Coronavirus, dopo la recessione l’economia globale cambierà volto

Arnab Das
di Chiara Merico 5 Maggio 2020 - 16:00

Il team Global Market Strategy di Invesco valuta le conseguenze della pandemia sulle prospettive dell’economia e delle principali asset class

Quali possono essere gli effetti a lungo termine della pandemia di coronavirus sull’economia globale? Secondo il Global Market Strategy (GMS) Office di Invesco, dopo una profonda recessione quest’anno, ci sarà un sostanziale cambiamento negli anni a venire.

MUTAMENTI STRUTTURALI DESTINATI A PERDURARE

“I profondi mutamenti strutturali già in atto prima della crisi del coronavirus sono probabilmente destinati a perdurare. In alcuni casi saranno addirittura amplificati dalla consapevolezza che bisogna mettere in conto anche gli eventi più estremi e che pertanto è utile poter contare su maggiori ‘assicurazioni’ pubbliche, private e di portafoglio”, nota il team di Invesco.

NON CI SARÀ UNA CRISI FINANZIARIA SISTEMICA

“Ormai è evidente che questa recessione sarà molto più violenta rispetto a uno scenario tipico, ma la buona notizia è che non ci aspettiamo una crisi finanziaria sistemica, a differenza del 2008-2009, in ragione della risposta energica e abbondante dei principali istituti centrali e governi, che sono intervenuti per costruire una rete di protezione per l’economia globale”, ha scritto Arnab Das, global macro strategist Emea di Invesco, in un nuovo articolo intitolato “Policies, Performance and Prognosis beyond Pandemic Pandemonium and Panics (Politiche, performance e prospettive oltre il pandemonio e il panico da pandemia)”.

SENZA LE BANCHE CENTRALI SPIRALE DECRESCENTE

Secondo Das “i pacchetti di politiche monetarie e fiscali non possono certo compensare del tutto il crollo della spesa privata, e per estensione dell’attività economica globale, ma senza di essi sarebbe molto più lecito aspettarsi di finire in una spirale decrescente verso una recessione pluriennale, simile alla pandemia di spagnola del 1918-20, che probabilmente contribuì alla depressione dei primi anni Venti del secolo scorso”.

TUTTO DIPENDE DALLE TEMPISTICHE DI REVOCA DEI LOCKDOWN

Come osservano gli esperti GMS, “la durata della brusca recessione iniziale dipenderà dalle tempistiche dei lockdown globali e della loro progressiva revoca, con un potenziale appiattimento della ripresa dopo un rimbalzo iniziale, qualora si rendessero necessarie nuove misure di blocco per scongiurare la minaccia di una seconda ondata pandemica”.

TEMPI DIVERSI TRA I SINGOLI PAESI

Una volta revocate le misure di confinamento, “la domanda inespressa ricomparirà online, ma è possibile che la crescita economica continui a essere repressa da un’espansione più graduale a livello degli scambi e degli investimenti internazionali. Questi effetti si manifesterebbero in successione nelle varie aree del mondo, poiché le nazioni si sono trovate a dover fronteggiare la pandemia istituendo misure di blocco con tempistiche diverse”. Inoltre, alla luce delle grosse incertezze e delle differenze intorno ai test nei singoli Paesi, “molti governi potranno scegliere di limitare gli spostamenti più a lungo da alcune giurisdizioni rispetto ad altre, il che rischia di ritardare la ripresa in settori come le compagnie aeree e gli hotel o in economie più dipendenti dal turismo e dal commercio, specialmente nei Paesi emergenti”.

I RISCHI PER LA RIPRESA…

Esiste una serie di rischi che potrebbero compromettere la stabilità economica o finanziaria e mettere a repentaglio la ripresa, ma per gli esperti di Invesco questi rischi potrebbero essere scongiurati mediante scelte strategiche adeguate. In prima linea tra queste troviamo la complessità di una risposta fiscale coordinata nella zona euro, i rischi di illiquidità e solvibilità nei mercati emergenti, ma anche seconde ondate di contagi o mutazioni del virus capaci di prolungare il blocco dell’attività economica. “Maggiori saranno la concertazione e la collaborazione a livello mondiale nell’affrontare gli anelli deboli della risposta alla pandemia, ma anche in materia di politica economica, e meglio sarà”, ha affermato Das.

…E I FATTORI POSITIVI

D’altra parte, tra i fattori capaci di migliorare le previsioni per l’economia e i mercati finanziari gli esperti di Invesco annoverano “un rapido contenimento della pandemia e la disponibilità di un vaccino o di una cura prima del previsto; uno stimolo fiscale coordinato e cospicuo da parte di un insieme di economie, simile all’azione del G20 dopo la crisi finanziaria globale; ma anche riforme strutturali, settore sanitario incluso, e altre forme di potenziamento della previdenza sociale, capaci di rafforzare la fiducia per il futuro, unitamente a maggiori investimenti nelle infrastrutture e nell’istruzione per compensare le conseguenze delle quarantene sull’istruzione di base e superiore”.

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PAROLA D’ORDINE: VOLATILITÀ

Per quanto riguarda i mercati finanziari, il team GMS di Invesco ipotizza il protrarsi della volatilità sui mercati in un contesto di pressioni macroeconomiche sui fondamentali e sulle imprese nei trimestri a venire, con una serie di notevoli difficoltà per il credito societario sulla scia dei declassamenti e delle insolvenze in molti settori compromessi, ad esempio il credito societario dei mercati emergenti, dove è possibile che intervengano anche le pressioni di rifinanziamento a peggiorare la situazione. A giudizio del team, “la pressione sugli utili e sui dividendi costituirà probabilmente una sfida in molti mercati azionari, specialmente nell’Unione europea e nel Regno Unito, ed è probabile che dividendi e riacquisti forniranno molto meno supporto alle azioni statunitensi”.