Recovery Fund franco-tedesco: l’Europa s’è desta?

Andrea Delitala
di Virgilio Chelli 26 Maggio 2020 - 7:45

Il Recovery Fund concordato da Francia e Germania apre nuove importanti scenari per il percorso di ripartenza economica dell’Eurozona e sarebbe un passo avanti decisivo in direzione di più integrazione: l’analisi di Pictet AM

Per l’economia europea non è questione di quanto in basso possa sprofondare, ma di quanto a lungo possa stazionare sul fondo prima di ricominciare a salire. I mercati infatti hanno già metabolizzato una recessione violenta e rapida senza precedenti, ma poi vogliono vedere un rimbalzo altrettanto perentorio. Spaventano il rischio di una recessione allungata oltre il secondo trimestre e di una seconda ondata di pandemia, che allontanerebbero la prospettiva di una “V” a favore di una “U”, che produrrebbe danni permanenti a economie e aziende.

LA RESILIENZA DEI MERCATI INCORAGGIATA DALLE MISURE DI STIMOLO

Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet AM, spiega così il comportamento dei mercati delle ultime settimane, poco reattivi ai dati negativi in Europa e Stati Uniti, dove in un mese sono stati distrutti i posti di lavoro creati nel decennio precedente, dimostrando di aver sviluppato una certa immunità al Covid-19. Secondo l’esperto di Pictet AM, la resilienza dei mercati è incoraggiata dalle massicce misure di politica monetaria e fiscale adottate da banche centrali e governi di tutto il mondo, che non solo limitano l’impatto economico della pandemia, ma rappresenteranno anche il propulsore della ripresa, man mano che l’attenuazione del distanziamento sociale la rende percorribile.

LA PROPOSTA MERKEL-MACRON PUÒ IMPRIMERE UNA SVOLTA DECISIVA

In questo scenario, secondo Delitala la proposta di Recovery Fund da 500 miliardi lanciata da Merkel-Macron rappresenta un’importante novità, in grado di imprimere una svolta decisiva all’assetto europeo con trasferimenti a fondo perduto a sostegno delle regioni e dei settori più duramente colpiti dalla crisi. Secondo le stime di Pictet AM, all’Italia dovrebbe spettare fino al 20%, il che equivale a circa 100 miliardi di debito pubblico risparmiato nel 2020-21, in quanto nella proposta franco-tedesca il Fondo si appoggerebbe al bilancio settennale dell’Unione e assumerebbe lo schema di bassa condizionalità delle risorse tipico del bilancio comunitario.

LE MODALITÀ RAPPRESENTANO UN VANTAGGIO PER L’ITALIA

Sempre nella versione Merkel-Macron, le risorse dovranno essere restituite dagli Stati con modalità che presentano un duplice vantaggio per l’Italia, vale a dire una tempistica molto lunga, che Delitala immagina di almeno 15 anni, e l’applicazione della proporzionalità di partecipazione al bilancio comunitario per determinare l’ammontare da restituire, il che per l’Italia vorrebbe dire avere accesso a 100 miliardi subito, per restituirne 60 in 15 anni. Secondo l’esperto di Pictet AM con la proposta Merkel-Macron perde parzialmente di rilevanza il MES, nonostante la possibilità di combinazione con l’OMT della BCE lo renda sicuramente un ottimo calmante per il mercato e un difensore di ultima istanza del BTP contro i dubbi sulla sostenibilità del debito.

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UN PASSO DECISO VERSO MAGGIOR INTEGRAZIONE CHE ORA DEVE DIVENTARE SOSTANZA

Se in fase di negoziazione con i Paesi propensi all’austerità – Austria, Olanda, Danimarca, Svezia – non perderà le caratteristiche delineate da Francia e Germania, secondo Delitala il Fondo assumerebbe chiaramente un ruolo prioritario all’interno del pacchetto di stimoli dell’Eurozona e costituirebbe un passo deciso in avanti verso una maggior integrazione nel segno della solidarietà. L’Europa ha finalmente battuto un colpo deciso, afferma l’esperto di Pictet AM, ma ora bisognerà aspettare per vedere come e quando si tramuterà in sostanza.

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