Come il coronavirus ha cambiato i mercati: 10 domande e risposte

coronavirus
di Virgilio Chelli 23 Maggio 2020 - 9:30

L’inizio d’anno con l’unica incognita delle elezioni americane sembra un lontano ricordo. Il coronavirus ha scompaginato tutto e i mercati non sono stati risparmiati, spiega Esty Dwek di Natixis IM

I mercati erano entrati nel 2020 forti di certezze che avevano favorito una partenza d’anno scattante: ripresa globale avviata, tensioni commerciali sulla via della risoluzione, una Brexit incanalata sul sentiero di una trattativa lunga ma non impossibile, l’anno elettorale americano come fattore principale di possibile volatilità. Poi il coronavirus ha scompaginato tutto, e ora il primo degli ‘anni 20’ del nuovo millennio, che qualcuno aveva immaginato ‘ruggenti’ come quelli di un secolo prima, si avvia alla svolta di metà percorso nel segno della pandemia e del suo ‘dopo’.

GLOBALIZZAZIONE IN RETROMARCIA, DEBITO EUROPEO OPPORTUNITÀ VOLATILE

Natixis IM Solutions, in un commento a cura di Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, offre il suo scenario dei tempi del virus in 10 domande e risposte. Si va dalla globalizzazione ai nazionalismi? Guerra dei dazi e Brexit puntavano già in quella direzione, ma il Covid-19 potrebbe accelerare un trend che si manifesterà nel lungo periodo. E’ il momento di puntare sul debito dei Paesi periferici dell’Europa? Dipende dall’orizzonte. La BCE compra e rende interessante il debito dei periferici, ma potrebbe essere un’opportunità volatile.

MA CON LA PROPOSTA MERKEL-MACRON SI FA UN PASSO AVANTI

L’esperta di Natixis IM approfondisce il tema Europa chiedendosi come dovrebbe essere il Recovery Fund proposto da Merkel e Macron per sottolineare che ha possibilità concrete di andare avanti, ma già la proposta rappresenta un significativo passo avanti, accolto con favore dai mercati. E la Bce sta facendo abbastanza? Sicuramente molto di più rispetto al passato. È probabile che aumenterà ancora il PEPP e continuerà a garantire liquidità e tassi bassi.

IL VACCINO AIUTEREBBE. GLI INTERESSI COMUNI DI LONDRA E UE

Allargando lo sguardo al pianeta, è possibile una ripresa economica anche senza il vaccino? È più una questione di “quando” che di “se”, certamente una cura accelererebbe il ritorno alla normalità, ma con il tempo, si potrebbe sviluppare un’immunità di gregge. Sarà comunque necessario molto tempo per tornare ai livelli precedenti. E la Brexit? L’economia britannica è messa peggio delle altre? Per ora Londra non chiede proroghe ma potrebbe farlo in un secondo momento, per gestire accordi settoriali chiave e continuare le discussioni dopo la transizione. Il Regno Unito è più debole, ma anche la UE: entrambi hanno incentivi a limitare i danni, ma non sempre la logica prevale.

UNA NUOVA GUERRA DEI DAZI? PIÙ FUMO CHE ARROSTO

Può tornare la guerra dei dazi USA-Cina? Sono tornate tensioni che potrebbero impattare negativamente i mercati e frenare una ripresa già lenta. Ma vedremo più fumo che arrosto, è probabile una maggiore volatilità perché l’intransigenza con Pechino sarà un punto importante della campagna di rielezione di Trump. E il passaggio allo smart working sarà duraturo? La tecnologia è uno dei vincitori della crisi e continueremo a lavorare di più da casa in futuro, le società avranno bisogno di meno spazio, e anche lo shopping online continuerà a crescere.

Video – Robotica, nuovi consumi e le altre opportunità degli investimenti tematici

Robotica, nuovi consumi e le altre opportunità degli investimenti tematici

IL RITORNO DELL’INFLAZIONE NON È UN RISCHIO

Può tornare l’inflazione? E come bisogna proteggere i portafogli? L’esperta di Natixis IM non crede che lo stimolo fiscale e monetario genereranno inflazione, non è fonte di preoccupazione nel breve, anche perché se dovesse riemergere, le Banche Centrali lasceranno correre. Per chi vuole posizionarsi in vista di un ritorno dell’inflazione, l’oro, i Tips e anche i titoli growth potrebbero essere interessanti.

UNA NUOVA ONDATA DEL VIRUS SAREBBE DEVASTANTE

La domanda finale riflette anche il rischio forse più temuto da mercati e investitori, vale a dire una seconda ondata di contagi che tra le conseguenze negative potrebbe avere anche un’ondata di default. L’esperta di Natixis IM pensa che l’impatto sarebbe decisamente negativo, con le azioni che crollerebbero, gli spread che si allargherebbero e la domanda di debito sovrano che aumenterebbe. Inoltre un un deciso incremento dei default è già previsto, e un contagio di ritorno provocherebbe un ulteriore aumento.