Correttezza

Ikea restituisce i sussidi pubblici

Il colosso dei mobili svedese ha registrato una forte domanda di ritorno, con i suoi negozi che tornano a riempirsi. Per questo vuole restituire gli aiuti di Stato

di Fabrizio Arnhold 17 Giugno 2020 16:38
financialounge -  commercio Covid-19 Ikea Sussidi
financialounge -  commercio Covid-19 Ikea Sussidi

La ripartenza in Ikea è stata più rapida del previsto. Le conseguenze del lockdown sono state meno gravi del previsto e i negozi sono tornati a riempirsi, con la fine delle restrizioni, come testimoniato dalle lunghe file di persone in coda per entrare nei negozi d’arredamento. Ikea, quindi, vuole restituire i soldi ricevuti dai governi come ammortizzatori sociali, visto che non ne ha più bisogno. 

RESTITUIRE I SOLDI A NOVE GOVERNI


Per l’emergenza coronavirus, i vari governi hanno stanziato aiuti in forma di ammortizzatori sociali, in particolare misure di sostegno al reddito dei lavoratori. Nello specifico, le trattative per questa operazione di restituzione sono state avviate con i governi di Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna e Stati Uniti, come ha specificato Tolga Oncu, retail operations manager di Ingka Group, la holding a cui fa capo Ikea. 

FORTE DOMANDA DI RITORNO


È una questione di conti che, in questo caso, sembrano tornare. Secondo Oncu, Ikea aveva previsto di perdere tra il 70 e l’80% del business a causa delle crisi da coronavirus. Invece sembra che con i negozi riaperti, tranne 23 punti vendita ancora chiusi, la catena dell’arredamento stia registrando una forte “domanda di ritorno” per il rinnovo di case e appartamenti. 

OPERAZIONE CORRETTEZZA


“Abbiamo deciso che la cosa giusta fosse dire grazie ragazzi, ci avete aiutato in questo periodo difficile e ora vi vendiamo la cortesia”, ha detto Oncu al Financial Times. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il direttore della comunicazione di Ingka Group, Olivia Ross-Wilson, che sui social ha scritto: “Nei mesi scorsi abbiamo dovuto affrontare varie sfide, cercando di trovare il giusto compromesso tra ciò che è meglio per le persone e la società e ciò che è meglio per il business. Per questo ora siamo molto orgogliosi di aver avviato il processo per restituire ai governi il supporto salariale che abbiamo ricevuto durante i momenti peggiori della pandemia. E anche se non ci sono procedure codificate per farlo, troveremo il modo come sempre”. 

TRATTAMENTO FISCALE


Al momento non c’è una procedura decisa per restituire questo tipo di sussidi. Restano, quindi, da decidere le modalità e i tempi per ridare agli Stati il corrispettivo economico incassato per sostenere i salari e le riduzioni di orario. Ikea resta sempre al centro dell’inchiesta della Commissione europea, avviata nel 2017, sul trattamento fiscale riservato dal governo olandese alla società di mobili svedese, dal momento che quasi tutte le società del colosso svedese hanno trasferito la loro sede proprio nei Paesi Bassi. 
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