fallen angels

Obbligazioni, prosegue il momento positivo delle emissioni Investment Grade

Goldman Sachs Asset Management (GSAM) analizza l’evoluzione del mercato primario Investment Grade e High Yield, entrambi sostenuti, in diversa misura, dall’azione delle banche centrali

di Virgilio Chelli 7 Maggio 2020 - 8:50
L’offerta di debito Usa Investment Grade a marzo 2020 ha raggiunto il livello record mensile di 265 miliardi di dollari. Un traguardo raggiunto in un mercato primario rimasto molto attivo anche nel mese di aprile, con le nuove emissioni che da inizio anno hanno superato i 710 miliardi di dollari. Si tratta della partenza d’anno più intensa dai tempi successivi alla crisi finanziaria. L’incertezza economica e un contesto favorevole alla domanda, supportata dai programmi di quantitative easing delle banche centrali, secondo Goldman Sachs Asset Management (GSAM), potranno favorire l’ondata di emissioni, determinata dal continuo fabbisogno di liquidità da parte delle imprese.

I TASSI BASSI HANNO INCORAGGIATO LE NUOVE EMISSIONI IN USA

Nell’analisi GSAM spiega che a marzo molte società hanno utilizzato i prestiti bancari, tra cui le revolving facility, ma questo tipo di attività si è ridotta ad aprile con la ripresa del mercato primario, anche perché il basso costo del credito ha dato una spinta ulteriore alle nuove emissioni. A inizio anno sul mercato USA i rendimenti viaggiavano al 2,84% e attualmente sono al 2,71%, dopo aver toccato un minimo storico del 2,22% il 6 marzo. Anche il livello di offerta di titoli europei Investment Grade è stato relativamente elevato rispetto agli ultimi anni, ma meno rispetto al mercato delle emissioni in dollari statunitensi. In Europa si è anche assistito a un aumento delle emissioni cosiddette ‘reverse Yankee’, vale a dire debito denominato in euro, ma emesso da società statunitensi.

L’ATTIVITÀ SUL PRIMARIO DEGLI EMITTENTI HIGH YIELD

Per contro, prosegue l’analisi di GSAM, le nuove emissioni sui mercati High Yield sono state relativamente contenute, nonostante una recente ripresa delle emissioni negli Usa. Tuttavia, tale offerta rimane contenuta rispetto a quella Investment Grade, mentre in Europa resta praticamente dormiente, anche se nelle ultime settimane si è vista qualche sporadica emissione. Tra queste, anche un bond lanciato da un fallen angel, vale a dire un emittente che ha perso il rating Investment Grade ed è stato declassato a junk.

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Anche se in caduta, comunque, gli “angeli” colpiti dal downgrade a High Yield vengono salvati sia dalla Federal Reserve che dalla Banca Centrale Europea. Fin dal 23 marzo, infatti, la Fed ha annunciato che avrebbe comprato corporate bond nell’ambito del proprio programma di Quantitative Easing, estendendo la gamma dei titoli acquistabili anche ai bond con rating BB-, ovvero emessi da società che hanno recentemente perso il rating Investment Grade. Anche la Bce accetta come collaterale dalle banche bond di emittenti High Yield, a condizione che fossero ancora Investment Grade alla data del 7 aprile e che comunque non si trovino al di sotto del rating BB-.

ANDARE SULLE NUOVE EMISSIONI CON UNA ROTAZIONE

GSAM, infine, analizza anche il fenomeno della normalizzazione degli spread tra i bond cash e i derivati sul credito. Ne emerge che, sia nel caso degli Investment Grade che degli High Yield, questi spread si sono ridotti in modo molto consistente a marzo durante la fase di forte volatilità di mercato, quando la scarsità di liquidità ha determinato un allargamento degli spread più pronunciato per i bond cash. Per questo Goldman Sachs Asset Management ha opportunisticamente partecipato alle nuove emissioni di bond con una rotazione dell’esposizione al mercato del credito dai derivati ai bond cash.
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