Troppo influenti?

Tenere sotto controllo i Big Tech sarà sempre più difficile

Citando le cause contro Google e Facebook, Mark Casey, gestore di portafoglio di Capital Group, spiega perché i governi faranno sempre più fatica a controllare le realtà tecnologiche

di Redazione 11 Marzo 2021 - 19:00
La pandemia ha accelerato la crescita di molte realtà tecnologiche, aumentandone il potere e l’influenza. Delle dieci aziende statunitensi più importanti per capitalizzazione di mercato, cinque sono tecnologiche o digitali e il loro valore totale supera i settemila miliardi di dollari, un dato cresciuto del 54% solo nel 2020. Dato il ruolo che hanno avuto nelle ultime due elezioni presidenziali, i governi da anni stanno cercando di tenere i Big Tech sotto controllo. In questo senso, nel 2021 le realtà tecnologiche subiranno ancora più pressioni e controllo.

LE CAUSE CONTRO GOOGLE E FACEBOOK

È quanto sostiene Mark Casey, gestore di portafoglio di Capital Group, che sottolinea come, a livello normativo, sia sempre più difficile tenere sotto controllo i giganti del web. A ottobre il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una causa antitrust contro Google, accusandola di ostacolare la concorrenza. A dicembre la Federal Trade Commission aveva citato in giudizio Facebook per motivi simili: pare infatti che il social network abbia adottato pratiche anticoncorrenziali durante le operazioni di acquisizione di Instagram e WhatsApp.

IL CASO GAMESTOP

Casey cita anche il caso di Gamestop, che ha visto lo scorso gennaio un gruppo di investitori retail organizzarsi su chat online per spingere al rialzo i prezzi delle azioni del rivenditore di videogiochi. Quando le società di brokeraggio e le app di trading hanno imposto dei limiti alle negoziazioni, alcuni di questi piccoli investitori hanno subito drastiche perdite e sia i Democratici, sia i Repubblicani hanno richiesto una serie di udienze al Congresso, che dovrebbero iniziare a metà marzo.

UNA STRADA IN SALITA

Per il gestore di portafoglio di Capital Group le cause antitrust intentate contro Google e Facebook non sono così gravi. Per vincerle, il governo statunitense dovrà affrontare una lunga strada in salita, come dimostrano le pressioni di alcuni membri del Congresso per modificare le leggi anticoncorrenziali. Inoltre, la maggior parte dei prodotti forniti dalle due società sono gratuiti, il che indebolisce le classiche argomentazioni antitrust. Google e Facebook, ricorda Casey, operano in mercati enormi e hanno uno storico pluriennale di aumento del fatturato: senza rischi normativi, scambierebbero a cifre molto più alte di quelle attuali.

GLI SPIN-OFF

Nell’improbabile eventualità che i Big Tech finiscano per crollare sotto il controllo normativo, per Casey non è assurdo pensare che alcune delle realtà individuali interne ai gruppi possano finire a valere più da sole che insieme alle altre. Il gestore di portafoglio di Capital Group fa l’esempio di WhatsApp, che, acquisita da Facebook nel 2014, come azienda indipendente potrebbe avere una valutazione più elevata, considerata la sua base utenti di oltre due miliardi di persone in 180 paesi e l’opportunità di monetizzare il servizio in futuro.

OPPORTUNITÀ INTERESSANTI

Casey ritiene che il fatto che aziende come WhatsApp, Instagram e Facebook appartengano a uno stesso gruppo ne oscuri il valore individuale. Sulla scia di precedenti cause antitrust, per esempio quelle per la dissoluzione di AT&T o Standard Oil, per il gestore di portafoglio di Capital Group queste circostanze offrono agli azionisti di lungo termine opportunità piuttosto interessanti.
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