Decreto Sostegni, le domande per gli aiuti dal 30 marzo. Ecco come fare

Niente click day
di Fabrizio Arnhold 29 Marzo 2021 - 16:22

Le richieste si possono presentare dal 30 marzo fino al 28 maggio 2021, accedendo online a più canali telematici. Il bonus sarà accreditato sul conto corrente oppure potrà essere utilizzato come credito d’imposta in compensazione

Ci siamo, da domani, 30 marzo di può presentare la domanda per i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni (Dl 41/2021). Niente click day. Non serve, quindi, arrivare prima degli altri per ricevere il contributo a fondo perduto che non sarà tassato. La data di partenza è fissata a martedì 30 marzo 2021 e le domande si potranno presentare fino al 28 maggio. Vediamo come.

DOPPIO CANALE TELEMATICO

Per inoltrare all’Agenzia delle Entrate la richiesta, ci si può rivolgere ad un professionista o un intermediario abilitato, proprio come avviene per la presentazione della dichiarazione dei redditi, oppure si possono utilizzare i canali tematici che sono due. Quello dell’Agenzia delle Entrate o la piattaforma web, predisposta con il partner tecnologico Sogei. Occorre entrare nel portale dalla sezione “Fatture e Corrispettivi”, cliccando direttamente a questo link. L’accesso è consentito tramite l’autenticazione con Spid, con la Carta di identità elettronica o con la Carta nazionale dei servizi oppure con credenziali Entratel.

I DUE REQUISITI PER PRESENTARE DOMANDA

L’orario di apertura dal 30 marzo della piattaforma non è ancora stato comunicato ma sarà l’Agenzia a precisarlo sul proprio sito istituzionale con un’apposita comunicazione. Chi ha diritto al contributo a fondo perduto, deve dimostrare un calo del fatturato di almeno il 30% tra il 2020 e il 2019 e non deve aver conseguito nel 2019 ricavi superiori a 10 milioni di euro. Le erogazioni ammontano a un minimo di mille euro per le persone fisiche e 2mila euro per le persone giuridiche per un massimo di 150mila euro. L’importo varia a seconda delle fasce di ricavi.

LE FASCE DI RICAVI

Non tutti hanno diritto allo stesso importo. Sono previste, infatti, cinque classi per determinare l’ammontare del contributo, che sarà ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. La percentuale è del 60, 50, 40, 30 e 20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a 100mila, 400mila, un milione, 5 milioni e 10 milioni di euro nel periodo di imposta. Il contributo a fondo perduto è pari all’importo così ottenuto e non concorre alla formazione della base imponibile, quindi non verrà tassato.

PER CHI HA APERTO PARTIVA IVA NEL 2019

L’Agenzia delle Entrate precisa che “il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, sempre che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro”. Anche per le startup che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2020 è previsto io contributo minimo da mille euro per le persone fisiche e da 2mila euro per i soggetti diversi.

CHI PUÒ CHIEDERE GLI AIUTI

I nuovi contributi possono essere richiesti da tutte le partite Iva che svolgono attività di impresa, arte e professione e di reddito agrario. Per la prima volta potranno beneficiare del bonus anche i lavoratori autonomi iscritti agli Ordini professionali. L’aiuto può essere riconosciuto anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali. Sono esclusi, invece, i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni (23 marzo 2021) o che abbiano attivato la partita Iva successivamente all’entrata in vigore, gli enti pubblici, gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.

CONTRIBUTO ESENTASSE

Come per i precedenti contributi a fondo perduto previsti con i decreti nei mesi scorsi, il bonus del decreto Sostegni non aumenta il reddito imponibile ed è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di redditi, compresi gli interessi passivi.

COME AVVIENE L’ACCREDITO

Il contributo verrà accredito direttamente sul conto corrente indicato dal soggetto nella richiesta, come precisa l’Agenzia delle Entrate oppure, a scelta irrevocabile del contribuente, potrà essere utilizzato come credito d’imposta in compensazione. Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso l’istanza. In particolare, in caso di esito positivo, le Entrate comunicheranno l’avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento dello stesso come credito d’imposta nel caso di tale scelta), sempre nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.

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