Goldman Sachs Asset Management: l’azionario emergente ha ancora margini di crescita

Outlook
di Virgilio Chelli 11 Maggio 2021 - 19:00

Secondo la divisione Asset Management di Goldman Sachs, i multipli non catturano ancora la crescita degli utili attesa per il 2021-22: la maggior parte dei flussi di investimento in entrata deve ancora arrivare

Le valutazioni espresse dal mercato sull’Azionario Emergente potrebbero sembrare elevate, in quanto i multipli forward a un anno sono saliti considerevolmente, ma tre aspetti indicano che su questa asset class c’è ancora ampio margine d’ingresso. Il contesto prevalente di tassi d’interesse molto bassi è destinato a perdurare in futuro, e questo giustifica il fatto che gli asset ad alta crescita siano scambiati con un premio rispetto al passato. Inoltre, l’universo dei Mercati Emergenti oggi è più orientato alla domanda interna, con una minore dipendenza dalle materie prime rispetto ai cicli precedenti, mentre i titoli dei beni di consumo e tecnologici di maggiore qualità o growth rappresentano oggi più del 50% della ponderazione dell’indice MSCI Emergenti, rispetto al 30% del 2008.

VALUTAZIONI ANCORA INTERESSANTI

Per questo, Goldman Sachs Asset Management nelle sue previsioni per l’azionario dei mercati emergenti 2021 ritiene che le valutazioni attuali appaiano interessanti. Secondo l’analisi della Società, inoltre, il crollo del 2020 probabilmente spingerà la crescita degli utili sopra il livello tendenziale nel 2021 e nel 2022, il che potrebbe non essere ancora interamente catturato dai multipli forward a un anno. Le valutazioni relative sono giudicate da Goldman Sachs Asset Management particolarmente interessanti, dato che la crescita degli utili prevista per gli Emergenti è pari a oltre il 30% nel corso del 2021 e supera le controparti dei Mercati Sviluppati.

IL GROSSO DEI FLUSSI DEVE ANCORA ARRIVARE

Considerando che i fondamentali delle aziende spiegano tipicamente circa l’85% della performance delle azioni dei mercati emergenti in un periodo di 10 anni, Goldman Sachs Asset Management crede che quello attuale sia un interessante punto di ingresso nell’asset class. Da novembre, le azioni dei mercati emergenti hanno visto flussi in entrata record, dato che gli investitori continuano a chiudere le loro posizioni sottopesate, ma per chi si chiede se non abbia già perso un’occasione, Goldman Sachs Asset Management fa notare che, se anche solo gli investitori dovessero tornare alle allocazioni medie storiche, la maggior parte dei flussi in entrata dovrebbe comunque ancora arrivare.

TRE CATALIZZATORI CHIAVE

Goldman Sachs Asset Management ritiene che tre catalizzatori chiave possano influenzare le azioni dei mercati emergenti quest’anno: la risposta alla pandemia, la possibilità di una crescita sincronizzata dei Paesi in via di sviluppo e il livello delle esportazioni. Cina, Taiwan e Corea del Nord, che rappresentano più del 65% dell’indice MSCI EM, sono state pionieri nella risposta efficace al Covid-19, e le loro economie potranno tornare a livelli normali di attività già nel secondo trimestre. Inoltre la divisione asset management di Goldman Sachs ritiene che la variabilità delle performance di questi paesi nel 2021 sarà inferiore al resto del mondo, mentre nei Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia, come la maggior parte dell’America Latina, l’India e la Russia, è possibile un ulteriore miglioramento grazie ai vaccini, anche se la possibilità di nuove ondate induce prudenza.

RIPRESA SINCRONIZZATA

Goldman Sachs Asset Management si aspetta poi una ripresa sincronizzata per tutti i 27 Paesi emergenti per la prima volta dopo la crisi finanziaria globale. Mentre i Paesi sviluppati hanno fatto ricorso a forti stimoli, i Paesi emergenti sono stati più contenuti, l’inflazione è stata favorevole grazie alla combinazione di riduzione della domanda e mancanza di opportunità di spesa, mentre il calo delle importazioni ha contribuito a rafforzare i saldi delle partite correnti in alcuni Paesi. Goldman Sachs Asset Management ritiene che le politiche monetaria e fiscale rimarranno espansive nella maggior parte degli Emergenti nel 2021.

UNA SPINTA ALLE ESPORTAZIONI

Secondo Goldman Sachs Asset Management, infine, la ripresa nei mercati sviluppati dovrebbe essere una buona notizia per le esportazioni dei mercati emergenti e un ulteriore catalizzatore di crescita. Nei cicli passati, l’export è stato trainato principalmente dai settori industriali fortemente dipendenti dalle materie prime, ma oggi questi settori rappresentano solo circa il 15% dell’indice MSCI EM. Ci sarà un impatto nelle regioni esportatrici di materie prime come America Latina, Medio Oriente e Russia, ma l’effetto export si manifesterà maggiormente nei semiconduttori, dove si sta registrando un’impennata della domanda dovuta al lavoro a distanza, infrastrutture 5G, data center, automazione e intelligenza artificiale. E questo, per gli esperti di Goldman Sachs Asset Management, crea un contesto favorevole alla crescita degli utili rispetto ai livelli deboli registrati negli ultimi due anni.

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