Fisco

Nel Recovery Plan taglio dell'Irpef per chi guadagna tra 40 e 60mila euro

Nell’ultima bozza del Recovery Plan, c’è una “revisione generale della tassazione fiscale dei ceti medi” per lavoratori dipendenti e autonomi. Il Ddl delega con attuazione entro fine legislatura

di Fabrizio Arnhold 7 Dicembre 2020 15:50
financialounge -  recovery fund Recovery plan Rivoluzione verde sanità Ue
financialounge -  recovery fund Recovery plan Rivoluzione verde sanità Ue

Il governo è al lavoro sul Piano nazionale di ripresa, da finanziare con i soldi del Recovery Fund. La bozza di 125 pagine, visionata dall’Ansa, è divisa in quattro parti e traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti: al centro c’è “una transizione green, smart and healty”. Sarebbero 196 i miliardi che il governo metterà per le sei macro-aree del Recovery Plan. Tra i punti più importanti, c’è una riduzione della pressione fiscale per i ceti medi.

REVISIONE DELLA TASSAZIONE


Nell’ultima bozza del Recovery Plan, c’è anche una “revisione generale della tassazione fiscale dei ceti medi”. In particolare, nel Piano nazionale si legge: “Finora siamo infatti intervenuti sui lavoratori con reddito fino a 40mila euro, ora dobbiamo intervenire a favore dei lavoratori (sia dipendenti sia autonomi) con un reddito medio, ovvero orientativamente incluso tra 40 e 60 mila euro, perché si tratta della fascia che oggi sconta livelli di prelievo eccessivi rispetto ai redditi ottenuti”. È previsto un Ddl delega con attuazione entro la fine della legislatura.

74,3 MILIARDI PER LA RIVOLUZIONE GREEN


Secondo quanto contenuto nella bozza, alla digitalizzazione e innovazione saranno destinati 48,7 miliardi, all’area “rivoluzione verde e transizione ecologica” andranno 74,3 miliardi, al settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi. All’Istruzione e ricerca dovrebbero essere destinati 19,2 miliardi, alla Parità di genere altri 17,1 miliardi, sempre secondo la bozza. Il testo definisce gli obiettivi da raggiungere, individuando delle macro-aree che sono quelle della giustizia, digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, parità di genere, coesione sociale e territoriale, e salute.

9 MILIARDI PER LA SANITÀ


Tra le sfide più importanti, c’è anche quella del potenziamento delle formazione del personale sanitario. Sono 9 i miliardi destinati alla sanità, secondo la bozza di Recovery Plan all’esame del Consiglio dei ministri, 4,8 miliardi destinati all’assistenza di prossimità e alla telemedicina, i restanti 4,2 miliardi a innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria. "Le dinamiche e i trend di settore - spiega il piano - individuano nell'invecchiamento della popolazione e nel conseguente aumento della cronicità, la sfida più importante da affrontare".
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