Continua la ripresa del prezzo del petrolio

La corsa dell'oro nero
di Gaia Terzulli 5 Marzo 2021 - 15:09

Il Wti sale a 65 dollari al barile, il miglior risultato da gennaio 2020. Il Brent supera i 68 dollari

Non si ferma l’impennata del petrolio. Dopo i rialzi di febbraio, il Wti è salito a 65 dollari al barile, registrando la quotazione più alta da gennaio dello scorso anno. Il Brent ha superato i 68 dollari.

LA DECISIONE DELL’OPEC+

A far salire gli indici è stata la decisione dell’Opec+, arrivata al termine del vertice di ieri, di lasciare invariati i tagli alla produzione di greggio anche ad aprile. Secondo l’organizzazione, che in questo modo si è allineata alla linea assunta dall’Arabia Saudita, la situazione d’incertezza del mercato persiste nonostante la campagna vaccinale e gli stimoli provenienti dai governi, impedendo, allo stato attuale, un aumento della produttività.

LA RIPRESA DELLA DOMANDA RESTA UN’INCOGNITA

“Bisogna agire con estrema cautela, perché oggi l’unica cosa certa è l’incertezza”, ha ammonito il ministro dell’energia dell’Arabia Saudita il principe Abdulaziz bin Salman, nel corso della riunione dei 23 paesi produttori Opec e non Opec. “La situazione del mercato del petrolio è migliorata, ma le prospettive di una ripresa della domanda rimangono incerte”, ha aggiunto.

L’ECCEZIONE DI RUSSIA E KASAKISTAN

I tagli alla produzione, quindi, continueranno anche ad aprile, del tenore di circa sette milioni di barili, a cui va aggiunto il milione extra saudita. A essere parzialmente esentate, si legge su AGI, saranno Russia e Kazakistan “che potranno aumentare la produzione rispettivamente di 130.000 e 20.000 barili al giorno, per motivi di consumo stagionale”.

Financialounge - Telegram