Nell’anno della pandemia l’unica economia in crescita è stata quella della Cina

Pil da record
di Matia Venini 18 Gennaio 2021 - 13:10

L’Ufficio nazionale di statistica di Pechino riferisce un incremento del 2,3% nel 2020, un risultato insperato anche nelle più rosee previsioni. Fondamentali il contenimento del virus e l’e-commerce

Dal baratro al successo in meno di 365 giorni. Nel 2020 segnato dallo scoppio della pandemia di Covid-19, l’unica grande economia mondiale a crescere è stata quella della Cina. Gli ultimi dati dell’Ufficio nazionale di statistica di Pechino infatti riferiscono un incremento del 2,3% nell’ultimo anno e del 6,5% nell’ultimo trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2019. Cifre che superano anche le più ottimistiche stime degli analisti, che avevano previsto un incremento annuale del 2,1% e del 6,1% nel periodo ottobre-dicembre.

DAL CROLLO ALLA RIPRESA

Una crescita ancora più sensazionale se si pensa che è avvenuta nel Paese dove è scoppiata la pandemia. Dopo un crollo del 6,8% registrato nel primo trimestre del 2020, dovuto al lockdown nazionale, grazie a un’efficace politica di contenimento del virus l’economia cinese è riuscita a rimettersi in moto prima delle altre, accrescendo ulteriormente il proprio peso nel contesto globale. Un’analisi del Centre for Economics and Business Research ha calcolato che, dopo i risultati dell’ultimo anno, Pechino diventerà la più grande economia del mondo nel 2028 , cinque anni prima di quanto precedentemente stimato.

I FATTORI DELLA CRESCITA

La scorsa primavera Pechino ha lanciato una politica di pesanti stimoli fiscali, permettendo ai governi locali di indebitarsi per investire nelle infrastrutture. Ciò è andato a favore dell’industria, che nell’ultimo trimestre del 2020 ha registrato una crescita del 7,1%: l’anno della pandemia si è chiuso con un record nella produzione dell’acciaio, che per la prima volta nella storia ha superato il miliardo di tonnellate. L’altro grande motore dell’economia è stato l’e-commerce, grazie soprattutto alla fortissima domanda globale di materiale sanitario, elettronico e di altri beni di consumo. Al confronto è risalito con più lentezza il mercato interno, che da ottobre a dicembre ha registrato una crescita del 4,6% e che per la prima volta dal 1968 è negativo per l’intero anno.

PIL DA RECORD

Lo sviluppo dell’economia ha portato il prodotto interno della Cina a superare quota centomila miliardi di yuan, assestandosi sui 101.598,6 miliardi, pari a 15.661,12 miliardi di dollari. Il tasso di crescita registrato nel 2020 rimane comunque il più basso dal 1976, quando al termine della Rivoluzione Culturale di Mao l’economia di Pechino si contrasse dell’1,6%. Negli ultimi anni, infatti, il Pil cinese è cresciuto a un ritmo sostenuto, sempre superiore al 6% annuo secondo i dati della Banca Mondiale, con un picco del 14,7% nel 2007. Visto fuori dal contesto pandemico, un +2,3% può sembrare poco per il gigante asiatico, ma se paragonato ai dati delle altre economie globali (-7,8% per l’Eurozona secondo le stime della Commissione europea, -3,6% per gli Stati Uniti in base alla valutazione della Banca Mondiale) la crescita di Pechino nel 2020 assume una rilevanza ancora maggiore.

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