Pil americano a -32%

I danni del coronavirus
di Fabrizio Arnhold 30 Luglio 2020 - 11:56

Il Pil Usa nel secondo trimestre cala del 32,9%, leggermente meglio delle attese. Crolla anche il Pil tedesco (-10,1%). Borse in rosso

Mai così male. Crolla il Pil in Germania: -10,1% nel secondo trimestre, su base congiunturale, e -11,7% tendenziale, un dato peggiore delle attese. Si tratta di un record negativo storico, il peggior calo dell’indicatore dall’inizio delle misurazioni trimestrali del Pil in Germania nel 1970, ha dichiarato Destatis, l’ufficio federale di statistica tedesco. “Nel secondo trimestre, sia le esportazioni che le importazioni di beni e servizi sono precipitate in maniera massiccia”, commenta l’istituto. È stato rivisto l’andamento del Pil nel primo trimestre a -2% congiunturale dal -2,2% precedente. Tonfo del Pil Usa che nel secondo trimestre crolla a -32,9%.

CROLLO SHOCK

Gli effetti del lockdown hanno paralizzato molti settori, dal commercio, ai consumi, con ripercussioni pesanti per l’economia tedesca. Ad aprile, nel pieno delle restrizioni per il coronavirus, la produzione manifatturiera ha registrato un calo storico del 17,9%; ribasso drastico anche per gli ordini industriali, diminuiti del 25,8% e le esportazioni sono crollate del 31,1%. Da maggio, con le revoca delle restrizioni, si sono cominciati a vedere segnali di ripresa.

AI LIVELLI PRE-COVID NEL 2022

Difficile fare previsioni accurate, molto dipenderà dall’evolversi della situazione sanitaria in autunno. Il governo tedesco prevede che la crescita tornerà su livelli significativi entro ottobre, con un rimbalzo del 5,2%. Per vedere livelli di produzione pre-Covid, però, bisognerà aspettare fino al 2022.

CROLLA ANCHE IL PIL USA

Leggermente meglio delle attese ma pur sempre un tonfo pesante. Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è crollato nel secondo trimestre del 32,9%, contro il dato previsto dagli analisti del 34,7%. Le spese per i consumi sono scese del 34,6%, mentre gli investimenti aziendali fissi sono diminuiti del 29,9%. Calo record anche per le scorte aziendali, in picchiata della cifra record di 234,6 miliardi. Facendo un confronto con il trimestre precedente, il Pil Usa è calato del 9,5%: si tratta del peggior declino su base trimestrale mai registrato da quanto si tiene traccia delle statistiche. Tuttavia, è bene ricordare che sul -32,9% influisce anche la modalità di calcolo utilizzata negli Usa. A differenza dell’Europa, infatti, gli americani calcolano la differenza rispetto all’anno precedente moltiplicando per quattro il dato del trimestre. Se calcolato con il metodo europeo, il calo del Pil Usa sarebbe stato dell’8,2%.

BORSE IN ROSSO

La Borsa di Francoforte guida i cali sui listini (-3,45%), risentendo dei dati sul Pil tedesco. L’intervento di ieri della Fed, che ha confermato tassi vicini alla zero a lungo, non è bastato per rassicurare i mercati, preoccupati per gli effetti della pandemia sull’economia e dagli utili delle società, con la stagione delle trimestrali che è entrata nel vivo. Il crollo del Pil Usa si fa sentire sui future di Wall Street, con il Dow Jones a -0,96%.