Moody’s: rating Italia a rischio con un governo debole e maggioranza più fragile

Spread in risalita
di Fabrizio Arnhold 22 Gennaio 2021 - 17:08

In un report l’agenzia di rating sottolinea come sia più difficile gestire le sfide post-pandemia con una maggioranza più fragile. Cruciali i finanziamenti del Recovery Fund per migliorare la crescita

La crisi politica italiana preoccupa Moody’s. “Una maggioranza più fragile intensifica le sfide post-pandemiche”, spiega in un report l’agenzia di rating. Il premier Conte ha ottenuto la fiducia alla Camera e in Senato, ma a Palazzo Madama i numeri restano risicati, “sebbene questo potrebbe cambiare se dovesse riuscire a ottenere il supporto di qualche parlamentare moderato-proeuropeo”, scrivono gli esperti di Moody’s.

ELEZIONI ANTICIPATE IMPROBABILI

Lo scenario delle elezioni anticipate, auspicato del centrodestra, per Moody’s resta improbabile, ma “questo governo indebolito deve far fronte a imponenti sfide sia nel gestire l’attuale fase della pandemia che nell’assicurare un utilizzo efficace e tempestivo dei finanziamenti del Recovery Fund, che sono cruciali per migliorare il potenziale di crescita dell’Italia”. La finestra per tornare alle urne, infine, è molto stretta, considerato l’appuntamento per eleggere il presidente della Repubblica nel 2022.

LE SFIDE DA AFFRONTARE

“Il governo dovrà far fronte a ulteriori sfide per l’allocazione dei fondi pandemici europei, questioni che sono state il catalizzatore del più recente periodo di instabilità politica”, continuano gli esperti dell’agenzia. L’Italia dovrà ricevere oltre 200 miliardi nell’ambito del Recovery, entro il 2026, la dote maggiore che spetta ai Paesi dell’Unione. “Queste somme sono significative, pari a oltre 5 anni di investimenti pubblici – continua il rapporto – e dovrebbero aumentare la crescita economica del paese se spese in maniera produttiva”.

GESTIONE FONDI UE

Le questioni di governance sono “di fondamentale importanza perché il tasso di assorbimento dei fondi strutturali della Ue da parte dell’Italia è stato debole”, prosegue il rapporto. Nel periodo 2014-2020, il tasso di assorbimento è stato solo del 39%, tra i più bassi della Ue. Il Recovery Fund rimarrà il principale tema politico del governo fino alla scadenza del suo mandato nel maggio 2023.

PROFILO DI CREDITO AL RIBASSO?

Per Moody’s, una eventuale incapacità dell’Italia di sfruttare il Recovery per aumentare il potenziale di crescita a lungo termine dell’economia, “eserciterebbe una pressione al ribasso sul suo profilo di credito”.

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