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Idee di investimento - Azioni - 27 aprile 2020

Con la volatilità ai massimi possono crearsi interessanti punti di ingresso, soprattutto nei segmenti vincenti della tecnologia e nei leader di settore nei mercati emergenti

di Leo Campagna 27 Aprile 2020 - 7:00

L’ALTA VOLATILITÀ CREA OPPORTUNITÀ DI INGRESSO

Goldman Sachs Asset Management (GSAM) ha analizzato i dati storici del VIX, l’indicatore della volatilità dei mercati azionari che si basa sui prezzi in tempo reale delle opzioni sull’indice S&P 500, utilizzato dagli investitori come principale indicatore della volatilità di tutti i mercati azionari globali. Il livello che indica volatilità molto elevata è posizionato a 50 punti, una quota che, se superata, segnala condizioni estreme. L’ultima volta è accaduto il 9 marzo del 2020, in piena esplosione della crisi da Covid-19, e al 3 aprile l’indice quotava ancora al di sopra di quel livello. GSAM, nell’articolo “Investire in azioni paga quando la paura è alle stelle”, ha ricostruito il tracciato giornaliero del VIX risalendo fino al 1990 per scoprire che il superamento di quota 50 si era verificato solo tre volte, tutte e tre in concomitanza con la crisi finanziaria globale del 2008-2009. E qui arriva il dato interessante: il ritorno è stato particolarmente positivo per l’investitore che fosse entrato subito dopo il ritorno del VIX sotto quota 50, in questo caso infatti il ritorno medio dopo 12 mesi sarebbe stato del 32,4%, ben sopra la media storica annua di lungo termine dello stesso S&P 500, pari al 9% e registrata tra il secondo trimestre del 1990 e i primi tre mesi del 2020.

PERCHÉ L’EUROPA RINCORRE GLI STATI UNITI

Ma su quale mercato azionario puntare? Nell’articolo Mercati, Wall Street ha voglia di volare oltre le paure europee Giordano Beani, Head of Multi-Asset Fund Solutions Italy Amundi SGR, analizza le esitazioni dei mercati azionari europei, in ritardo nel recupero dai minimi, mentre l’America corre in avanti trascinata soprattutto dal Nasdaq. Secondo l’esperto di Amundi l’esitazione dell’azionario europeo è dovuto a differenze politiche-economiche a alla composizione dei listini. La Fed, ha ampliato la sua mission dall’obiettivo di mantenere la liquidità a quello di aiutare imprese e famiglie ad uscire dall’emergenza. In Europa, invece, ci si muove in ordine sparso mentre manca ancora un coordinamento efficace con la Bce che non ha ancora adottato le misure ugualmente aggressive. Inoltre in Europa emerge una mancanza strutturale sui listini europei di società con modelli di business innovativi, mentre sono presenti in massa titoli finanziari, industriali e petroliferi, proprio i settori più colpiti dalla crisi, mentre a Wall Street sono quotati tutti i “campioni” dell’economia “virtuale” i cui modelli di business sono ben adatti alla situazione creata dalla pandemia, da Amazon a Netflix, ed anche in campo biotecnologico, farmaceutico e della cura della salute.

IL RALLY DI WALL STREET ORA RICHIEDE PRUDENZA

Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer – Equities di Neuberger Berman, ritiene tuttavia che il mercato azionario Usa sia sia già spinto avanti rispetto allo scenario migliore: la reazione di Wall Street sembra infatti aver superato le aspettative. Secondo l’esperto occorre muoversi con prudenza e preferite società dai bilanci solidi e con utili e dividendi duraturi, mentre chi punta a obiettivi di crescita più consistenti, ci sono le società esposte a temi di lungo termine che la crisi attuale sta accelerando, come la connettività 5G e l’e-Commerce. La volatilità, come spiega Amato nell’articolo Neuberger Berman: “Valutare con prudenza il rally di Wall Street” potrebbe comunque restare elevata per parecchio tempo, e per sfruttare questo aspetto, gli investitori potrebbero esplorare strategie che puntino sul premio al rischio di volatilità.

