È “sboom” dei titoli tecnologici?

La giornata sui mercati
di Fabrizio Arnhold 24 Febbraio 2021 - 9:19

Avvio all’insegna della cautela per i listini del Vecchio Continente, restano i timori sull’inflazione. Borse asiatiche in calo, rallentano le materie prime con il petrolio poco mosso

I mercati europei iniziano la giornata deboli, sulla scia dei ribassi in Asia, e dopo le dichiarazioni di ieri pomeriggio in audizione al Senato del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha rassicurato, almeno in parte, sui timori di inflazione. Milano in avvio di contrattazioni segna +0,04%, Francoforte +0,14%, Parigi -0,02%, Madrid +0,08% e Londra -0,68%. La Borsa di Tokyo chiude in deciso ribasso, con l’indice Nikkei a -1,61%, rallentato ancora dalle paure sull’inflazione Usa.

“INFLAZIONE DEBOLE”

Powell ha affermato che l’inflazione è “debole”, facendo allontanare quindi l’ipotesi di un cambiamento di politica monetaria, ossia di un aumento dei tassi, da parte della Fed. Per il presidente della Banca centrale americana, le pressioni sui prezzi rimangono per lo più attenuate e le prospettive economiche sono ancora “altamente incerte”. L’economia resta “ancora lontana dai nostri obiettivi in materia di occupazione e inflazione, ed è probabile che ci vorrà del tempo per ottenere progressi sostanziali”, ha detto il numero uno della Fed. Il Dow Jones ieri ha chiuso a +0,05%, lo S&P 500 a +0,13%, mentre ancora in rosso il Nasdaq (-0,5%).

“SBOOM” DEI TITOLI TECH?

Il Nasdaq Composite, dopo aver perso in avvio quasi il 4%, ha poi limitato di 67,85 punti il calo in chiusura. Non si ferma, quindi, il rallentamento dell’intero comparto tech, dopo diverse sedute in perdita. L’attenzione degli investitori resterà focalizzata sulla possibile rotazione. Resta da capire se nel post Covid questa tendenza aumenterà, spostando gli acquisti dai titoli growth a quelli value e, in generale, su quelli più fortemente penalizzati nei mesi della pandemia.

IN ASIA IL MAGGIOR CALO DA UN MESE

Le Borse asiatiche hanno registrato la flessione più consistente da un mese. Hong Kong, in particolar modo, ha perso circa il 3%, accusando l’intenzione di rivedere al rialzo l’imposta di bollo sull’acquisto di azioni per la prima volta dal 1993. Pesano anche i timori che la ripresa economica, dopo la crisi pandemica, sia accompagnata da un aumento dell’inflazione che potrebbe quindi spingere le banche centrali a limitare le politiche accomodanti.

RALLENTANO LE MATERIE PRIME

Dopo la fiammata dei giorni scorsi, le materie prime registrano un calo. Il rame, dopo il recente rally che ha fatto toccare i massimi da oltre nove anni, sta ritracciando in seguito al +9,2% messo a segno negli ultimi quattro giorni. Poco mosso il petrolio, con il Wti scadenza aprile che viene scambiato a 61,25 dollari al barile (-0,68%), mentre il Brent resta a 65,36 dollari al barile. Lo spread in apertura di scambi si attesta a 96 punti base.

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