Quale sarà il futuro del trading in obbligazioni

Dati e analisi
di Mariano Mangia 18 Marzo 2021 - 12:54

Con la tecnologia che sta cambiando i mercati obbligazionari, spiegano in AllianceBernstein, è importante verificare che al “posto di guida” ci sia seduto il gestore giusto

Quando si parla di trading e di tecnologia applicata alle negoziazioni viene naturale pensare ai mercati azionari. Eppure, il trading è un’attività che riguarda anche i più tranquilli mercati delle obbligazioni e anche in questo ambito la tecnologia inizia a giocare un ruolo importante. Come si legge in un recente report di AllianceBernstein, la tecnologia sta cambiando in meglio il mercato obbligazionario e c’è ancora molta strada da percorrere.

IL TEMPO È DENARO ANCHE PER IL REDDITO FISSO

Le nuove tecnologie che coniugano la ricerca proprietaria sul credito, il monitoraggio della liquidità di mercato e le informazioni sul portafoglio in un unico strumento possono accrescere la velocità di trading e la profittabilità degli investitori. Oggi è possibile formulare ordini di acquisto o vendita in pochi secondi, invece dei 20-30 minuti impiegati in passato, e si può investire un nuovo portafoglio nella metà dei giorni. Durante il lockdown, che ha costretto molti operatori a lavorare dalla propria abitazione, questo vantaggio tecnologico si è rivelato ancora più indispensabile. I mercati non hanno rallentato: a marzo 2020 i trader di AllianceBernstein hanno elaborato il 60% di operazioni in più rispetto allo stesso mese del 2019 e gli analisti del credito hanno aggiornato oltre il 90% dei rating.

ALLA RICERCA DI LIQUIDITÀ SUI MERCATI

La liquidità misura la facilità con cui è possibile completare un’operazione senza provocare una variazione sostanziale del prezzo del titolo. In passato, i trading desk proprietari o gli hedge fund erano disposti a fare da controparte delle operazioni degli asset manager, oggi molti di loro non lo sono più e i broker-dealer regolamentati sono restii a fare offerte su grandi operazioni su singole obbligazioni, che comportano rischi specifici la cui copertura può rivelarsi difficoltosa, e preferiscono comprare e vendere grandi portafogli diversificati che possono coprire tramite Etf. Di conseguenza, spiegano in AllianceBernstein, diventa indispensabile avere la capacità di creare in breve tempo portafogli operativi e di valutare rapidamente il prezzo bid (l’offerta) delle diverse operazioni. Farlo per un portafoglio che può essere costituito da 10 o 200 obbligazioni non è, tuttavia, un’impresa per i deboli di cuore o per chi ha difficoltà con la tecnologia, è un’attività che richiede sistemi integrati di gestione del portafoglio e del rischio.

MERCATI CONNESSI E TRASPARENZA DEI PREZZI

Un gestore obbligazionario che opera attraverso una sola piattaforma di trading elettronico e soluzioni di trading alternative si perde altre potenziali fonti di liquidità; il trading su piattaforme proprietarie segregate pregiudica la liquidità di mercato e la migliore esecuzione, generando costi inutili. Come fa dunque un trader a sapere dove trovare il prezzo migliore? La tecnologia è essenziale per richiedere un prezzo bid da più piattaforme contemporaneamente. I sistemi di controllo automatizzato (EMS – Execution Management System) consentono di sfruttare la liquidità presente sul mercato, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, attraverso sistemi di trading alternativi, direttamente con i dealer o tramite piattaforme di trading anonime, per ottenere la migliore esecuzione. Un EMS permette ai gestori di operare in modo più sistematico, negoziando una maggiore quantità di obbligazioni in maniera automatizzata e con un intervento minimo o nullo. E così il trader può focalizzarsi sulle opportunità più complesse, quelle che richiedono una valutazione umana.

CONOSCERE IL PROPRIO GESTORE

Per non restare indietro, è la conclusione degli esperti di AllianceBernstein, i gestori obbligazionari sanno di dover sviluppare o acquistare la tecnologia di trading del futuro. Per essere sicuro che sia al passo con i tempi, l’investitore dovrebbe interrogare il proprio gestore sulla quota di trading svolta elettronicamente, sul numero di piattaforme utilizzate, in che modo la tecnologia ha modificato il suo modo di operare e i cambiamenti che pensa di apportare in futuro.

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