sono destinati almeno il 20% dei fondi.

PERCHÈ PUNTARE SULL’HEALTHCARE IN CINA

Il grande sviluppo dell’economia cinese ha attirato l’attenzione di molti investitori internazionali. Negli ultimi anni, all’interno dei portafogli d’investimento, gli asset legati alla Cina hanno trovato sempre maggiore spazio. Ma forse non è sufficiente avere un’esposizione generica sulla Cina per cogliere fino in fondo le opportunità presenti su questo mercato. Per questa ragione Invesco ha fatto un passo ulteriore mettendo a punto un fondo che investe sulle aziende cinesi che operano nel settore sanità. Invesco China Health Care Equity, disponibile al collocamento dal 26 maggio, è una soluzione d’investimento conforme alle direttive UCITS che sarà disponibile a investitori istituzionali e retail in Italia. L’obiettivo del fondo, come illustrato nell’articolo “Da Invesco un fondo per sfruttare la crescita della sanità cinese”, è conseguire la crescita del capitale a lungo termine investendo principalmente in un portafoglio concentrato di società cinesi che operano, appunto, nel settore della sanità. Si tratta di aziende quotate in prevalenza sulle Borse di Shanghai o Shenzhen e negoziate tramite Stock Connect.

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