Ripresa economica, solo il 23% delle aziende italiane crede che arriverà entro un anno

Quadro complicato
di Antonio Cardarelli 30 Luglio 2020 - 15:49

Ottimismo in calo del 10% nei primi sei mesi dell’anno in Italia secondo la ricerca condotta da Grant Thornton

I postumi del Covid-19 si fanno sentire anche sul morale delle aziende italiane, oltre che sui conti. Secondo una ricerca condotta da Grant Thornton, società internazionale di consulenza, solo il 23% delle aziende italiane è ottimista sulla ripresa economica entro i prossimi 12 mesi. Il calo dell’ottimismo delle aziende italiane è del 10% e, sulla scia del calo registrato su scala mondiale (-16%) mentre solo il 29% delle imprese a livello globale vede una ripresa entro 12 mesi.

DIMINUZIONE DELLE ENTRATE

A pesare sulle valutazioni raccolte da Grant Thornton è un clima di pessimismo su fattori economici come fatturato, redditività e occupazione, che preannunciano un anno potenzialmente difficile per l’andamento del business. Per quanto riguarda la situazione italiana, solo il 24% delle aziende si aspetta un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi, dato in netta caduta rispetto al 42% registrato nel 2° semestre 2019. Al contrario, il 40% si aspetta una diminuzione.

INVESTIMENTI IN CALO

Tra i fattori più limitanti per la crescita vi è anche la carenza di ordini, dichiarata come vincolo dal 57% delle aziende italiane, che supera di poco il dato globale al 55%. In Italia diminuisce (-18%) il numero delle imprese che pianifica di investire nella qualità dei prodotti e servizi, con solo il 29% delle imprese che prevede di aumentare le spese in R&S nei prossimi 12 mesi. Dati negativi anche sulla crescita dell’export, sul quale la percentuale delle imprese ottimistiche è più che dimezzata passando dal 38% del 2019 al 16% di quest’anno.

MENO ASSUNZIONI

Brutte notizie anche per quanto riguarda l’occupazione, scende infatti il numero delle aziende italiane che prevede di assumere nuovo personale nel prossimo anno (dal 36% al 21%), con un calo pressoché identico all’Unione Europea (dal 36% al 20%).