L’innovazione sanitaria accelera con l’arrivo della tecnologia disruptive

Investire in azioni
di Leo Campagna 19 Ottobre 2020 - 10:29

E-commerce, intelligenza artificiale, automazione, cloud stanno rivoluzionando la società e il lavoro ma il settore sanitario si dimostra resiliente. Opportunità selettive nei mercati emergenti

IL BOOM DELL’E-COMMERCE

Un rapporto di Thematics Asset Management, società del gruppo Natixis IM, si pone la domanda se il contante non sia ormai una specie in via di estinzione alla luce del cambio delle abitudini dei consumatori. La società di consulenza IDC prevede che il mercato dell’e-commerce raggiungerà un valore complessivo di 12.800 miliardi di dollari nel 2023, con un tasso di crescita annuale composto del 7,6%. Il lockdown, viene sottolineato nell’articolo Il contante è una specie in via di estinzione?, ha fatto avvicinare molte famiglie a questa forma di consumo e, molto spesso, provare l’e-commerce significa iniziare a usarlo regolarmente. Nei paesi sviluppati accanto agli acquisti da computer, la forma di e-commerce di più vecchia data e matura, avanzano quelli effettuata da dispositivi mobili, negli Stati Uniti si prevede che entro il 2021 più della metà delle operazioni on-line utilizzerà questi dispositivi; nei paesi in via di sviluppo, che presentano infrastrutture di telecomunicazione più recenti e un tasso di penetrazione dei dispositivi mobili superiore a quello dei PC, già prevale invece il mobile commerce (m-commerce).

TENDENZE DI LUNGO TERMINE

Oltre all’e-commerce, Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, segnala anche altre aree ritenute particolarmente interessanti. Nell’articolo Sette opportunità di investimento tematico in tempo di pandemia secondo Invesco illustra in modo dettagliato le potenzialità che già oggi fanno intravedere enormi potenzialità, e che delineano ancora di più a lungo termine temi quali lo ‘stare a casa’, l’automazione, la deglobalizzazione e l’attenzione agli aspetti ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG). La strategist di Invesco sottolinea come la pandemia da Covid-19 abbia modificato profondamente l’economia globale e il mondo stesso. Già prima della crisi gli investitori avevano già iniziato a perseguire approcci tematici per sfruttare al meglio le tendenze globali, ma negli ultimi mesi sono emersi numerosi temi d’investimento, con un’accelerazione di quelli esistenti.

LE NUOVE TECNOLOGIE MEDICHE

Tra le accelerazioni dei trend più evidenti spiccano quelle in ambito sanitario: telemedicina, diagnostica domestica e fornitura di farmaci consentiranno di curare quasi tutto da casa nei prossimi anni. “Non c’è mai stato un momento più entusiasmante nel campo dell’assistenza sanitaria. L’ultima volta che ci siamo andati vicino è stata circa 20 anni fa, quando è stato sequenziato per la prima volta il genoma umano” dice nell’articolo Capital Group: “Il Covid è una grande occasione per l’innovazione sanitaria” Cheryl Frank, gestore di portafoglio azionario di Capital Group. “La pandemia e la corsa allo sviluppo di un vaccino per il Covid-19 evidenziano l’importante ruolo dei farmaci nelle nostre vite, ma l’ondata di innovazione che sta attraversando il settore sanitario va ben oltre le industrie farmaceutiche e biotecnologiche”. Se è vero che ora tutti gli sforzi sono concentrati sulla ricerca di un vaccino e su nuovi metodi per contrastare il coronavirus è altrettanto vero che questa può essere un’importante opportunità per le aziende del settore sanitario per innovarsi e, in parallelo, per gli investitori di lungo termine.

