Lotteria degli scontrini, un negozio su tre non è pronto

Partenza a rilento
di Matia Venini 1 Febbraio 2021 - 15:09

L’iniziativa del Governo per incentivare i pagamenti digitali non comincia bene. Le attività hanno tempo fino a marzo per adeguarsi

Tutti pronti per la partenza della lotteria degli scontrini, prevista per lunedì 1 febbraio. Quasi tutti almeno, dato che molte attività sono chiuse o non si sono attrezzate. È l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, con quest’ultima che ha denunciato come un negozio su tre non sia ancora in grado di partecipare all’iniziativa studiata dal Governo per incentivare i pagamenti digitali.

PREMI PER CHI COMPRA E PER CHI VENDE

Sul nostro sito vi abbiamo spiegato come partecipare alla lotteria degli scontrini, che prevede premi sia per chi compra sia per chi vende. La prima estrazione, in programma l’11 marzo, distribuirà 100mila euro a dieci acquirenti e 20mila euro ad altrettanti esercenti a fronte delle ricevute trasmesse e registrate al Sistema lotteria dal 1 al 28 febbraio.

METÀ DEI REGISTRATORI NON SONO AGGIORNATI

Al 20 dicembre però, su 1,4 milioni di registratori telematici installati per la trasmissione dei corrispettivi, solo 700mila erano stati aggiornati per permettere ai consumatori di partecipare alla lotteria. “L’operazione non tiene conto dei costi che dovranno sostenere gli esercenti in un momento particolarmente difficile”, ha spiegato Enrico Postacchini, l’incaricato “Commercio e città” di Confcommercio. “Si tratta di un’iniziativa commerciale che parte in un momento di domanda asfittica, che chiede a imprese che sono state chiuse e che stanno per riaprire di affrontare un investimento con una carenza strutturale tecnica di strumenti”.

“NECESSARIA UNA NUOVA PROROGA”

Confesercenti invece ha sottolineato come ci siano troppe incertezze in merito al regolare svolgimento della lotteria. “Stimiamo che un terzo della rete distributiva non sia pronta, a causa delle restrizioni e della situazione di difficoltà oggettiva del commercio”, ha commentato l’associazione. “Molte attività hanno dovuto rimandare l’adeguamento, il cui termine è già stato prorogato a marzo. Si rischia di dare un’ulteriore spinta al declino dei piccoli negozi, creando un nuovo squilibrio concorrenziale: ad essere pronti a partecipare, adesso, sono soprattutto le catene e la grande distribuzione. Sarebbe opportuno, a questo punto, procedere a una nuova proroga”.

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