Ecco perché le Borse sono salite nonostante il Covid

Prosegue la rotazione?
di Fabrizio Arnhold 17 Marzo 2021 - 12:53

Wall Street continua a correre, aggiornando i record sui principali listini. E anche le Borse europee hanno ripreso la via del rialzo, recuperando dai crolli dello scorso anno

Martedì Wall Street ha aggiornato i record, con i tre principali indici che hanno chiuso in rialzo. Dow Jones e S&P 500 hanno fatto un ulteriore balzo in avanti, spinti dall’ottimismo per la campagna di vaccinazione che, almeno in America, prosegue spedita ma anche per il piano di aiuti da 1.900 miliardi di dollari formato dal presidente Biden. Le preoccupazioni ora sono per un aumento dell’inflazione, pare che il Covid non spaventi più gli investitori. Le Borse globali hanno già recuperato dai crolli dello scorso anno.

IL RECUPERO DAI MINIMI

Lo scoppio della pandemia di Covid-19 ha fatto aumentare decisamente la volatilità sui mercati. A marzo 2020, praticamente un anno fa, le Borse sono sprofondate ai minimi. Oggi l’economia comincia a dare segni di ripresa, seppure resti ancora fortemente limitata dalle restrizioni imposte dai governi per fronteggiare la terza ondata di Covid. Ma i mercati guardano oltre e, per certi versi, sembrano già aver superato la crisi sanitaria. Qualche numero per rendere l’idea: dal crollo dello scorso marzo, a Wall Street l’indice S&P 500 ha fatto registrare un aumento del 75%, mentre il Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici, è arrivato a sfiorare il +100%. Indispensabili per questa risalite sono stati gli interventi in ambito monetario delle Banche centrali, supportati dall’espansione fiscale dei governi.

LA BORSA ANTICIPA I TEMPI

Ma come è possibile che con un’economia ancora a rilento, le Borse abbiano recuperato le perdite della crisi da Covid, facendo addirittura segnare nuovi record storici? Perché le Borse non sempre seguono l’andamento dell’economia reale. Ci vorranno anni per tornare ai livelli di produzione pre virus, ma nonostante le attività industriali non abbiano ancora ripreso a ritmi serrati, i mercati guardano oltre. Solitamente anticipano di almeno 3-6 mesi quello che succede. Detto in parole semplici: gli esperti si aspettano una ripresa dell’economia nella seconda parte del 2021, ma le Borse l’hanno già prezzata.

I TITOLI VALUE E QUELLI GROWTH

Seguendo questo ragionamento, si spiega anche la rotazione di titoli in portafoglio, cominciata proprio con l’annuncio del vaccino di Pfizer, lo scorso dicembre. Gli investitori hanno cominciato a comprare le azioni più penalizzate in questi mesi di pandemia, come quelle delle società energetiche e dei viaggi, vendendo il tech. Abbiamo cominciato ad assistere a una rotazione da titoli growth – ossia quelli con uno spiccato potenziale di crescita – a titoli value, quelli con un determinato valore intrinseco. Detto in altre parole, una rotazione dai titoli che hanno corso tantissimo, soprattutto negli Usa, durante la pandemia, verso titoli che sono stati fortemente penalizzati da lockdown e restrizioni, come finanziari ed energetici.

DIFFERENZE TRA EUROPA E STATI UNITI

Questa rotazione si nota maggiormente in Europa, rispetto agli Stati Uniti. Anche sulla Borsa di New York qualcosa, in tal senso, si sta muovendo. Da inizio marzo, sempre per dare i numeri, il Dow Jones è cresciuto del 6%, mentre in Nasdaq Composite solo dell’1%. Ad incentivare le vendite sui titoli growth, ha contribuito anche il balzo dei tassi sui Tresuries, che sono volati lo scorso venerdì fino all’1,642%. Proprio per questo sale l’attesa per l’intervento di oggi della Fed che gli investitori sperano possa rassicurare il mercato. I titoli value stanno facendo meglio dei titoli growth. La tendenza è più netta sui listini del Vecchio Continente, con i titoli bancari in evidenza da diverse sedute e con Volkswagen che ieri ha brillato a Francoforte, dopo i conti del quarto trimestre e i piani sull’elettrico.

LA SOGLIA DEI 25.000 PUNTI A PIAZZA AFFARI

Difficile da superare. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari, viaggia attorno ai 24.300 punti, non troppo lontano dai 25mila che rappresentano un traguardo quasi simbolico perché molto difficile da superare, almeno negli ultimi 12 anni. Da inizio 2021, il listino milanese ha guadagnato il 9%, mettendo comunque in evidenza uno slancio al rialzo, e facendolo riavvicinare alla soglia fatidica dei 25mila punti. L’indice è composto soprattutto di bancari, industriali e titoli energetici, più legati all’andamento dell’economia e, praticamente, privo di tecnologici.

TEMA TATTICO O STRETEGICO?

Per chi ha fissato un orizzonte medio lungo, la selezione di titoli dovrebbe preferire un approccio strategico, mentre chi mira ad un rendimento in un intervallo di tempo più breve, opterà per un approccio tattico. I titoli ciclici si prestano alla parte tattica del portafoglio; quelli tecnologici, invece, rappresentano una scelta premiante in chiave strategica, allargando l’orizzonte temporale. Come abbiamo già raccontato su Financialounge.com, il rallentamento del Nasdaq delle ultime settimane potrebbe rappresentare un’interessante opportunità a sconto per entrare. Le valutazioni restano alte ma, sempre in chiave strategica, per fare un confronto è utile guardare qualche grafico. Quello qui sotto mostra la mostruosa accelerazione degli utili delle aziende tech Usa dal 2010 in avanti rispetto al resto del mondo.

LE AZIONI PER CAVALCARE LA RIPRESA

In attesa della Fed, con la riunione in programma oggi, i mercati continuano a recuperare, con la rotazione verso i titoli che beneficeranno dell’imminente ripresa economica negli Stati Uniti. Bisognerà aspettare un po’ di più per vederla in Europa. Gli analisti di Bank of America, oltre ad affermare che per la prima volta dal febbraio 2020 i manager non considerano più il Covid-19 un “tail risk” capace di provocare perdite fuori misura, hanno citato 17 titoli che potrebbero essere utili per cavalcare l’onda della ripresa. L’inflazione potrebbe crescere, ma in questo caso sarebbe un indicatore proprio della ripresa economica. Tra i titoli segnalati, ci sono tra gli altri Alcoa, multinazionale della lavorazione dell’alluminio e Axalta Coating Systems, specializzata nelle vernici e favorita dalla ripresa del mercato dell’auto.

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