LA RESILIENZA DEL SETTORE SANITARIO

Il settore sanitario non è rimasto completamente immune alla pandemia, ma si è dimostrato sicuramente più resistente di altri, come per esempio turismo, viaggi e ristorazione. “Le stime di consenso relative agli utili 2020 delle aziende sanitarie in cui investiamo sono in ribasso del 2-6% per i nostri portafogli globali rispetto a marzo, contro il -4% dell’indice MSCI World Health Care e il -27% dell’indice MSCI World – si legge nell’analisi degli esperti di Morgan Stanley Investment Management illustrata nell’articolo Morgan Stanley IM: “Il settore sanitario più resiliente nella pandemia” malgrado l’esposizione minima a segmenti decisamente difensivi ma di minore qualità della farmaceutica e del biotech”. Considerata la natura essenziale dei prodotti, il team è certo del fatto che le aree più colpite si riprenderanno in tempi relativamente brevi. “I mutamenti che investono l’economia mondiale, la spesa al consumo, la concorrenza, i fattori demografici, le preferenze dei consumatori, le norme varate dai governi e le condizioni economiche possono influire negativamente sulle società che operano su scala globale e produrre sulla strategia un impatto negativo maggiore rispetto a quello che si sarebbe avuto se il patrimonio fosse stato investito in un più ampio ventaglio di società”, concludono gli esperti di Morgan Stanley Investment Management. Per limitare le volatilità e ridurre i rischi, quindi, diversificare resta sempre una buona soluzione di investimento.

GLI EFFETTI POSITIVI DELLA DISTRUZIONE CREATIVA

Per Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, gli investitori di lungo termine devono concentrarsi sull’innovazione che emerge dalla distruzione causata dalla pandemia. La strategist di Invesco non vuole certo minimizzare i devastanti effetti economici causati dalla pandemia, con un lungo elenco di imprese fallite e l’impennata della disoccupazione. I governi hanno il dovere di occuparsene per cercare di limitarne i contraccolpi sociali. Ma al contempo Hooper ritiene che ci siano le condizioni affinché possano svilupparsi economie più produttive e ricche, permettendo ai cittadini di beneficiare di prodotti nuovi e di qualità, settimane lavorative più brevi, posti di lavoro più confortevoli e standard di vita più elevati. Come la strategist di Invesco illustra nell’articolo La distruzione creativa rilancia lo spirito imprenditoriale, due importanti risvolti positivi si possono già oggi delineare: ESG e spirito imprenditoriale.

UN PUNTO A FAVORE DEGLI EMERGENTI

Intanto si avvicinano le elezioni presidenziali USA del 3 novembre. A questo proposito, nell’articolo Natixis IM: il mercato si sta adattando alla prospettiva di una presidenza Biden”, Esty Dwek, Head of Global Macro Strategy di Natixis IM Solutions, ricorda che in passato i sondaggi hanno sbagliato, ma ritiene che alla fine da qui al voto i mercati si muoveranno al rialzo per tre fattori: la larga convinzione che Biden vinca, lo stimolo fiscale comunque in arrivo e il supporto della Fed che comunque non mancherà. Meno incertezza e meno volatilità giocano indubbiamente a favore dei Mercati Emergenti, che ne dovrebbero beneficiare soprattutto nell’area degli asset a rischio. Inoltre alcuni emergenti come l’America Latina e il Messico in particolare sono particolarmente legati alle prospettive di crescita americana.

MOMENTUM POSITIVO PER GLI EMERGENTI

Negli ultimi tempi si è potuto notare un ritorno di appetito per determinate obbligazioni e azioni, e anche valute, dei mercati emergenti, propiziato dal vigore della Cina. Una tendenza che, secondo gli esperti di Amundi, ha determinato un rafforzamento dello yuan e una sovraperformance delle azioni europee che hanno una forte esposizione alla Cina. Come argomentato nell’articolo Amundi: tre divergenze che creano opportunità da tenere d’occhio, per Amundi il trend legato alla crescita della Cina è destinato a durare, con la debolezza relativa del dollaro che sostiene anche altre valute dei emergenti, rendendo più attraente l’esposizione alle obbligazioni in valuta locale interessate da un processo parziale di re-rating.

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