Il coronavirus non spegne l’attenzione sulla normativa degli investimenti ESG

ambiente
di Antonio Cardarelli 29 Aprile 2020 - 11:22

Nonostante l’emergenza economica, a livello globale crescono le iniziative per armonizzare le regole sugli investimenti sostenibili e rendere le valutazioni più trasparenti, spiegano gli esperti di Invesco

L’emergenza economica provocata dal coronavirus sembrava aver messo in secondo piano la questione degli investimenti ambientali, sociali e di governance. Tuttavia, forse proprio alla luce dell’importanza degli aspetti “sociali” delle imprese, stiamo assistendo a una crescente convergenza intorno alle attese normative sulle tematiche ESG.

L’ANALISI DI INVESCO

A sottolinearlo sono gli esperti ESG di Invesco, che evidenziano le ultime novità emerse. Se l’Europa si conferma leader nell’includere la sostenibilità nel quadro normativo sui servizi finanziari, Cathrine De Coninck-Lopez, Global Head of ESG presso Invesco spiega come anche i regolatori nel resto del mondo tengano sempre più in considerazione i fattori ESG. Il riferimento è agli sforzi recenti dell’International Association of Insurance Supervisors (IAIS) e dell’International Organisation of Pension Supervisors (IOPS) imperniate su: governance e strategia rispetto ai rischi ESG; integrazione dei fattori ESG da parte delle imprese finanziarie; segnalazione dei rischi climatici.

PROGRESSI SULLA TASSONOMIA

Un altro aspetto rilevante riguarda l’impegno per allineare i portafogli all’Accordo di Parigi sul clima, accompagnato dall’Unione europea con l’intesa per la creazione di una cosiddetta tassonomia per gli investimenti sostenibili. Gli operatori che definiscono i prodotti come “sostenibili” dovranno dichiarare in quale misura finanziano attività rientranti nei criteri della tassonomia. “È importante notare che le società rientranti nell’oggetto della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario (tra cui le 6.000 società europee più grandi) saranno tenute a dichiarare la percentuale di fatturato, la spesa in conto capitale e/o la spesa operativa in linea con i criteri della tassonomia”, ha ricordato Elizabeth Gillam, Head of EU Government Relations & Public Policy di Invesco.

RENDICONTAZIONE ESG DEGLI INVESTIMENTI

Alla luce della crescente enfasi sulla rendicontazione in materia ESG, a dicembre 2019 l’Unione europea ha altresì adottato un nuovo regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità. Il nuovo regolamento, che impone ai partecipanti ai mercati finanziari di dichiarare i rispettivi approcci di integrazione degli aspetti ESG nonché di migliorare la trasparenza sui prodotti sostenibili, entrerà in vigore il 10 marzo 2021. A livello globale, l’IAIS ha fatto presente che i regolatori prudenziali stanno contemplando l’introduzione di obblighi di dichiarazione per gli assicuratori nell’ambito del sistema della TCFD.

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STRESS TEST

Come osservato da Gillam, le autorità di regolamentazione puntano sempre più sugli stress test e sull’analisi degli scenari come strumenti chiave per valutare e misurare i rischi ESG, specialmente rispetto al clima. La Banca d’Inghilterra ha annunciato l’intenzione di condurre approfonditi stress test climatici per le banche e gli assicuratori britannici nell’ambito del suo ciclo di stress test biennale; tuttavia, l’iniziativa è stata rimandata alla luce della pandemia in corso. L’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) ha anch’essa iniziato a includere i fattori ESG negli stress test per le compagnie assicurative e i piani pensionistici. La rete per l’ecologizzazione del sistema finanziario (Network for Greening the Financial System – NGFS) dovrebbe pubblicare la sua ricerca sull’analisi degli scenari ad aprile 2020.

STANDARD DI MERCATO

Alla luce del proliferare di approcci e diciture che sventolano la bandiera ESG, con requisiti alquanto diversi che rischiano di aumentare la confusione tra gli investitori e la complessità per i fornitori di prodotti, il miglioramento degli standard sul mercato retail dei prodotti sostenibili è un altro filone che sta prendendo piede in Europa. In questa direzione si iscrivono ad esempio lo sviluppo di un ecolabel per i fondi green a livello UE nonché il coinvolgimento dei regolatori nazionali, come l’Autorité des Marchés Financiers (AMF) in Francia, al fine di definire standard minimi per i fondi pubblicizzati come sostenibili. Gli esperti ESG di Invesco reputano che questi aspetti acquisiranno un’importanza crescente man mano che l’UE porta avanti l’implementazione del nuovo regime per la comunicazione di informazioni sui prodotti sostenibili, modificando al contempo le regole sulla distribuzione in modo da tenere conto delle preferenze ESG dei clienti.