Invesco: “Puntiamo su immobiliare, mercati emergenti ed Europa”

Verso la ripresa
di Leo Campagna 21 Aprile 2021 - 21:00

Nell’aggiornamento trimestrale della Global Asset Allocation gli esperti di Invesco continuano a preferire gli stessi asset e regioni del primo trimestre ma nell’azionario meno Cina e Giappone e più Regno Unito

La scelta di preferire gli asset ciclici, con particolare attenzione all’Europa e ai mercati emergenti, effettuata sulla scia delle previsioni per il primo trimestre 2021, si è rivelata vincente nel modello di asset allocation di Invesco.

L’ECONOMIA GLOBALE CONTINUERÀ NELLA DIREZIONE DELLA RIPRESA

“Pur perseverando nel continuare a preferire gli stessi asset e regioni, stiamo tuttavia riducendo l’esposizione alle materie prime (passata a peso neutrale) e aggiungendo peso ai titoli di Stato (sebbene ancora sottopesati). Attenuiamo inoltre la nostra preferenza verso l’Europa e i paesi emergenti, riducendo al contempo l’underweight sugli asset statunitensi”, fa sapere il Team Invesco Global Market Strategy nel suo aggiornamento trimestrale (Global Asset Allocation 2021 Q2), secondo il quale i vaccini e le politiche monetarie e fiscali di supporto suggeriscono che l’economia globale continuerà nella direzione della ripresa.

COSA POTREBBE ANDARE STORTO

In questo scenario, privilegiare gli asset ciclici rappresenta la scelta più immediata ma è opportuno anche esaminare cosa potrebbe incidere negativamente. Per esempio la pandemia potrebbe non fermarsi e nemmeno le turbative economiche. Oppure la ripresa economica potrebbe risultare frenata dai danni collaterali mentre un aumento sostenuto dell’inflazione potrebbe provocare un inasprimento da parte delle banche centrali. Infine, mentre non si può escludere che buona parte della ripresa sia già incorporata nei prezzi, potrebbero delinearsi cambiamenti nei modelli di correlazione, soprattutto tra azioni e obbligazioni.

TASSI DEI TREASURY USA DECENNALI PREVISTI AL 2%

Il Team di Invesco si dichiara piuttosto ottimista riguardo alla ripresa globale (favorita dal robusto pacchetto fiscale statunitense), ma ammette che questo potrebbe comportare un maggiore aumento dei rendimenti dei titoli di Stato rispetto alle precedenti previsioni . In particolare si prevede un rialzo del rendimento dei Treasury Usa decennali del 2,00% e un rafforzamento del dollaro. “Alcune tendenze recenti (sovraperformance del value rispetto al growth, debolezza dell’oro e asset obbligazionari difensivi) potrebbero proseguire. Al contempo anche i prezzi delle materie prime potrebbero avere meno spazi di crescita, soprattutto alla luce del fatto che le riteniamo ora costose, mentre gli asset dei mercati emergenti potrebbero dover affrontare fattori sfavorevoli”, spiegano i professionisti di Invesco.

SETTORE IMMOBILIARE ATTRAENTE

L’aumento dei rendimenti obbligazionari non dovrebbe indebolire i mercati azionari mentre i rendimenti interessanti, rispetto ad altri asset, fanno dell’immobiliare un settore attraente. Al contrario, secondo il Team di Invesco, l’aumento dei rendimenti penalizzerà i titoli di Stato e attenuerà i rendimenti delle obbligazioni societarie, sia investment grade che high yield, sebbene non si possa escludere un possibile ulteriore restringimento degli spread del credito e un calo dei tassi di insolvenza. Per quanto riguarda poi i prezzi delle materie prime, se è vero che il Team li reputi alti (tranne per l’agricoltura), al contempo ritiene che si possa essere ancora spazio per un ulteriore allungo sulla scia della ripresa del ciclo economico: sovrappesata l’agricoltura, ridotta a neutrale l’allocazione all’energia e azzerata quella ai metalli industriali e ai metalli preziosi.

ESPOSIZIONE AZIONARIA SOVRAPPESATA

L’esposizione azionaria resta sovrappesata, sebbene siano state ridotte le quote di Giappone e Cina (Invesco ritiene che quest’ultima continuerà risentire dell’aumento dei rendimenti obbligazionari) ed aumentata quella del Regno Unito (sulla base delle valutazioni e dell’esposizione a risorse e titoli finanziari). Da un punto di vista regionale, infine, il Team Invesco Global Market Strategy mantiene il sovrappeso negli asset europei e nei mercati emergenti e il sottopeso per quanto riguarda gli Stati Uniti.

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