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Wall Street punta già sulla ripresa economica guidata dai big della tecnologia

Mentre dall’economia reale arrivano dati orribili, ma che fotografano il presente, l’azionario americano continua la risalita e cerca di ‘vedere’ il dopo, fatto di accelerazione di trend già in atto e di nuovi scenari

di Stefano Caratelli 20 Aprile 2020 - 7:09
financialounge - news
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Come mai Wall Street e l’economia americana mandano messaggi del tutto diversi? Se lo chiede sabato in prima pagina il WSJ riferendosi alla contraddizione apparente di un mercato azionario che infila la seconda settimana consecutiva di rally andando a chiuderla sui massimi di seduta, con una distanza dal bottom del 23 marzo ormai superiore rispetto alla distanza dal record del 19 febbraio. Una distanza che il Nasdaq ha quasi riagguantato, mentre da Main Street arrivano numeri terrificanti, come i 22 milioni di americani rimasti senza lavoro in tre settimane e costretti a ricorrere ai sussidi di disoccupazione causa il lockdown auto-inflitto per contrastare il virus. Anche i bilanci delle aziende non sembrano apparentemente in salute: le trimestrali di 5 big bancari di Wall Street pubblicate nei giorni scorsi mostrano un calo degli utili vicino al 50%.


DUE FACCE DELLA STESSA MONETA, LE GRANDI BANCHE DIMEZZANO GLI UTILI PER PREPARARSI MEGLIO ALL’IMPATTO CON LA RECESSIONE


In effetti a prima vista sembra un ossimoro, tipo pessimismo ottimista, ma in realtà sono due facce della stessa moneta. I dati che arrivano dall’economia fotografano un passato prossimo e un presente di recessione violenta appena iniziata, con le fabbriche e i negozi chiusi e la gente che perde il lavoro, mentre le aziende si preparano all’impatto. Infatti il dimezzamento degli utili dei big del credito è dovuto interamente ai miliardi di dollari accantonati per far fronte a prestiti che potrebbero non rientrare a causa di una possibile ondata di fallimenti dovuta alla recessione, se e quando arriveranno. Il rimbalzo di Wall Street è invece la fotografia del futuro di qui a qualche mese, che il mercato tenta di mettere a fuoco facendo il suo mestiere di anticipare l’evoluzione dell’economia reale.


LE PREVISIONI DEI GURU MAI STATE COSÌ DIVARICATE, DAL RITORNO AGLI ANNI 30 AL DOW A 40.000


Ora Wall Street ‘vede’ l’economia ripartire entro qualche mese, dopo aver riparato i danni. Un mese fa però vedeva l’abisso e sprofondava nel mercato Orso più veloce di sempre. Nel loro sforzo di anticipare, i mercati tendono a esagerare. Ha esagerato a marzo a vedere il bicchiere quasi vuoto o sta esagerando adesso a vederlo quasi pieno? Le previsioni dei guru aiutano poco e estremizzano ancora più del mercato, si va da chi vede un test dei minimi e anche un loro sfondamento al ribasso che potrebbe farci precipitare in una depressione peggiore degli anni 30, e chi si spinge a prevedere un Dow Jones a 40.000 punti nel 2021. L’andamento degli scambi delle ultime due settimane dà ragione agli ottimisti, in entrambi i casi c’è stato uno spunto significativo verso l’alto alle ultime battute di venerdì (giovedì nella settimana di Pasqua), che indica un posizionamento per un ‘gap up’, vale a dire uno strappo al rialzo, alla riapertura del lunedì.


POSIZIONARSI SU CHI ESCE VINCENTE DALLA CRISI, I TECNOLOGICI DEL NASDAQ VIAGGIANO PIÙ VELOCI


Ma questa è più una lettura da trader che da investitore che guarda al lungo termine, che magari ha resistito saggiamente alla tentazione di vendere sui minimi, ma ora sta anche resistendo alla tentazione di ‘comprare’ il rimbalzo. Le grandi case di investimento con cui Financialounge.com è in costante contatto sono abbastanza convergenti sul fatto che probabilmente i minimi sono alle spalle e che può starci tornare ad assumersi un po’ di rischio da parte di chi ha del cash da impiegare. Ma raccomandano anche di essere selettivi, andandosi a posizionare su quei settori che stanno uscendo ‘vincenti’ dalla crisi. Oltre a sanità e farmaceutici, un grande vincitore è sicuramente l’high tech e i servizi di comunicazione. Il blocco da virus ha impresso una accelerazione potente a una serie di trend già in atto: digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale, big data, realtà virtuale, etc. Non è un caso che tra gli indici di Wall Street il Nasdaq sia quello che ha recuperato più terreno e viaggia ormai a una distanza di poco più del 10% dai massimi dopo un tonfo di quasi il 37%.

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UTILI SACRIFICATI PER PREPARARSI ALLA RECESSIONE, MA C’È CHI HA LE SPALLE LARGHE E NON RINUNCIA AI DIVIDENDI


Una cosa da guardare da vicino sono le trimestrali americane, non tanto per stimare il danno fatto agli utili tra gennaio e marzo, ma per capire quanto le società quotate a Wall Street stanno prezzando il danno in arrivo tra aprile e giugno. Il consensus punta a un calo del 9% degli utili nel primo trimestre, che diventa poco più di -7% senza gli energetici. Molte aziende stanno sacrificando utili e dividendo per avere fieno in cascina nella parte più dura della recessione, nel secondo trimestre, quando è attesa una contrazione del 20% dell’economia. Quelle che si sentono abbastanza forti da non rinunciare al dividendo e riescono addirittura ad aumentarlo, come hanno già annunciato ad esempio Johnson & Johnson, Procter & Gamble e Costco, sono sicuramente da considerare nella selezione dei titoli da avere in portafoglio. E poi bisogna guardare i prezzi: i titoli che hanno evitato l’Orso e magari hanno addirittura segnato nuovi massimi nel mercato avverso degli ultimi due mesi sono sicuramente da annotare.


BOTTOM LINE


Sicuramente la crisi globale del coronavirus è un momento ‘darwiniano’, i più forti e attrezzati al nuovo ecosistema diventano ancora più forti, i più deboli e meno attrezzati si avviano all’estinzione, si affacciano nuove specie sconosciute magari destinate a diventare dominanti. Le curve del contagio ovviamente non vanno perse d’occhio, ma bisogna cominciare a guardare le curve della nuova economia che sta prendendo forma.
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