Goldman Sachs: “Aziende Usa, nessuna ondata di chiusure causa virus”

Post Covid
di Virgilio Chelli 19 Agosto 2020 - 8:00

Goldman Sachs sottolinea che soprattutto le Pmi hanno reagito finora in maniera sorprendentemente resiliente. Molte le chiusure ma quasi tutte percepite come temporanee

Il fattore critico per una ripartenza dell’economia USA dopo il danno inferto dalla pandemia è costituito da quante imprese e quanto rapidamente tornano alla normale operatività. Goldman Sachs Economic Research ha messo sotto la lente le chiusure di attività motivate in USA dalla pandemia utilizzando sia i big data che gli indicatori tradizionali per giungere alla conclusione che le piccole e medie imprese americane si sono mostrate sorprendentemente resilienti finora, grazie anche al supporto del Paycheck Protection Program e da altre misure di sostegno messe in campo dal governo federale.

CHIUSURE COMUNQUE TEMPORANEE

In un’analisi firmata da Joseph Briggs, Goldman Sachs sottolinea che ben il 25% delle imprese di minori dimensioni hanno interrotto l’attività ad aprile, ma a luglio quelle rimaste chiuse erano solo il 6%, il che rappresenta circa 2,7 milioni di posti di lavoro o il 18% di tutta la perdita di occupazione registrata da febbraio in poi. Secondo l’analisi di Goldman Sachs, i piccoli imprenditori sembrano considerare la gran parte di queste chiusure come comunque temporanee, mentre il numero totale delle Pmi attive, comprese quelle che hanno temporaneamente chiuso i battenti, è addirittura aumentato leggermente durante la pandemia.

IN GRADO DI RESISTERE ALMENO 6 MESI

Il ritmo mensile delle chiusure permanenti registrato sulla piattaforma Yelp ha rallentato leggermente a giugno, con la gran parte delle Pmi, compresa la metà di quelle ancora chiuse a luglio, che dichiarano di essere in grado di evitare una chiusura permanente per almeno altri sei mesi. Nelle imprese di maggiori dimensioni invece i fallimenti sono aumentati con un impatto negativo sull’occupazione di 100.000 posti persi al mese rispetto al periodo pre-virus.

I FALLIMENTI ERANO IN ARRIVO GIÀ PRIMA DEL VIRUS

In ogni caso, osserva Goldman Sachs, gran parte delle imprese che hanno fatto richiesta di fallimento erano già sulla strada del default prima della pandemia. Finora, insomma, gli USA sembrano essere riusciti a evitare la temuta ondata di chiusure permanenti di imprese dovute al Covid-19, e in ogni caso, anche se le chiusure potrebbero aumentare in vista della scadenza delle misure di supporto mentre l’economia è ancora debole, l’impatto sulle chiusure di attività sembra in linea con quello delle passate recessioni.

ECONOMIA SULLA STRADA DELLA RIPRESA

La conclusione dell’analisi di Goldman Sachs è che almeno finora gli USA sembrano aver evitato un’impennata di chiusure permanenti di attività imprenditoriali dovute al Covid-19 che in molti avevano temuto all’esplosione della pandemia, probabilmente grazie al PPP e ad altre misure di sostegno che hanno aiutato molte imprese a sopravvivere alla brusca frenata del secondo trimestre. Anche se ci saranno ancora chiusure, la previsione di base di Goldman Sachs resta quella di un’economia che prosegue sulla strada della ripresa, con un impatto delle chiusure non diverso da quello delle ultime recessioni.