Mercati emergenti, le opportunità che il virus non ha cancellato

Paesi in crescita
di Virgilio Chelli 29 Giugno 2020 - 15:00

Legg Mason sottolinea che, dopo la pandemia, per chi è a caccia di rendimenti diventa ancora più importante guardare ai vantaggi di lungo periodo offerti dai Paesi emergenti

La parabola della pandemia con tutti i contraccolpi che ha generato – a partire dal blocco autoimposto delle economie globali da cui si sta gradualmente uscendo per riprendere il cammino di crescita – ha messo per mesi in primo piano le prospettive di breve periodo, come la curva dei contagi e l’andamento settimana per settimana dei principali indicatori macro, occupazione, consumi e produzione prima di tutti. Ma secondo Legg Mason, in questo momento guardare ai vantaggi di lungo periodo delle economie e dei mercati emergenti diventa ancora più importante, per chi è a caccia di rendimenti.

MEGALOPOLI EMERGENTI CONCENTRATE IN ASIA-PACIFICO

Un commento a cura di Andrew Mathewson, Portfolio Manager, Global Emerging Markets di Martin Currie, del Gruppo Legg Mason, segnala quali sono i 5 fattori positivi più interessanti. Il primo è l’ascesa delle megalopoli, un fenomeno imponente nei mercati emergenti, con città sempre più grandi mano mano che popolazione e lavoro si spostano dalle zone rurali verso i centri abitati. Ci sono già 20 “megalopoli” con oltre 10 milioni di abitanti e si prevede che diventeranno 30 entro il 2030, con la maggior parte concentrate nell’area Asia-Pacifico. E soprattutto, 9 delle 10 città più grandi saranno nei mercati emergenti.

CRESCITA VERTIGINOSA DEL REDDITO DELLA CLASSE MEDIA

Il secondo fattore strettamente collegato al primo è la crescita classe media, conseguenza diretta del processo di urbanizzazione, che sta cambiando le abitudini di consumo, stimolando la domanda di una gamma sempre più ampia di beni e servizi. La regione dell’Asia-Pacifico in particolare, sottolinea Mathewson, dovrebbe assistere ad una crescita vertiginosa del reddito della classe media, con 3,5 miliardi di persone che ne faranno parte entro il 2030, ovvero un aumento del 150% in soli 15 anni.

IL PRIMATO TECNOLOGICO SI RIFLETTE NEI BREVETTI INNOVATIVI

Un altro grande vantaggio per la crescita delle economie e dei mercati emergenti è l’adozione sempre più rapida e diffusa di tecnologie innovative, le classiche tecnologie “disruptive” sempre più diffuse nelle società emergenti perché si stanno adattando alla vita digitale più velocemente rispetto ai mercati sviluppati. La Cina rappresenta oggi il più grande mercato per l’e-commerce, e può vantare alcuni dei più alti tassi di utilizzo dei servizi fintech per trasferire denaro, effettuare pagamenti e gestire risparmi e investimenti. Inoltre, Cina e Corea del Sud sono all’avanguardia per quanto riguarda l’innovazione, classificandosi tra i primi 5 paesi per le domande di brevetto.

Top 5 Paesi per domande di brevetto (Fonte: Statista, Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale. Classifica basata sulle richieste di brevetto nel 2016
Top 5 Paesi per domande di brevetto (Fonte: Statista, Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale. Classifica basata sulle richieste di brevetto nel 2016

NUOVI ORIZZONTI DI BUSINESS APERTI DALLA DIVERSIFICAZIONE

Quindi c’è il grande vantaggio di nuovi orizzonti di business aperti dalla diversificazione economica che ha rimodellato le opportunità di cui possono oggi e in futuro godere i mercati emergenti. L’ultimo decennio, sottolinea l’esperto del Gruppo Legg Mason, ha visto infatti un grande spostamento di attività dal tradizionale settore energetico e delle materie prime verso i beni di consumo, i servizi finanziari e l’alta tecnologia. Questo permette alle aziende dei Paesi emergenti di potersi presentarsi come leader di settore, soprattutto per quanto riguarda quello tecnologico.

CRESCITA SEMPRE PIÙ RAPIDA DI ECONOMIE E MERCATI

Infine, ma certamente non ultimo, una crescita economica sempre più rapida che si riflette anche sui mercati finanziari come mostra l’esplosione dell’indice MSCI Emerging Markets per settore dal 2008 al 2019. Legg Mason prevede che nei prossimi 5 anni i mercati emergenti cresceranno con un ritmo circa 3 volte più veloce di quello dei mercati sviluppati, con la quota del Pil mondiale prodotto dai paesi emergenti, adesso pari al 40,2%, destinata a crescere ancora. Dal 2030 ben 7 delle 10 economie più grandi del mondo saranno “emergenti”.