L'allarme

I saldi non bastano: stimata una perdita di 1,4 miliardi di euro per il commercio

Settore abbigliamento in grave crisi nonostante l’inizio dei saldi, secondo Federmoda il giro d’affari sarà in calo del 33% rispetto al 2020

di Antonio Cardarelli 10 Agosto 2020 11:06
financialounge -  commercio coronavirus saldi
financialounge -  commercio coronavirus saldi

Misure urgenti per sostenere il settore abbigliamento. La richiesta arriva da Federmoda, che vede un giro d’affari in netto calo, anche durante i saldi, a causa del coronavirus. Secondo le stime di Federmoda, elaborate dall’Ansa, il giro d’affari durante i saldi sarà in calo di 1,4 miliardi di euro.

MENO 33%


Si tratterebbe, se la stima venisse confermata, di un crollo di circa il 33% se confrontato con i 3,5 miliardi di euro di incassi registrati durante i saldi 2019. La Federazione Moda Italia di Confcommercio, inoltre, ha effettuato un sondaggio tra i propri iscritti per fare il punto nella prima settimana di saldi. La metà % dei commercianti ha segnalato un calo del fatturato inferiore al 30% mentre l’altra metà ha registrato un calo degli incassi superiore al 30%.

BUDGET RIDOTTO


D’altra parte, nelle scorse settimane una ricerca Eurostat inseriva il commercio tra i settori più colpiti dalla crisi pandemica nel primo trimestre 2020 insieme a trasporti e arte. Secondo un sondaggio Confesercenti-SWG, inoltre, rispetto allo scorso anno il budget a disposizione degli italiani per fare compere nel periodo dei saldi sarà inferiore. Parliamo di un 20% in meno, con una spesa prevista di 116 euro a testa contro i 146 euro del 2019. Un quarto degli intervistati nello stesso sondaggio ha detto di voler fare acquisti online anche durante i saldi.

CHIESTE MISURE URGENTI


Di fronte a numeri così pesanti per il giro d’affari complessivo, Federmoda aveva lancia un appello al governo per l’inserimento, nel decreto agosto, di un bonus abbigliamento oltre a un credito di imposta per la svalutazione dei magazzini, visto che le merci stanno accumulandosi per molti in modo consistente. Una misura che aiuterebbe uno dei settori più in difficoltà tra quelli delle vendite al dettaglio, come certifica anche l’Istat con un calo del 12% nel secondo trimestre 2020 per l’abbigliamento.
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