UN BUON CONTESTO PER GLI INVESTIMENTI ATTIVI, ANCHE NELL’HI TECH

Mark Hawtin, investment director, Technology equities di GAM Investments è convinto che una così ampia gamma di esiti post-coronavirus dovrebbe fornire un buon contesto per l’investimento attivo, così come per l’investimento long/short. E’ anche consapevole che questo cigno nero accelererà il trend della crescita disruptive e, di conseguenza, gli investitori farebbero bene a prevedere un’esposizione a questo tema. Nell’articolo Gam: tecnologia, chi vince e chi perde dopo il “cigno nero” del coronavirus Hawtin indica quali segmenti hi tech evitare e su quali puntare. Tra i primi figurano i semiconduttori e alcune delle attività di software as a service (SaaS) dove i costi di acquisizione sono significativi – quindi in sostanza le aziende in cui le vendite e il marketing rappresentano una parte molto ampia dei ricavi. L’esperto mostra invece un certo ottimismo nei confronti di altri sotto-segmenti. “L’analogia di Amazon come utility è probabilmente una forzatura, ma indubbiamente i provider di cloud presentano caratteristiche simili alle utility, che li rendono immuni al contesto”, fa notare Hawtin.

MERCATI EMERGENTI, AMPIA DIVERSIFICAZIONE SETTORIALE E GEOGRAFICA

Un altro universo che sembra offrire opportunità è quello dei mercati emergenti nei quali Columbia Threadneedle continua a investire selezionando aziende con valutazioni interessanti e che rappresentano un upgrade della qualità del portafoglio costruito prima che esplodesse la crisi da virus. “L’investitore di lungo termine vede in questa fase l’opportunità di migliorare la qualità del portafoglio investito sugli emergenti con un atteggiamento tattico ma tenendo sotto stretta osservazione i fondamentali. Oltretutto il rally di fine 2019 indotto dall’accordo commerciale di “fase uno” tra Stati Uniti e Cina ha consentito prese di profitto che hanno alleggerito la Cina prima dello scoppio dell’epidemia e questo fornisce oggi margini per incrementare l’esposizione quando le condizioni di prezzo diventano particolarmente attraenti” spiega nell’articolo “Mercati emergenti, le opportunità da cogliere nonostante il coronavirus” Dara White, Global Head of Emerging Markets Equities di Columbia Threadneedle Investments. L’esperto, in questa fase, rivela le principali posizioni di sovrappeso nei settori materiali, beni di consumo di base, finanziari ed energia. In termini di allocazione geografica, invece, i principali sovrappesi sono in Brasile, Indonesia e India, con un posizionamento invece neutrale su Cina e Hong Kong. Le maggiori posizioni di sottopeso sono invece localizzate su Taiwan, Arabia Saudita e Malesia.

I LEADER DI SETTORE DESTINATI A UNA QUOTA MAGGIORE DI PROFITTI

Anche secondo Vontobel AM l’investimento azionario nei mercati emergenti resta valido, a condizione di selezionare aziende con modelli di business all’avanguardia, che usciranno più solide dalla crisi. Nell’articolo “Puntare sull’azionario emergente? Sì, scegliendo i leader di settore” Roger Merz, Head of mtx Portfolio Management, e Thomas Schaffner, Senior Portfolio Manager di Vontobel Asset Management, si dicono certi che, come in ogni altra crisi della storia, le aziende con modelli di business all’avanguardia miglioreranno ulteriormente e usciranno dalla crisi più forti. Il divario di posizionamento competitivo dovrebbe infatti ampliarsi rispetto alle aziende con modelli di business discutibili e un debole track-record di performance operativa. Per questo i due esperti di Vontobel AM consigliano agli investitori di concentrarsi su aziende che generano flussi di cassa più elevati dei concorrenti, e con una posizione competitiva più forte, nella previsione che i leader acquisiscano una quota maggiore dei pool di profitto economico del settore in cui operano.
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