Prospettive 2020, quali opportunità cogliere secondo Morgan Stanley IM

azioni
di Leo Campagna 16 Febbraio 2020 - 11:00

Fondamentali buoni ma non eccezionali, che suggeriscono un posizionamento prudente sui mercati, con uno sguardo che va oltre le opportunità tradizionali. Focus sull’azionario inglese e giapponese

Il 2020 sarà un anno all’insegna di una crescita lenta ma stabile. Il potenziale di rendimento è vario e specifico sulla base alle differenti caratteristiche dei singoli mercati. Determinanti sono quindi la selezione, le posizioni tattiche e le strategie flessibili, che consentano di modificare l’asset allocation in relazione al variare delle circostanze di mercato. E’ questo lo scenario delineato per ida Andrew Harmstone, responsabile del team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley Investment Management.

PROTEGGERE I PORTAFOGLI DALLA VOLATILITÀ

“Il nostro processo d’investimento è flessibile e ci permette di modificare in modo dinamico l’asset allocation in funzione delle diverse fasi di mercato, con l’obiettivo di proteggere i portafogli dalla volatilità, esaminando quando quest’ultima potrebbe rivelarsi solo di breve termine”, spiega Harmstone, che a fine gennaio ha mantenuto un’esposizione prudente agli attivi rischiosi e un peso leggermente più elevato sull’oro, ritenuto una copertura contro i rischi geopolitici.

AZIONI PIÙ INTERESSANTI DELLE OBBLIGAZIONI

In generale, secondo Harmstone, le azioni mostrano un maggiore appeal rispetto alle obbligazioni, soprattutto dato l’allentamento di alcune delle principali minacce per il mercato che favorisce migliori fondamentali a livello globale. I tassi d’interesse sono ai minimi e i deflussi dai fondi azionari degli investitori retail sono a livelli record, superiori a quelli osservati nel 2008. “Nel momento in cui i segnali di una moderata crescita diventeranno più solidi, è probabile che i rendimenti obbligazionari risalgano e che le azioni registrino un rialzo: gli investitori potrebbero a quel punto spostarsi dalle obbligazioni alle azioni”, dice Harmstone.

STATI UNITI, ECCESSIVA L’ATTESA DI CRESCITA DEGLI UTILI DEL 9%

Le valutazioni piuttosto elevate devono mettere in guardia gli investitori azionari su diversi mercati – come quello statunitense, taiwanese, indiano, sudcoreano, australiano. Wall Street, in particolare, presenta un rapporto prezzo/utili che riflette una previsione di crescita degli utili del 9%, che Harmstone reputa eccessiva.

REGNO UNITO, VALUTAZIONI CONVENIENTI SOPRATTUTTO NELLE MID CAP

Altri mercati, tra cui l’Europa, l’America Latina, il Regno Unito, la Cina, l’Europa orientale e in particolare il Giappone, offrono valutazioni migliori e potranno puntare sula solidità dei fondamentali sottostanti, dopo un periodo in cui tale aree sono state poco apprezzate. “Nel Regno Unito la risoluzione dell’incertezza relativa alla Brexit dovrebbe sbloccare una ripresa dell’attività interna nel breve termine, con una ripresa nell’attività interna nel breve termine. Il dividend yield pari al 3,6% è interessante e le valutazioni convenienti, in particolare nel segmento mid cap”, specifica l’esperto.

Il rischio come punto di partenza negli investimenti

Il rischio come punto di partenza negli investimenti

BORSA DI TOKYO, POTENZIALE DI RIALZO DEL 10%

In Giappone, invece, il piano di stimolo fiscale da 120 miliardi di dollari è molto positivo per la crescita del paese, le valutazioni sono convenienti con un ROE in miglioramento: ci sono i presupposti per un potenziale di rialzo del 10%, che riporterebbe la Borsa di Tokyo al livello delle valutazioni relative di cui godeva nel 2018 rispetto al resto del mondo. Nel complesso tutto ciò potrebbe consentire al Giappone di liberarsi della fama di “trappola del valore”.

OBBLIGAZIONI, PRIORITÀ AL DEBITO EMERGENTE IN VALUTA LOCALE

“Nell’ambito dell’obbligazionario, infine, manteniamo il sottopeso nei titoli di stato dei mercati sviluppati, in particolare in quelli di alta qualità a duration elevata, e sovrappesiamo il debito dei mercati emergenti, in particolare le obbligazioni in valuta locale rispetto a quelle in valuta forte”, conclude Harmstone. Questo risultato è reso evidente dall’analisi degli interessi attivi generati in relazione al rischio di tasso d’interesse assunto, che porta a prediligere le obbligazioni high yield e sovrane dei paesi emergenti.