Tornano i dividendi, attenzione che siano sostenibili

Focus sui rendimenti
di Virgilio Chelli 3 Marzo 2021 - 18:00

Jonathan Crown, gestore azionario globale di Columbia Threadneedle Investments sottolinea che non tutti torneranno alle cedole ma soprattutto che l’investitore dovrà verificare che siano sostenibili nel tempo

Dopo un anno di dieta forzata, le prospettive dei dividendi per il 2021 sono positive, e molti settori più colpiti nel 2020, come l’auto, dovrebbero beneficiare di una netta risalita delle cedole. Ma alcuni, come intrattenimento e aerospazio, potrebbero continuare ad arrancare per tutto il 2021. In questo contesto è importante che l’investitore si concentri sulla sostenibilità dei dividendi e della redditività del capitale, analizzando con attenzione anche la composizione dei rendimenti visto che aziende e autorità di controllo sono intente a ponderare la flessibilità offerta dai riacquisti azionari e dai dividendi speciali.

UN ARRETRAMENTO DI QUASI L’8%

Lo sottolinea un commento a cura di Jonathan Crown, gestore azionario globale di Columbia Threadneedle Investments, ricordando che nel 2020 i dividendi sono arretrati di quasi l’8% mentre la pandemia ha affossato le attività economiche con i lockdown. Il lavoro remoto ha impresso intanto un’accelerazione alle tendenze tecnologiche già in atto, penalizzando i flussi di cassa dei settori più esposti al ciclo congiunturale e ad alta intensità di capitale circolante, come l’energetico, l’aerospaziale e l’intrattenimento, mettendo in discussione i dividendi che in questi settori hanno registrato flessioni fino al 30%.

PROSPETTIVE DIVENTATE POSITIVE

Anche in altri settori meno colpiti è stato sospeso il pagamento dei dividendi mentre le autorità in molti paesi hanno vietato a banche e assicurazioni di distribuirli causando una diminuzione di quasi il 20%. Ora le prospettive sono diventate con attese di un aumento del 10%. I settori più colpiti nel 2020 stanno registrando una buona ripresa, ma anche il settore dei materiali dovrebbe archiviare una forte crescita dei dividendi di oltre il 15% grazie ai rincari delle materie prime. Banche e assicurazioni dovrebbero ripristinare i dividendi solo verso fine anno, anche se a un ritmo inferiore a quello auspicato dagli investitori poiché le autorità potrebbero volere aspettare fine emergenza.

MA DIVERSI SONO RIMASTI INDIETRO

Tra le società che avevano deciso di non pagare dividendi nel 2020 molte hanno ripreso a pagarli e secondo l’esperto di Columbia Threadneedle Investments la tendenza continuerà. Ma le aziende che non hanno potuto pagarli nel 2020 causa il peggioramento dei flussi di cassa e quelle attive in settori ancora in sofferenza, come intrattenimento e aerospaziale, non li pagheranno nemmeno nel 2021. Quelle invece che hanno tagliato ma sono in fase di ripresa, come energia e auto, dovrebbero assistere a una prima ripresa dei dividendi o almeno ad un miglioramento dei flussi di cassa.

DUE LEZIONI PER IL FUTURO

Columbia Threadneedle Investments trae due lezioni importanti della pandemia sul tema dividendi. La prima è che la sostenibilità dei rendimenti è cruciale, ancor di più in tempi di crisi. Le società che operano in settori interessati da sfide strutturali o ciclici, con bilanci fortemente indebitati, sono le più esposte, e questo rafforza la preferenza per società che offrono redditi e crescita sostenibili. La seconda è che la pandemia potrebbe modificare la composizione dei rendimenti del capitale nei prossimi anni. Molti hanno colto l’occasione per ricalibrare i dividendi e in generale la remunerazione del capitale, e questo potrebbe essere un lascito duraturo della pandemia.

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